Jas Gawronski, intervista segreta a Giovanni Paolo II mai pubblicata

Da il 18 febbraio 2009

gavrosky Jas Gawronski, intervista segreta a Giovanni Paolo II mai pubblicataIl segreto della mia intervista a Giovanni Paolo II mai pubblicata: fui fedele al Papa, tradendo il giornalismo. Era un uomo parco, quasi francescano e sobrio. Contribuì alla caduta del comunismo e salvò la sua Polonia

“Per la fedeltà a Giovanni Paolo II non pubblicai una sua intervista, obbedii al Papa e non al giornalista”, parole  di Jas Gawronski, giornalista e uomo politico che ha avuto il grande privilegio di intervistare e pranzare con il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Di origine polacche, il popolare giornalista ha conosciuto direttamente il pontefice polacco del quale traccia un identikit molto preciso. Dunque, chi era il Servo di Dio Giovanni Paolo II?: “ intanto un uomo buono,amabile, che ha sempre dedicato i suoi sforzi e le sue attenzioni alla persona. L’uomo è stato sempre al centro delle intenzioni e delle cure del defunto Papa”. Lei che ha avuto il privilegio di stare spesso con lui, che idea se ne è fatta?: “ sarei influenzato dalla simpatia e dalla considerazione che ho di lui, ma non ho alcuna esitazione nel definirlo una persona semplice, amabile,alla mano. Per esempio, analizzo il suo modo di alimentarsi”. Ce lo racconti: “ Giovanni Paolo II,mettendo ad un lato le occasioni ufficiali, era quasi francescano, conventuale e spartano nel modo di mangiare. Lo definisco sobrio e persino monacale, non concedeva nulla,ma assolutamente nulla al lusso. Semmai amava intrattenersi con qualche amico fidato e della sua stessa  nazione, ma senza stravizi”. Veniamo alla preghiera: “ ne ho sempre ammirato il fervore. Quando si concentrava in orazione quasi si estraniava dal mondo, era un’altra persona, si rinchiudeva nel suoi pensieri e spesso si intratteneva ore in meditazione, davanti al santissimo. Insomma, un apostolo della preghiera”.

Lei ha parlato della grande importanza che Giovanni Paolo II dava ai diritti dell’uomo. Infatti ha lottato strenuamente e con ardore per contribuire a far cadere quella vergogna dell’umanità, come lo sono tutti i regimi totalitari,che fu il socialismo reale, liberando i Paesi dell’est e la sua Polonia dal dominio sovietico: “  certamente può essere considerato dal punto di vista storico e politico, uno dei fattori scatenanti della caduta del comunismo. Insieme a Reagan e Lech Walesa ritengo che la sua predicazione assestò un colpo molto importante contro la dittatura comunista. Non è certamente un mistero che Giovanni Paolo II appoggiò con decisione e con energia il sindacato di Lech Walesa con il quale aveva un eccellente rapporto personale e politico”. Ritiene che fosse amato in Polonia?: “ vado controcorrente e dico che ai tempi dei fatti in Polonia non era particolarmente osannato”.

Ma oggi?: “ da morto è chiaro che  tutti, e i polacchi specialmente ne hanno compreso l’enorme importanza per il mondo contemporaneo e per il destino della loro gloriosa nazione. Oggi in Polonia è visto come un eroe nazionale e credo che sperino tutti in una beatificazione anche  se,in tema di Papa, io sono molto prudente e darei precedenza al altri personaggi”. Lei ha cenato spesso con lui e lo ha intervistato, ci può regalare un particolare inedito,un aneddoto relativo al Giovanni Paolo II privato?: “ dunque, una sera mi chiamò per cenare con lui, ed anche con il suo fidato segretario. Ne approfittai per chiedergli, cenando, una intervista e con stupore, mi disse di sì. Raccolsi gli appunti e tutto felice, dopo cena, mi congedai e me ne andai. Era un grande colpo,anche perché aveva detto cose di una certa rilevanza”.

Che cosa accadde?: “ la mattina dopo mi telefonò il suo segretario e me lo passò personalmente”. Io gli chiesi a cosa dovevo l’onore e lui chiaro ed esplicito mi disse: “per favore, ieri sera mi sono sbilanciato troppo ed ho detto anche cose che la prudenza mi avrebbe dovuto consigliare di non pronunciare. Ti chiedo la cortesia  di non pubblicare quella intervista. Lei capisce, per me fu una delusione,un colpo mancato. Avrei potuto non obbedire, ma tra il giornalismo e il rispetto al Papa, prevalse il secondo. Quella volta per l’amore che porto al Papa ho tradito il giornalismo,ma ne valse la pena”. Si può sapere che cosa disse?: “ rimarrà un segreto”.

Bruno Volpe

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