Da Terry a Eluana

Da il 28 novembre 2008

eluana Da Terry a EluanaQualcuno ricorderà il caso di Terry Schiavo di tre anni fa. Somiglia a quello di Eluana. Anche lei in stato vegetativo, a suo marito fu concesso dalla magistratura americana di togliere il sondino dell’alimentazione. Morì di fame e di sete dopo una terribile agonia di 12 giorni. Non sarà diverso per Eluana, che ha un fisico giovane e forte. Perché muore Eluana?
1 – Perché i giudici hanno ritenuto che il sondino dell’alimentazione sia una cura, come se mangiare sia curarsi. Va ricordato che la Costituzione permette a una persona di rifiutare le cure.
2 – Perché i giudici hanno ritenuto che alcune frasi dette (ma non scritte) da Eluana, in un contesto comunque non identico a quello in cui si trova oggi, fossero espressione di una volontà di preferire la morte a tale vita. E così si dà il via libera all’eutanasia.
3 – Perché i giudici e il padre hanno ritenuto che a causa dello stato vegetativo permanente (che però non vuol dire irreversibile) Eluana abbia perso la sua dignità di persona.
Queste motivazioni mi sono risuonate nella mente quando in questi giorni sono andato, come ormai da vari anni, in una casa di riposo. Buona parte dei ricoverati dipendono dall’alimentazione somministrata dal personale o dai famigliari. La dignità di molti di questi ricoverati è ormai e permanentemente “persa” (secondo il criterio del padre), basti pensare a chi è soggetto alla demenza senile o all’alzheimer. Eppure questi famigliari assistono i loro cari con amore che non esclude sentimenti di angoscia.
Il punto cruciale è in questo dilemma.
La vita ha una sua dignità intrinseca e assoluta (non sto parlando in termini religiosi) per cui neppure lo Stato può toglierla? E’ su questo punto che ci si appoggia quando si combatte la pena di morte e la si definisce “assassinio di Stato”.
Oppure la vita vale solo se mantiene un certo livello di “dignità”. Se si percorre quest’ultima strada il valore della vita (vale per la nascita come per la morte, basti pensare all’aborto e alla selezione degli embrioni in rapporto all’avere o meno malattie) è relativo a questo livello, una frontiera che volta a volta nel tempo potrà variare. Ecco il relativismo tipico del nostro tempo. E’ una pericolosa mentalità che si sta diffondendo.  Percorrendo quest’ultima strada, lentamente stiamo uscendo da una millenaria storia di civiltà.
 
Evaristo Campomori

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