Bellamonte, cane folgorato sul tombino in via Serradori

Da il 12 gennaio 2011

di Francesco Morandini  - PREDAZZO. Immaginate un sabato mattina lungo le strade innevate di Bellamonte, quattro persone a spasso con un cane che all’improvviso viene colto da terribili convulsioni, si contorce, cade a terra e infine muore stecchito, insomma fulminato. Un incubo? Invece è accaduto realmente sabato scorso, come racconta Marco Battisti, consulente aziendale di Trento che in quei giorni trascorreva le feste di Natale nella sua casa in valle di Fiemme.
«Quel giorno il nostro cane, Chili, un incrocio di taglia media che nostra figlia ha raccolto ormai sette anni fa da un cassonetto in cui era stato abbandonato, era al guinzaglio di mia moglie che passeggiava in compagnia di alcuni amici. Giunti in via Serradori, il cane si è messo a guaire, quindi si è rotolato per terra, colto da convulsioni e nel giro di trenta secondi è morto. Una cosa tremenda. Si sono fermate pure delle auto di passaggio, c’erano un medico e una farmacista che subito hanno diagnosticato un avvelenamento da stricnica. Così abbiamo chiamato i carabinieri, quindi sono venuti anche i vigili che sono rimasti molto impressionati dall’accaduto e hanno cominciato a cercare eventuali esche avvelenate nei dintorni. Ma niente di niente, era come cercare un ago in un pagliaio: non è saltato fuori niente».
Il giorno successivo Battisti e la moglie hanno cercato ancora le esche avvelenate e hanno notato – invece – una squadra di operai della Set, la società elettrica trentina, impegnati in un intervento sul pozzetto: «E’ stato a quel punto – spiega Battisti – che abbiamo scoperto la causa della morte. C’era infatti una perdita di energia (con una casa rimasta isolata poco distante che aveva segnalato il guasto) che ha di fatto fulminato il cane. Inutile dire che siamo rimasti allibiti e terrorizzati: che cosa poteva succedere a mia moglie, ai nostri amici, ai soccorritori del cane? che sarebbe successo a una persona che casualmente avesse toccato il tombino, magari un bambino?».
Pare che la linea danneggiata fosse di 400 volt e sulle cause della morte il proprietario del cane non ha dubbi: c’erano un sacco di testimoni. La società elettrica (che sulla morte del cane non ha elementi per intervenire) conferma intanto il guasto e l’intervento degli operai, ma rimanda per eventuali chiarimenti alla società proprietaria della linea, cioè la Acsm Primiero: «Noi ci occupiamo solo della gestione».
E’ chiaro che la vicenda finirà per carte bollate, con Battisti deciso a presentare denuncia attraverso il suo avvocato: «Cose del genere non devono succedere, questo è il punto. Non ne faccio certo una questione di denaro, visto che ogni eventuale risarcimento lo devolveremo subito a un ente per la protezione degli animali».

Francesco Morandini – Il Trentino

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