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Benvenuto ospite, scrivere in questo forum richiede registrazione. Forum » Valle di Fiemme » Predazzo » A proposito di Alluvione - 45 anni dopo a Predazzo Genova, 4 novembre 2011 – Predazzo 4 novembre 1966, due date simili per due alluvioni devastanti. 45 anni sono passati dall’evento che ha colpito Predazzo e tutto il Trentino, e si sa, che questi eventi prima o poi sono destinati a ripetersi. Poi quando è successo il discorso è sempre quello, l’incuria dell’uomo nella gestione del territorio.. ecc.ecc. con la conclusione che l’evento era talmente eccezionale tanto da giustificare la conta dei morti.. Un po’ di storia dell’alluvione del 4 novembre 1966: Umberto Puccio “Siamo tutti assai attenti allo stato dei torrenti e dei rivi di Predazzo e già dall’inizio del nostro mandato abbiamo inviato una relazione descrittiva e fotografica ai bacini montani (che sono competenti in materia) ed abbiamo fatto insieme a loro svariati sopralluoghi. Articolo pubblicato su L’Adige il 12.11.11 di Livio Morandini e Mario Felicetti. Il cerchio d'onda del sassolino lanciato dal blog di Predazzo riguardo alla pulizia degli alvei dei torrenti (vedi argomento sul forum) si allarga e riappare di tanto in tanto in forma di dibattito aperto anche sui quotidiani regionali. Riportiamo ad es. una lettera apparsa oggi sul quotidiano L'Adige di Trento: "La risposta dell’architetto Maurizio Piazzi di Capriana, che l’Adige ha pubblicato in data 12 dicembre, alla lettera scritta da due giovani pescatori miei compaesani in merito alla manutenzione dell’aveo del torrente Avisio, è per me, non architetto, non esperto, non tecnico e non accademico, null’altro che un chiaro esempio di arroganza. Cosa c’entra l’alluvione di Genova, scrive l’architetto,con il torrente Avisio?La politica agricolo-forestale della Provincia Autonoma di Trento, per capacità, efficienza e lungimiranza non è paragonabile al resto d’Italia. La presenza di vegetazione nell’alveo dell’Avisio è naturale. E poi non abbiamo la presenza del radar meteorologico, i rilasci controllati delle dighe. Se il problema è la presenza di arbusti che ostruiscono l’accesso ai sentieri, basta una roncola, via ragazzi, non sparate castronerie. Quasi a dire: ragazzi, pescate tranquilli, siete in buone mani, voi, i vostri con-valligiani, gli abitanti di Lavis e di Trento. Mi permetto di dissentire e nel corso degli anni ho avuto modo più volte, grazie all’ospitabilità dell’Adige di manifestare il mio pensiero in merito, pur non essendo architetto, esperto e nemmeno pescatore. La mia conoscenza è empirica, grazie alla memoria, agli occhi ed alle orecchie. Ricordo l’alluvione del 1966, ricordo la tragedia del Vajont, ricordo quella di Stava ed anche quella per fortuna evita ta di Campolongo di Pinè. Ho visto le immagini di tutte queste tragedie, la povera gente disperata, città, paesi, campagne distrutti. Ho sentito e, purtroppo continuo a sentire, le voci, gli appelli i richiami di tanta gente semplice che aveva ed ha ragione, quella che viene dettata non dagli studi accademici, ma dal Buon Senso. La diga del Vajont, che non doveva essere costruita lì, come diceva la gente, è stata progettata e voluta dagli esperti, architetti, ingegneri e quant’altro. I piani urbanistici di Genova, come Campolongo non sono stati redatti dai pescatori, ma dagli Uffici Tecnici. I bacini della val di Stava non sono stati progettati, approvati e deliberati dai boscaioli di Tesero ma da qualche illustre Tecnico. La pulizia dell’aveo dei torrenti è una misura assolutamente doverosa e sul greto dell’Avisio non ci sono solo cespugli, basta guardare dalla strada provinciale, è un bosco di piante ad alto fusto, proprio quelle che piegandosi sotto la forza delle piene si