Un paese sviluppato è dove i ricchi si muovono con mezzi pubblici

Da il 14 luglio 2014
bogota transdolomites

Il sindaco di Bogotà ebbe  a dire che :  Un paese sviluppato non è quello dove i poveri possono permettersi un’automobile, ma uno dove i ricchi si muovono con mezzi pubblici.

 Una riflessione questa che se rapportata alle nostre realtà ove l’auto ancora resiste come status simbol sta a dimostrare in quale livello di povertà si dibattono le nostre comunità.

Una povertà pubblica che scarica sulle spalle delle famiglie le sue inefficienze impoverendo a sua volta le famiglie stesse.

Ed un esempio di come ad un buon livello di trasporto pubblico corrisponda una buona condizione economica delle famiglie e delle comunità è la Svizzera .

La rete del trasporto pubblico in Svizzera è la più sviluppata al mondo.

In uno Stato che conta poco meno di 8.000.000 milioni di abitanti, l’intera rete dei trasporti pubblici conta oltre  320 milioni di passeggeri  all’anno.

Come ebbe modo di raccontare Enrico Bernasconi, referente della Ferrovia Retica per l’Italia in occasione del convegno di Transdolomites il 30 giugno scorso, 300 sono le società che effettuano servizio pubblico in Svizzera il tutto con un unico biglietto ed una unica filosofia; servire il cittadino ed il turista.

Venendo al settore ferroviario, un aspetto forse poco conosciuto è quello che riguarda le ferrovie panoramiche.

La credenza popolare spesso è ferma alla tradizionale ferrovia che nei fondovalle o in alcuni territori di montagna serve residenti e turisti nei loro trasferimenti. Una credenza che pur guardando con favore a questo tipo di servizio vede nel treno anche dei limiti per quanto riguarda la sua proponibilità in particolari situazioni morfologiche di montagna.

E’ una scuola di pensiero che trova terreno fertile in Italia ove persiste una cultura antiferroviaria, ma la realtà non è questa.

La ferrovia proprio in montagna , nelle gole strette, nelle stagioni rigide , arriva dove non può arrivare la strada.

E proprio in queste condizioni estreme ha creato e continua a rappresentare per il turismo di montagna un’opportunità unica.

Da decenni , rinomate località turistiche svizzere , norvegesi, francesi, hanno conquistato la fama odierna proprio grazie alle ferrovie panoramiche e non conoscono crisi e possono permettersi di vendere al giusto prezzo i loro servizi senza svendersi come capita da anni ad es. nelle Dolomiti.

Valgano alcuni esempi a riguardo con i dati ufficiali che nei giorni scorsi abbiamo ricevuto dalla Svizzera.

Ferrovia dello Jungfraujoch , che raggiunge i 3454 metri, la più alta d’Europa. Durante il tragitto la ferrovia a gremagliera supera un dislivello di quasi1400 metri su un percorso di 9,34 km, risalendo la parete dell’Eiger in un tunnel di 7 km raggiungendo la terrazza panoramica dello Sphink e dando modo di visitare nella fermata intermedia il palazzo di ghiaccio. Dati 2013, 833.000 passeggeri.

Ferrovia del Pilatus, la ferrovia più ripida al mondo che arriva in cima al Monte Pilatus ( 2.132 m) con pendenza del 55% e costruita più di 100 anni fa. 622.00o passeggeri.

Ferrovia Retica, , quasi 400 km di rete, circa 10.000.000 milioni di passeggeri.

Ferrovia Retica  tratta del Bernina, circa 1.000.000 di passeggeri,

Ferrovia del ghiacciaio del Gornegrat , ( 3131 metri di altezza)  circa 1.500.000 passeggeri anno, con un treno ogni 20 minuti.

Galcier Express, circa 220.000 passeggeri.

Tanti altri sarebbero gli esempi da citare , ma uno che vale la pena di menzionare riguarda la Norvegia perché rappresenta un esempio molto vicino a noi.

Si tratta della ferrovia Flåmsbana che partendo dal porto di Flam nel Fiordo di Aurland raggiunge la stazione di montagna “ Myrdal” della linea ferroviaria di Bergen a 866 metri di altezza. In aderenza naturale quasi l’80% dei binari hanno un grado di salita  al 55 per mille che corrisponde alla salita di 1 metro ogni 18 metri.

Perché è opportuno citare questo esempio? La sfida degli ingegneri di allora fu portare questa ferrovia attraverso i ripidissimi pendii ai lati della montagna perché troppo spesso la strada che raggiunge quella località era chiusa per neve e per le valanghe . La ferrovia ha rappresentato la soluzione più valida per mantenere la raggiungibilità dell’altopiano del “ Myrdal” e rappresenta una destinazione per i turisti di tutto il mondo.

Ebbene, il suo esempio non può essere spostato alla situazione del Fedaia ed al suo travaglio invernale per i lunghi periodi di chiusura dovuti alla neve e pericolo di valanghe.

La ferrovia , anche in gremagliera non porebbe essere la soluzione che potrebbe conciliare le necessità di raggiungere il Fedaia, le aziende turistiche che lì sorgono, ridurre il traffico automobilistico, recuperare ambientalmente la Marmolada patrimonio UNESCO?

Il concetto fondante è che un bene come la Marmolada è un unicum, no è replicabile in nessuna altra parte del mondo.

Se ciò vale per la Jungfraujoch, per il Gornergrat e tante altre realtà al mondo, ciò non può forse valere per le Dolimiti ?

Ci mai potrà  copiare i paesaggi e le emozioni del viaggiare in treno ai piedi della Marmolada , o ammirare dai finestrini il gruppo del,Sella, del Sassolungo etc?

La conclusione è che allora nel progeto della ferrovia dell’Avisio dobbiamo avere molto più coraggio. Se essa come punto di partenza deve porsi l’obiettivo di rappresentare l’alternativa all’auto privata in fondovalle, le ferrovie panoramiche nelle Dolomiti possono rappresentare una opportunità turistica non indifferente .

Non di dimentichi che per molti stranieri visitare le Dolomiti almeno una volta nella vita è un obiettivo irrinunciabile.

Spetta alle popolazioni dolomitiche recepire nel modo migliore questo segnale.

Cordialmente.    Massimo Girardi

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