Giovani e Alcool, in Trentino sarà tolleranza zero

Da il 25 giugno 2009

alcool Giovani e Alcool, in Trentino sarà tolleranza zeroTRENTO – Ha l’obiettivo di prevenire l’abuso di alcool da parte dei giovani e rafforzare i divieti di vendita di bevande alcoliche e superalcoliche ai minori di 16 anni il disegno di legge «Prevenzione dell’alcolismo nei giovani» presentato dal consigliere provinciale Marco Depaoli, insieme al gruppo consiliare dell’Unione per il Trentino. Vi si prevede un rafforzamento del divieto di vendita, da parte degli esercizi commerciali, di bevande alcoliche e superalcoliche ai minori di 16 anni e a tutti coloro che si trovano in stato di palese di ubriachezza. Ci sono novità anche rispetto alla collocazione dei prodotti sugli scaffali: il negoziante è tenuto a collocare in maniera separata e ben evidente le bevande alcoliche da quelle non alcoliche, nell’intento di sensibilizzare il giovane all’acquisto di bibite analcoliche.
«Questa proposta di legge -afferma Depaoli – offre nuovi strumenti normativi tesi a combattere e prevenire la piaga dell’alcolismo giovanile nelle nostre comunità». Depaoli ricorda che «si è diffusa una cultura del bere sempre più orientata verso modelli di “binge-drinking” ossia il bere per ubriacarsi, cioè di abuso concentrato in singole occasioni, che non riflette quindi le modalità di consumo tipicamente mediterranee a cui le generazioni precedenti si sono conformate e che privilegia il consumo del vino ai pasti quale parte integrante dell’alimentazione».
Il Rapporto «Alcool in Europa» diffuso dalla Commissione Europea nel 2006 traccia un quadro preoccupante: più di uno su otto tra i ragazzi di 15 e 16 anni, si è ubriacato più di 20 volte nel corso della vita e più di uno su sei (18%) ha avuto episodi di «binge drinking» (5 o più bevande alcoliche in un’unica occasione) tre volte o più nell’ultimo mese.
Nei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 18 anni il maggior numero di episodi di abuso etilico si registra in Emilia Romagna (44,2%), nelle regioni dell’Italia Nord-Orientale, cioè Veneto (43,7%) Trentino Alto Adige (40,6%) e Friuli Venezia Giulia (40,1) ed in Molise (42,7%).

Il dibattito è aperto – Coordinare interventi mirati e specifici per la dipendenza da alcol: prevenzione universale e selettiva, trattamento e riabilitazione sociale. Sono questi alcuni degli obiettivi del disegno di legge presentato in Consiglio provinciale dal Consigliere Marco Depaoli (nella foto a sinistra con Iva Berasi), insieme al gruppo consiliare dell’Unione per il Trentino: “Prevenzione dell’alcolismo nei giovani: modificazioni della legge provinciale 29 ottobre 1983, n. 34, relativa agli stati di tossicodipendenza e alcolismo, della legge provinciale sul commercio e della legge provinciale 14 luglio 2000, n.9, relativa alla somministrazione di alimenti e bevande”.

Giovani e Alcolismo – Un binomio drammaticamente sempre più presente nella società.  “Il Trentino – scirve Depaoli -, è sempre stato ai primi posti nelle statistiche nazionali per il consumo di alcolici, con conseguenze tragiche per la salute delle persone, e purtroppo oggi sempre più i ragazzi ne sono coinvolti.
Si è diffusa una “cultura del bere” sempre più orientata verso modelli di “binge-drinking” ossia il “bere per ubriacarsi, 5 drink di seguito”, cioè di abuso concentrato in singole occasioni, che non riflette quindi le modalità di consumo tipicamente mediterranee a cui le generazioni precedenti si sono conformate e che privilegia il consumo del vino ai pasti quale parte integrante dell’alimentazione.

Il Rapporto “Alcool in Europa” diffuso dalla Commissione Europea nel 2006 traccia un quadro preoccupante: più di uno su otto tra i ragazzi di 15 e 16 anni, si è ubriacato più di 20 volte nel corso della vita e più di uno su sei (18%) ha avuto episodi di “binge drinking” (5 o più bevande alcoliche in un’unica occasione) tre volte o più nell’ultimo mese.

Nei ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 18 anni il maggior numero di episodi di abuso etilico si registra in Emilia Romagna (44, 2%), nelle regioni dell’Italia Nord-Orientale, cioè Veneto (43,7%) Trentino Alto Adige (40,6%) e Friuli Venezia Giulia (40,1) ed in Molise (42,7%).

L’intervento legislativo – Il disegno di legge prevede un intervento unitario dei soggetti che operano nel settore: Provincia, unità sanitarie locali e associazioni di volontariato, nei confronti di tutte le persone segnalate per guida di auto e motoveicoli in stato di coscienza alterata da sostanze alcoliche.

La proposta legislativa tocca da vicino anche le normative provinciali in ambito commerciale e sulla somministrazione bevande, in particolare la Legge provinciale 8 maggio 2000 n. 4 e la Legge provinciale 14 luglio 2000 n.9. Si prevede, infatti, un rafforzamento del divieto di vendita, da parte degli esercizi commerciali, di bevande alcoliche e superalcoliche ai minori di 16 anni e a tutti coloro che si trovano in stato palese di ubriachezza.

Ci sono novità anche rispetto la collocazione dei prodotti sugli scaffali: il negoziante è tenuto a collocare in maniera separata e ben evidente le bevande alcoliche da quelle non alcoliche, nell’intento di sensibilizzare il giovane all’acquisto di bibite analcoliche.

Questa proposta di legge, che offre nuovi strumenti normativi tesi a combattere e prevenire la “piaga” dell’alcolismo giovanile nelle nostre comunità, sarà ora esaminata dalla commissione competente, prima di giungere al vaglio dell’aula consiliare.

L’Adige – La Vocedelnordest

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