Arianna Follis Oro Mondiale, vittoria di coppia. La Val di Fiemme fu galeotta.

Da il 25 febbraio 2009

follis07 .thumbnail Arianna Follis Oro Mondiale, vittoria di coppia. La Val di Fiemme fu galeotta.E’ l’amore con Alessandro Biondini, skiman della squadra azzurra, uno dei segreti di Arianna Follis. La loro love story è nata in val di Fiemme ai mondiali 2003.L’azzurra parla della loro storia sentimentale. “L’ho fatto correre per un po’ – rivela la fondista -: abbiamo cominciato a mandarci sms durante i mondiali a febbraio 2003 e ci siamo messi assieme a novembre. Poi è stato amore vero ed ora vivo a Frassinoro. Ci siamo sposati il primo ottobre 2006″.

Il primo oro per l’Italia ai Mondiali di sci nordico a Liberec se l’è preso Arianna Follis, la veterana, che nella sprint è andata più veloce di tutte con gli sci preparati dal marito skiman. Una vittoria di coppia, un abbraccio infinito: «Senza il suo aiuto non sarei arrivata fin qui».

Lui, il consorte, Alessandro Biondini detto il «biondo», il successo iridato se l’è davvero conquistato. La rincorsa a questo oro storico è stata come quella del suo amore. Perché Arianna l’ha corteggiata per dieci mesi. Messaggi, fiori, inviti, e lei sempre picche. «Ci siamo conosciuti ai Mondiali della Val di Fiemme, nel 2003 – racconta Alessandro -. Uscire a cena è stata un’impresa. Ho fatto una fatica!». Lei se la ride: «L’ho fatto correre… e ha dovuto impegnarsi! Però è stato amore vero. Ci siamo sposati il primo ottobre 2006». Ora la gioia è lì, in quell’oggetto che brilla al collo di Arianna. «Un sogno. Il segreto? Ho pensato di scendere in pista come in una normale gara di Coppa del Mondo. Qui avevo già vinto, non potevo fallire. Chi di noi due sceglie gli sci? Ne discutiamo insieme ma alla fine decide mio marito. Lo ammetto, su questo ha quasi sempre ragione lui».

Sono sguardi complici quelli della coppia d’oro. Fatica e passione, sudore e devozione al servizio di uno sport che vive lontano dal palcoscenico mediatico e che non manda gli atleti ai reality. Ma Arianna è felice così. «Dividiamo ogni cosa. È il mio migliore amico, sa tutto di me, dei miei problemi. Mi dà la carica giusta. Adoro la vita che facciamo, è stimolante anche se non è facile vivere insieme 24 ore su 24, però non abbiamo mai litigato». Per seguire Alessandro, la neo campionessa del mondo si è trasferita da Gressoney a Frassinoro, provincia di Modena: «Per me, aostana doc è stato un salto incredibile. Sono una timida, un’introversa. Ma con gli emiliani non è possibile tacere! Mi hanno insegnato ad esprimere le emozioni, a comunicare di più. Sono rimasta semplice. Amo la pace domestica e quando posso mi occupo della casa. Stiro, metto in ordine, lavo i piatti, è gratificante».

La felicità di oggi è velata dal dolore lacerante di otto anni fa, quando la vita le voltò le spalle portandole via il fratello Leonardo, travolto da una valanga mentre faceva sci alpinismo. Senza il compagno di giochi prediletto, la metà con il quale divideva sogni, pensieri e salite in montagna, le giornate le sembravano vuote. Anche il fondo non aveva più senso. Arianna era entrata in un tunnel dal quale uscì con profondo dolore e fatica: «Questa vittoria insegna come anche dalle cadute più pesanti ti devi rialzare, guardare avanti e continuare a vivere».

Si è rimessa gli sci e con caparbietà ha ricominciato a macinare chilometri su chilometri, fino a raggiungere la vetta più alta del mondo, ieri a Liberec. Con il trionfo nella Repubblica Ceca, un crescendo durato milletrecento metri, Arianna Follis entra di diritto nella storia delle grandi dello sci nordico azzurro: è la seconda italiana a vincere un titolo mondiale individuale. Sinora ci era riuscita solo Stefania Belmondo, la fuoriclasse che ne ha collezionati quattro (a Falun nel ’93 e Ramsau nel ’99). L’Italia festeggia un’altra medaglia rosa e punta decisa alle Olimpiadi di Vancouver. Dopo l’argento di Marianna Longa nella 10 km a tecnica classica, il trionfo di Arianna Follis nella sprint. Anche la Camera l’ha applaudita: a comunicare l’impresa dell’azzurra è stata Manuela Di Centa, la regina dei Giochi di Lillehammer, ora deputata di maggioranza. Perché il fondo è lo sport delle grandi donne.

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