accumulano in prossimità dei ponti, creano sbarramenti pericolosissimi. E non mi venga a dire di rilasci controllati, perché la diga di Stramentizzo è uno stagno che non contiene proprio niente. Il progetto della diga di Valda non era sbagliato ed il principio di salvaguardia della città di Trento aveva una logica. Vantarsi per il fatto di essere riusciti a bloccarla e contemporaneamente non fare nulla per la sicurezza è ben misera consolazione. Io dico grazie ai due giovani che hanno sollevato il problema della manutenzione dell’alveo dell’Avisio, questione vera come la storia insegna." Gianni Rizzoli - Verla di Giovo - L'Adige 16 dicembre 2011 A proposito di alluvione 4: Ripulito dagli arbusti l’alveo dell’Avisio nel tratto Lago di Tesero – Panchià mettiamo anche un video di esempio di cosa è successo in Liguria a Brugnato, nel torrente Chicciola Riportiamo alcuni commenti da Facebook Luigi Corà w la prevenzione Marilena Lochmann bisogna rispettare e amare l'ambiente col prendersi cura Giovanni Cristellon Ricordo che anni fa, al contrario, le "salece" si piantavano nell'Avisio. Speriamo che questa sia la cosa giusta Grazy Bolognani veramente un bel lavoro!!!BRAVI!!!!!
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AutoreArgomentoA proposito di Alluvione - 45 anni dopo a Predazzo
admin
A proposito di Alluvione - 45 anni dopo a Predazzo
il: November 15, 2011, 22:48
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Per quanto riguarda Predazzo molto sicuramente è stato fatto per la messa in sicurezza dei torrenti laterali di Avisio e Travignolo, con briglie, argini, salti anche su quest’ultimi. Da qualche anno sono stati perfino rifatti i ponti sul Travignolo e sull’ Avisio in modo da eliminare il pilastro centrale, per evitare che eventuali piante trasportate dalla piena si incastrino provocando lo straripamento. Quindi siamo tutti tranquilli che da noi non succederà assolutamente niente di grave. Eppure in questi giorni sull’onda emotiva di quanto accaduto a Genova ho avuto occasione di sentire da più persone lo stesso discorso: Nell’alveo dell’Avisio e del Travignolo stanno crescendo da anni troppe piante spontanee occupando gran parte dello spazio destinato alle acque. Cespugli di ogni tipo, larici, abeti, pioppi crescono silenziosamente di anno in anno.. e se un brutto giorno arrivasse la piena? Dove andrebbero a finire tutte quelle piante trasportate da tanta acqua e fango? E così la storia che già conosciamo potrebbe ripetersi ancora.. Un detto comune dei nostri vecchi era “tenere pulito il ghebo (alveo)”
PredazzoBlog ha raccolto questi pensieri espressi dai cittadini di Predazzo e vorrebbe farli giungere a chi si occupa di queste cose non tanto con atteggiamento di critica ma proponendo anche una possibile soluzione raccogliendo le idee che eventualmente potrebbero emergere. Ad esempio si potrebbe incentivare qualche pensionato a fare la legna magari in cambio del trasporto della stessa sul bordo della strada da parte degli operai dell’ente pubblico preposto. Oppure invitare i ragazzi che preparano le cataste di San Martin ad usare quegli arbusti per fare i grandi fuochi in cambio di un incentivo economico o di altro tipo. Inventare insomma una formula che possa funzionare per tenere puliti nel tempo gli alvei dei nostri torrenti in modo da prevenire i danni di un’eventuale piena. Altre idee e proposte le potete lasciare come commento sotto questo articolo. vedi le foto degli alvei: http://www.predazzoblog.it/?p=9908
Le grandi piogge del 4 novembre 1966 sono state accompagnate da improvvisi quanto violenti turbini di vento. Un vento da sud-ovest, caldo, che si e avventato, nel pomeriggio, tra le 14 e le 18, a successive raffiche, sulla regione devastando le foreste, scoperchiando case e malghe.
