Dal Blog di Predazzo, il romanzo a puntate: “La Saga dei Pescignocco” di Daniela Bernardi.

Da il 15 aprile 2011

Una nuova iniziativa del Blog di Predazzo: il romanzo a puntate settimanali.

“La Saga dei Pescignocco”: un lungo racconto inedito della nostra concittadina Daniela Bernardi pensato per bambini e ragazzi ma che potrà piacere anche ad adulti fantasiosi e po’ giocherelloni…

Il Blog di Predazzo lancia una nuova iniziativa tesa ad arricchire le sue pagine di contributi che vanno oltre la cronaca e la riflessione sulla vita socio-economica e ambientale della nostra Comunità. Contributi finalizzati ad intrattenere i lettori sul piano letterario ed artistico ed al contempo volti a generare interattività tra i lettori e gli autori, come dovrebbe essere per ogni blog che si rispetti… Cominciamo con “La Saga dei Pescignocco” proprio in quanto Daniela ritiene che la lettura dello stesso possa ad un certo punto trasformarsi in un grande gioco tutti insieme. Come potrà avvenire tutto ciò lo scopriremo un po’ per volta.

PROLOGO

… Era una notte buia e tempestosa… Era davvero scura l’acqua del mare e anche nella grotta dove ci eravamo rifugiati si avvertiva il movimento delle onde. Io ero abbastanza tranquilla, noi eravamo pesci della razza pescignocco ed essendo muniti di pinne non dovevamo temere nulla, tutt’al più uno sballottamento…

“ NO, non mi piace…”. Alzo lo sguardo,seguo il movimento delle onde, rifletto…riprovo…

… Era una notte buia e tempestosa… Almeno così mi sembrava lì dentro, anche se poi ripensandoci mi pareva che il giorno si fosse appena levato. Quella mattina mi ero svegliata con il desiderio di esplorare il mare intorno alla nostra tana. Avevo sentito parlare di mostri che risucchiavano noi pescignocco e di amici che non erano più tornati…

Faccio una pausa, ancora niente ma sono vicina, va meglio… riprovo…

… Era la solita notte buia non così tempestosa e mi era venuta voglia di scrivere qualcosa della nostra storia, di noi pescignocco, del nostro modo di essere al mondo. Anche perché avevo sognato pescegnocco PEPITO che mi diceva che la sua Lettera 22 andava usata, altrimenti si sarebbe rovinata e allora eccomi qui, davanti alla mitica Olivetti, in attesa di qualche buon pensiero che mi faccia iniziare la storia, questa bellissima storia di noi pescignocco che, grazie a dei poteri speciali, possiamo sentire e vedere le cose e i fatti del mondo. Ma andiamo piano, cominciamo dall’inizio, le idee stanno salendo come quando bollono gli gnocchi, sento che sono pronta, il colore del mare mi ispira…


C’era una volta, e c’è ancora, in un angolo del mondo chiamato Italia una località anzi una spiaggia chiamata Cala di Forno che si trova nascosta o quasi, in uno splendido parco chiamato Parco dell’Uccellina, nella regione chiamata Toscana. La cala si raggiunge camminando per almeno due ore su un sentiero che attraversa il parco tra cespugli di bacche colorate e profumati alberi di ulivo, eucalipti, lecci, pini marittimi.

Scendendo verso il mare la vegetazione si infittisce e quasi si perde il sentiero ed ecco che all’improvviso si apre un ampio spazio con una splendida casa rosa in lontananza e un po’ oltre, appena dietro una siepe, appare la magica Cala di Forno. La sabbia è chiara e pini marittimi delimitano lo spazio verso la casa rosa; sulla sabbia, portati dal mare, sono appoggiati tronchi e rami; ai lati della spiaggia ci sono rocce che sembrano messe lì a proteggere il luogo. L’acqua è trasparente nei giorni di bel tempo e lo sciabordio delle onde è lieve e rilassante.

Guardando più attentamente nella trasparenza dell’acqua oltre alla sabbia e a qualche bel lucido sassolino si può vedere uno strano pesciolino piccolino e rotondetto che talvolta, mentre avanza nell’acqua, fa una buffa capriola. Siamo noi, i PESCIGNOCCO, che viviamo protetti e quasi indisturbati in questa oasi di pace. Guardando ancora più attentamente potreste notare i vivaci colori delle nostre squame e la particolarità delle nostre pinne che, quando ci va, ci divertiamo a gonfiare per fare una capriola.

