Fascino e rischi dello sci alpinismo, disciplina alpinistica con il maggior numero di incidenti mortali.

Da il 7 aprile 2010

sci alpinismo01 Fascino e rischi dello sci alpinismo, disciplina alpinistica con il maggior numero di incidenti mortali.  Lo sci alpinismo è uno sport bellissimo ma anche notoriamente infido. Purtroppo l’attraente manto nevoso può rivelarsi una trappola mortale! A dimostrazione di quanto detto è bene ricordare che lo scialpinismo è la disciplina alpinistica con il maggior numero di incidenti mortali (più dell’alpinismo e più dell’arrampicata).Molto più che in altre discipline, nello scialpinismo è necessaria una conoscenza ampia e profonda di molti aspetti riguardanti l’alpinismo e la montagna in generale.Competenze che vengono maturate solo attraverso anni di pratica che permettono di scoprire gradualmente le mille sfaccettature tecnico-alpinistiche insite in questa pratica. Per avvicinarsi allo scialpinismo in modo sicuro e sereno perciò è consigliato affidarsi a corsi (CAI, scuole ecc) ad amici più esperti o a guide alpine: figure che vi aiuteranno a sviluppare le prime basilari conoscenze. Un punto che vogliamo evidenziare, e che solo pochi oggi tendono a sottolineare, è quanto segue: lo scialpinismo è un’attività di squadra! È una pratica dove l’”unità” è composta da diversi elementi, tutti in grado di portare un contributo (seppur piccolo) in caso di bisogno.Che sia un aiuto morale, un suggerimento tecnico o un vero e proprio intervento di soccorso non ha importanza. Le gite scialpinistiche si affrontano in gruppo.Questa peculiarità non nasce da un oscuro ideale settario; fonda piuttosto le sue radici nel fatto che in montagna d’inverno anche il più insignificante dei “guasti” o “problemi” può rivelarsi fatale per un individuo solo.Questo farà sorridere qualcuno ma bastano solo dei piccoli esempi:- la pelle si scolla e devo fare ancora 400m di dislivello, sono le tre di pomeriggio e se tolgo gli sci sprofondo di un metro. Non posso tornare indietro perché la salita è ancora più lunga, la temperatura va abbondantemente sotto lo zero e il cellulare non prende…- devo attraversare uno stupido canale di neve non più largo di 10m che nasconde però un infido strato di ghiaccio; se scivolo finisco nell’invaso ghiacciato che sfocia in una cascata…- a causa della nebbia mi sono inavvertitamente portato in mezzo ad un pendio carico e pericoloso e me ne sono accorto solo ora che ci sono in mezzo…Situazioni non disperate, quasi paradossali se volete! Ma che possono avere un epilogo tragico o risolversi in un semplice contrattempo a seconda che ci si trovi soli o in gruppo. La necessità di praticare lo scialpinismo in gruppo trae origine inoltre da un’altra fondamentale esigenza: in caso di travolgimento in valanga esistono discrete probabilità di sopravvivenza solo in caso di un tempestivo intervento di autosoccorso.Probabilità che decadono drammaticamente nel caso in cui si attenda l’intervento del soccorso organizzato.Spesso prima che arrivi sul posto una squadra di soccorso alpino, il tempo utile per la sopravvivenza da asfissia (max 10-15 min) è già decorso.A testimoniare questa peculiarità/necessità basta ricordare che quasi tutte le competizioni scialpinsitche vengono svolte a squadre (di due, tre o quattro elementi) e solo raramente hanno carattere individuale.Insomma praticate lo scialpinismo in solitaria solo quando avete accumulato la necessaria esperienza e fatelo esclusivamente su percorsi che conoscete e che valutate come assolutamente sicuri.Un’ultima piccola menzione: l’uso del casco non è ancora diffuso fra gli sci alpinisti e spesso il suo utilizzo sembra un’esagerazione o addirittura una necessità creata dal mercato. Niente di più falso!Se c’è uno sport dove il casco può essere provvidenziale questo è lo scialpinismo.Provate a contare i ruzzoloni che fate in una gita! Più di uno, vero?

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