Anche l’Avisio ( che viene considerato il fiume più pericoloso d’Europa) che si trova sulla sinistra orografica dell’Adige subì la forza devastante di tanta acqua caduta in meno di 48 ore. Moena fu colpita dalla piena del Rio san Pellegrino. Predazzo fu circondato dalle forze riunite dell’Avisio e del Travignolo. Ziano si trovò le fondamenta erose dall’Avisio…

admin
Re: A proposito di Alluvione - 45 anni dopo a Predazzo
il: November 15, 2011, 22:52
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6 November 2011
Tutta l’alveo del Travignolo dalla Diga di Forte Buso al Ponte della Lizata è a rischio perché non sono più tenuti puliti i ripidi pendii sovrastanti, pieni di alberi caduti o che possono cadere in ogni momento, da quando (il 1966!) la strada Sottosassa è parzialmente crollata e non è stata più agibile. I boschi privati non vengono più tenuti puliti: certo bisognerebbe trovare forme che rendano possibile il legnatico. Bisognerebbe poi rendersi conto che il territorio è limitato in estensione e delicato: per cui alt alla speculazione edilizia, alla cementificazione, prima che sia troppo tardi!
Leviti Aldo
6 November 2011
Condivido le preoccupazioni a proposito dell’articolo sul torrente Travignolo e ricordo quando pochi anni fa l’acqua cominciava a scendere verso il paese, lungo la strada per il P. Rolle. Il torrente Travignolo è pieno di piante che andrebbero tolte e anche le decisioni della diga dovrebbero essere concordate con il Comune; se già non viene fatto, questo non lo sò!
Loreta Morandini
7 November 2011
Ricordo tuttora con apprensione l’alluvione che ho vissuto da bambina a Predazzo nel 1966. Sento ancora il lugubre suono delle campane a martello… Rivedo l’acqua che scendeva da ogni dove dalle montagne tutto intorno e i massi che rotolavano nel Travignolo come non avessero peso… Ma ciò che ancora mi angoscia quando sono a Predazzo è la diga!! Per questo condivido le ossevazioni di Leviti.
Mauro Morandini
7 November 2011
Riporto alcuni commenti su questo articolo dalla pagina Predazzoblog di Facebook:
Patrizia Dellantonio …basti vedere quante piante sono cresciute nel tratto di Avisio lungo la strada di fondovalle negli ultimi 15 anni; qualcuno sostiene che frenano l’acqua…io ricordo ancora come è stata spazzata via la pineta che proteggeva il minigolf di Predazzo…
17 ore fa · mi piace 4
Cecilia Bonelli Sarebbe veramente ora che venissero tolte quelle piante , in particolar modo quelle rotte dalle nevicate autunnali degli anni scorsi .
14 ore fa · mi piace · 3
Lidia Degiampietro 4 novembre 1966…vedevo dalla finestra l’Avisio inghiottire abeti e cespugli,devo dire che la situazione attuale è pessima,poco è stato fatto e l’incuria si nota ovunque specialmente nel tratto Forno -Predazzo,ma la “polizia idraulica” non vede… nulla è cambiato da allora…speriamo nella clemenza del tempo ma come dice il proverbio …chi vive sperando muore…INSOMMA DIAMOCI UNA MOSSA !
10 ore fa · Mi piace 3
Marika Bettin
7 November 2011
Abitando nei pressi del fiume Avisio ho potuto notare negli ultimi anni un aumento impressionante della vegetazione nel suo alveo. Questa primavera qualcuno (forse dei pensionati) aveva incominciato a tagliare qualche albero ma sicuramente ci vuole un intervento radicale per pulire a fondo gli argini. Spero che da queste osservazioni si muova qualcosa perchè non si deve aspettare come sempre l’evento disastroso. Quante volte in passato il fiume si era molto ingrossato, tanto che la popolazione arrivava preoccupata a controllare. Se ci dovesse essere una piena non oso immaginare dove andrebbero a finire cespugli e alberi sradicati. Muoviamoci prima!!!