Qui, a Cala di Forno, vive pescegnocco BU insieme a tanti amici con i quali si diverte a esplorare la cala. Spesso tutti insieme facciamo la gara di capriole, a chi riesce a farne di più di seguito. Lui è quasi sempre tra i primi, perché gonfia le pinne e volteggia nell’acqua che sembra un ballerino.

Questa mattina c’è un gran movimento a Cala di Forno: è il giorno della sagra di Batignano, la sagra degli gnocchi. C’è aria di preparativi: quaggiù nella cala si vedono sfrecciare i pesci multicolori, ognuno è alla ricerca del posto giusto per il grande evento. A mezzogiorno si celebra l’accoppiamento di noi pescignocco e ci sarà una gran festa. Pescegnocco BU sfreccia colorato di verde, altri di noi si sono fatti rosa a pois, altri rossi. Ci dirigiamo in gran fretta all’appuntamento annuale, più o meno a metà degli scogli che delimitano la cala. Noi lo sappiamo il posto giusto, lì la sabbia è più sottile, più accogliente e ci possiamo adagiare tutti insieme e attendere il momento propizio per l’accoppiamento.

Ed ecco che, al rintocco delle campane del mezzogiorno, come per magia gonfiamo le pinne e capriolando felici saltiamo fuori dall’acqua cercando di abbracciare il pescegnocco preferito. E così tra un salto e una capriola alla fine esausti, ci poggiamo sull’acqua e ci lasciamo cullare.

Nelle ore pomeridiane, poggiati sul fondo del mare della cala, sviluppiamo una specie di coda che lentamente si ingrossa formando dei minuscoli tasselli. Al calare della sera, cominciamo a girare su noi stessi, prima piano poi sempre più veloci finché quei tasselli, che sono i pesciolini nuovi, si staccano dalla coda. Poi tutti insieme, noi pescignocco e i pescignocco nuovi, allegramente festeggiamo la sagra fino a notte fonda.

LA TRAPPOLA DEL TUBO

Una volta, tempo addietro, noi pescignocco eravamo molto ricercati nei mari della Toscana, vivevamo lungo le coste e gli uomini ci pescavano perché eravamo ottimi cotti e conditi con il sugo di pomodoro oppure di funghi oppure fritti nell’olio caldo. Ci stavamo estinguendo e siamo stati portati e protetti quaggiù a Cala di Forno.

La fortuna di noi pescignocco è stata la determinazione delle donne di Batignano che, al grido di “salviamo il pescegnocco!” e con l’intento di compensare i buongustai per la rinuncia a questa prelibatezza, hanno inventato gli gnocchi di patate: siamo stati sostituiti dagli gnocchi di patate, che magari non hanno proprio lo stesso gusto ma sono simili di aspetto. Non che in questa maniera siamo completamente sicuri noi pescignocco, ma un po’ più di sicurezza l’abbiamo trovata, a parte l’episodio di cui è stato protagonista il nostro eroe pescegnocco BU.

Ecco cosa è successo. BU vigilava sulla vita di tutti noi anche perché si diceva che alcuni pesci si allontanavano dalla cala magari per esplorare un po’ il mare ma spesso non tornavano e i pochi di ritorno parlavano di forti correnti rumorose dalle quali era difficile liberarsi. A pescegnocco Bu questa storia non era molto chiara, così, un giorno di bel tempo, armati di coraggio, decidiamo di andare a vedere.

“Dai, forza” dice BU “andiamo a vedere cosa succede laggiù dopo gli scogli”.

“Vengo anch’io” dice pescegnocco MENTUCCIA “voglio vederci chiaro in questa faccenda”.

Fine della prima puntata

Le altre 19 puntate verranno pubblicate a cadenza settimanale. L’intero racconto verrà aggiornato settimanalmente nella pagina dedicata: “La Saga dei Pescignocco” . Se vuoi ascoltare il racconto clicca sul tasto “Listen” in cima all’articolo.

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