Dramma in Congo, suor Delia di Predazzo ci racconta quanto avvenuto vicino alla sua missione di Bukavu.

Da il 5 luglio 2010

Carissimo Mauro, ciao! Avrete sentito ciò che è avvenuto venerdì a Sange, grosso centro sulla strada tra Bukavu e
Uvira, a soli pochi chilometri dalla nostra missione di Luvungi.
Una cisterna di benzina si è rovesciata poco prima della
notte facendo uscire il suo contenuto.
E’ la tragedia della povertà che ancora una volta ha investito i più poveri che già erano felici di un poter recuperare po’ di benzina per sè o da vendere… e invece, per una forte esplosione causata o da una sigaretta o dall’avvio di un motorino,  si son trovati tutti in aria…. persone, capanne, animali. Sono stati recuperati circa 300 corpi e ci sono tantissimi ustionati gravi portati qui a Bukavu in elicottero dai caschi blu dell’ONU e tanti sono già morti…
Per tutti e su tutti invochiamo la misericordia del Signore.
Ieri sono stati inumati in una grande fossa comune. Oggi è giorno di grande silenzio e preghiera. Vi sentiamo con noi.
Sempre avanti con Colui che ci viene incontro e sa.
Delia Guadagnini

KINSHASA (RD CONGO), 3 LUG – Nell’esplosione del camion cisterna nel sud Kivu, sono morte oltre 270 persone e almeno 100 sono rimate ferite. Lo ha detto un governatore locale. «Un camion cisterna che veniva dalla Tanzania si è rovesciato nel villaggio di Sange – ha detto il portavoce del governo provinciale, Vincent Kabanga -. C’è stato un urto violento e, a seguito di questo, una perdita di carburante e una esplosione che si è propagata al villaggio». Secondo un ufficiale di polizia di Bukavu (capoluogo della provincia del Sud Kivu), l’incidente al camion cisterna è stato dovuto alla velocità eccessiva alla quale viaggiava.

Nel villaggio al momento della tragedia c’erano numerosi bambini
. Sange è situato a circa 70 km a sud di Bukavu, non lontano dalla frontiera con il Burundi. Le abitazioni del villaggio sono in gran parte capanne di terra con il tetto di paglia.

Ci sono cinque caschi blu delle Nazioni Unite tra le vittime dell’esplosione del camion cisterna nella Repubblica democratica del Congo. Lo hanno annunciato fonti dell’Onu. Questa notizia successivamente è stata smentita e quindi non c’è la certezza.

L’esplosione di un camion cisterna è avvenuta mentre una folla di persone cercava di rubare carburante dal mezzo rovesciato. Lo ha raccontato all’agenzia cattolica Fides una missionaria italiana, secondo la quale il bilancio delle vittime potrebbe salire a 300. «Secondo le informazioni che abbiamo raccolto, un convoglio di 5 camion cisterna stava attraversando il centro del villaggio di Sange, quando uno di questi si è rovesciato – ha raccontato alla Fides suor Teresina Caffi, missionaria saveriana a Bukavu, capoluogo del Sud Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo -. La folla si è precipitata a raccogliere il carburante, un po’ come avviene in Nigeria – ha proseguito la religiosa -. All’improvviso una fiammata, forse provocata da un mozzicone di sigaretta, ha provocato l’esplosione. Al centro di Sange vi è un mercato molto frequentato, si teme dunque che il bilancio della tragedia sia molto alto. Secondo la radio locale, i morti potrebbero essere addirittura 300».

Croce rossa: morti 221 tra i quali 61 bambini. Ci sarebbero almeno una sessantina di bambini fra le oltre 200 vittime dell’esplosione di una autocisterna ieri in un villaggio della Repubblica democratica del Congo. Lo riferisce la Croce Rossa congolese della provincia del Sud Kivu. Il responsabile dell’organizzazione nella provincia, D‚sir‚ Yuma, ha detto che il bilancio provvisorio della tragedia è di 221 morti (fra i quali 61 bambini e 36 donne) e di 214 feriti. L’esplosione è avvenuta intorno alle 18 di ieri ora locale (la stessa ora in Italia) nel centro del villaggio e ha interessato un’area nel raggio di cento metri dall’autocisterna.

Secondo il governatore della provincia, Marcellin Cisambo, citato dalla Reuters, «alcune persone sono state uccise mentre cercavano di rubare il carburante, ma la maggior parte delle vittime sono persone che stavano al chiuso a guardare la partita dei Mondiali». Secondo le autorità locali, decine di abitazioni, costruite in terra e paglia, sono state distrutte. Sange è situato a circa 70 km a sud di Bukavu, non lontano dalla frontiera con il Burundi. L’incidente è avvenuto sulla strada fra Bukavu e Uvira, città al confine. Il nord e il sud Kivu sono due delle aree più instabili del Congo, per la presenza di numerosi gruppi armati che si fronteggiano da tempo.

Parroco Luvingi: scena apocalittica. «Una scena apocalittica»: così il parroco di Luvungi, vicina al villaggio di Sangi dove è esplosa un’autocisterna, descrive la scena del disastro all’agenzia vaticana Fides. «I cadaveri bruciati – riferisce padre Paolo – sono sparsi nella strada principale di Sange. I morti sono sicuramente più di 200 mentre sono decine le case distrutte. L’incidente – aggiunge – è avvenuto nella strada principale del paese, che è stretta. Due camion nell’incrociarsi si sono forse urtati. L’autocisterna ha avuto una gomma esplosa e si è ribaltato. La gente si è radunata per raccogliere il carburante. Poi l’esplosione, non si sa se provocata da un mozzicone di sigaretta gettato da qualcuno oppure per un ritorno di fiamma dal motore del camion incidentato». «Sul posto sono giunte le autorità locali, tra le quali il Vice governatore, i militari dell’ONU e la Croce Rossa. Occorrerà ancora tempo però per comprendere la dimensione della tragedia» conclude il sacerdote.

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