Umberto Puccio
16 November 2011
Prendendo come lezione quello che è successo in Lunigiana, dove un intero quartiere di Aulla è stato costruito nell’alveo del fiume Magra in zona assolutamente proibita, vorrei sapere l’estensione della zona di rispetto non edificabile nell’abitato di Predazzo sulle rive dell’Avisio e del Travignolo e quanto è stato costruito a monte del ponte della Finanza e del ponte sull’Avisio dopo l’alluvione del 4 Novembre 1966!
admin
Re: A proposito di Alluvione - 45 anni dopo a Predazzo
il: November 15, 2011, 22:57
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A proposito di alluvione 2, la risposta dell’assessore Chiara Bosin
Molte visite e molti commenti ha suscitato l’articolo “A proposito di Alluvione” lanciato da PredazzoBlog il 6.11.11 riguardo all’invasione di piante negli alvei dei nostri torrenti. Anche il quotidiano l’Adige ha ripreso l’argomento grazie alle foto e all’articolo di Livio Morandini, che riportiamo qui sotto.
PredazzoBlog non si è limitato a lanciare e documentare questo argomento ma ha girato l’articolo con tutti i commenti ricevuti alle autorità competenti.
La risposta del Comune di Predazzo è stata velocissima, infatti l’assessore all’urbanistica Chiara Bosin ci ha risposto nel giro di pochi minuti con il sottostante messaggio. I Bacini Montani invece, fino a questo momento, non hanno ancora dato nessuna risposta in merito.
Ci garantiscono che la situazione è tranquilla e che le griglie di raccolta sono perfettamente efficenti…. Speriamo !
Comunque a primavera ci hanno garantito la pulizia della zona di Sottosassa, per la quale stiamo lavorando ad un progetto complessivo.
Buona giornata, Chiara Bosin”
L’interesse a questo argomento da parte della gente è crescente, ci sono state infatti inviate altre fotografie e commenti, addirittura si propone su facebook la formazione di un comitato spontaneo, commenti sono arrivati anche dalle zone alluvionate della Liguria. PredazzoBlog mette come sempre i suoi spazi a disposizione di chiunque voglia portare avanti questo o altri argomenti per promuovere il bene comune.
altre foto di Marika Bettin qui: http://www.predazzoblog.it/?p=10257
PREDAZZO – I recenti fatti alluvionali della Liguria, del Piemonte, della Toscana e della Puglia hanno invitato un po’ tutti a riflettere, anche in quelle zone dove determinati fenomeni non si sono verificati e che magari si ritengono sicure. Lo ha fatto a Predazzo Livio Morandini , già dipendente della diga di Fortebuso, oggi in pensione, appassionato da sempre di fotografia e che non ha mai smesso di pensare al suo paese ed al suo territorio, da conservare e tutelare fino in fondo, come conferma tra l’altro la sua appartenenza al benemerito gruppo di volontari «Rico dal Fol».
Proprio in questi giorni, si è recato nella zona del «Col», alla periferia di Predazzo, in direzione di Bellamonte, laddove, immediatamente a monte della piscina, dell’ottagono comunale e del parco minigolf, scorre il torrente Travignolo, che poi, più a valle, va confluire nell’Avisio. E qui ha fatto una scoperta che forse pochi conoscono o prendono in considerazione, ma che potrebbe originare qualche preoccupazione, nel momento in cui, anche da noi (è successo nel 1966 ma anche in anni più recenti) dovessero verificarsi precipitazioni fuori della norma. In sostanza, Morandini ha documentato, anche fotograficamente, la presenza di una grossa briglia, con potrelle in ferro destinate a fermare eventuali piante, ramaglie, alberi o altro che il torrente dovesse portare con sé.
«L’occhio – commenta Morandini – a questo punto, a monte della briglia, si perde nella fitta boscaglia sovrastante, con alberi e cespugli di ogni genere, non piccoli arbusti, che sono disseminati all’interno dell’alveo del torrente e praticamente, in certi punti, lo fanno quasi scomparire alla vista. Ora una domanda mi sorge spontanea: l’alveo dov’è? E’ nella boscaglia o è la boscaglia ad essere nell’alveo? E in caso di un evento alluvionale, che può capitare senza preavviso, tutte queste piante sono in grado di tenere l’evento o dove vanno a finire?
Sia chiaro – precisa – lungi da me fare dell’allarmismo e può darsi che l’alveo e gli argini del Travignolo siano assolutamente sicuri, ma qualcuno dei responsabili e degli addetti ai lavori, Bacini Montani o Provincia in genere che siano, può fornire delle spiegazioni, rassicurando la popolazione che non ci sono problemi? Un semplice chiarimento tecnico sarebbe davvero auspicabile, anche perché pensarci dopo risulterebbe, oltre che inutile, del tutto inaccettabile. In questi giorni – conclude Morandini – l’occhio e la mente si soffermano a considerare i fatti drammatici che accadono in casa altrui, ma sarebbe il caso di pensare un tantino anche a casa nostra». Considerazioni effettivamente più che legittime, di fonte ad una situazione che non va presa sotto gamba o considerata in modo superficiale. Il torrente in effetti è invaso da piante ed arbusti di ogni genere, che, in caso di piena, sarebbero bloccati dalla briglia, creando una diga e quindi con la prospettiva di scaricare poi a valle una considerevole massa d’acqua. Livio Morandini chiede semplicemente garanzie sotto il profilo della sicurezza, affiancato dal pensiero anche di altri concittadini. L’augurio è che qualcuno le possa dare in tempi brevi. Magari anche con l’impegno di fare un po’ di pulizia.

admin
Re: A proposito di Alluvione - 45 anni dopo a Predazzo
il: December 16, 2011, 22:27
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admin
Re: A proposito di Alluvione - 45 anni dopo a Predazzo
il: March 17, 2012, 07:11
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Molti abitanti della Valle di Fiemme avranno sicuramente notato, passando sulla strada di fondovalle, il grande lavoro di rimozione degli arbusti dall’alveo del torrente Avisio nel tratto compreso tra Lago di Tesero e Panchià. Un intervento importante che mette in sicurezza un tratto di torrente, che era letteralmente invaso da cespugli e piante di ogni tipo con la rimozione di tronchi di notevoli dimensioni e diametro, che avrebbero costituito un serio pericolo in caso di piena del torrente Avisio.
L’operazione ha visto l’impiego di diversi operai con l’ausilio di mezzi meccanici ed è durata alcune settimane. Il tutto è partito in seguito a diverse segnalazioni al Comune di Tesero da parte di alcuni cittadini e dall’Associazione Pescatori. Il Comune di Tesero a sua volta ha segnalato questa situazione di potenziale pericolo, in caso di piena, al servizio provinciale dei Bacini Montani, i quali hanno provveduto ad appaltare il lavoro di pulizia ad una ditta esterna. I lavori di taglio e accatastamento del legname, come ci ha spiegato il custode forestale di Tesero, Alberto Volcan, si sono svolti in sinergia con i tecnici della provincia nel pieno rispetto dell’ambiente asportando le sole piante che hanno occupato abusivamente l’alveo del torrente, ripristinando così un corretto ordine, permettendo così il regolare deflusso delle acque anche in caso di piena. 
Forse non è un caso che sia stato proprio il Comune di Tesero a compiere le prime mosse per la messa in sicurezza del torrente Avisio, memore purtroppo di quanto accaduto tragicamente a Stava nel 1985. Sappiamo che anche a Predazzo qualcosa si sta muovendo, nella prossima estate infatti verrà sistemato il tratto di Travignolo nella zona di Sottosassa.
Come ricorderanno i nostri affezionati lettori, Predazzoblog aveva segnalato per primo questa situazione di potenziale pericolo dovuta alla pulizia degli alvei, in occasione dell’anniversario dell’alluvione del 4 novembre 1966, con l’articolo “A proposito di alluvione” e successivi articoli aprendo anche un dibattito sul forum. Proponiamo ora un breve video per documentare i lavori svolti nel tratto di Avisio a Lago di Tesero.
A Sonia Boschetto, Ottavio Graziosi e altri 12 piace questo elemento.
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