Pensioni e Vitalizi dei consiglieri regionali

Da il 27 febbraio 2014
vitalizi e pensioni consiglieri provincia trento 2014

Quasi un milione e trecentomila euro a Mauro Delladio. Oltre 800mila euro a Mario Malossini e Roberto Pinter.  Quasi 800mila euro a Carlo Andreotti.

Fanno impressione le cifre, rese note dal presidente del consiglio regionale, maturate dai consiglieri regionali (in carica ed ex), che hanno ottenuto il requisito contributivo per la riscossione dell’assegno di vitalizio; e da ex consiglieri regionali beneficiari di assegno vitalizio che hanno optato per il nuovo sistema. In tutto oltre 50 milioni di euro. Consiglieri ed ex consiglieri hanno poi deciso liberamente quanto incassare in anticipo e quanto investire nel fondo family.

I presidenti di Bolzano e Trento Arno Kompatscher e Ugo Rossi cercano il modo per uscire da questa storia. Si può tornare indietro? I diritti acquisiti sono veramente tali o si può intervenire? È quello che si cerca di capire. In consiglio regionale oggi è attesa una presa di posizione dei due presidenti provinciali, dopo l’elezione della giunta regionale. Ugo Rossi, presidente regionale in pectore, conferma che l’obiettivo è intervenire con legge, se dal punto di vista legale saranno possibili «ulteriori riduzioni». Quelle diffuse «sono cifre che provocano disagio», spiega Rossi. «Liquidazioni» milionarie ad ex consiglieri o consiglieri in carica

Di seguito, tutti gli importi.

vitalizi e pensioni consiglieri provincia trento 2014 Pensioni e Vitalizi dei consiglieri regionali

Scandalo vitalizi senza fine. Spuntano 60 vedove d’oro

Non solo pensioni milionarie agli ex politici, nella Regione autonoma anche assegni di reversibilità fino a 4mila euro

Le vedove. Ci sono anche loro nel grande banchetto allestito dalla casta fra Trento e Bolzano. Sono una sessantina e portano a casa un discreto assegno di reversibilità: duemila, tremila, anche quattromila euro netti al mese.

Guai a chi tocca i loro diritti: il Palazzo è stato lungimirante e ha messo in cassaforte il futuro.

Letteralmente. Novanta milioni di euro per salvaguardare la splendida vecchiaia degli ex consiglieri regionali trentini e altoatesini. Liquidazioni. Vitalizi. E pensioni di reversibilità. Elenchi lunghissimi che soddisfano le esigenze di tutti: chi parla la lingua di Dante e chi quella di Goethe, destra e sinistra. C’è gloria per tutti e sulla foto di gruppo è appoggiato il mantello della vergogna che ora il presidente della regione Ugo Rossi prova a scrollarsi di dosso. «Credo sia necessario – spiega Rossi – ripristinare un clima di maggior fiducia dei cittadini verso le nostre istituzioni autonomistiche».

Davvero si resta basiti a leggere che l’ex assessore della Südtiroler Volkspartei Sabina Kasslatter Mur ha chiuso la sua ventennale esperienza in consiglio con una buonuscita record di un milione e 425mila euro. O che la pasionaria Eva Klotz riceverà a sua volta una liquidazione di un milione e 136mila euro. Cifre lunari, inimmaginabili per il comune cittadino che si arrabatta con i soldi contati. E, invece, nel grande bengodi regionale la politica ha pensato in grande, anche a chi non c’è più. Ora, grazie alla tenacia del Movimento 5 Stelle e del quotidiano Alto Adige, ecco spuntare l’elenco delle signore che percepiscono la pensione di reversibilità. Una sessantina di assegni da tre-quattromila euro netti al mese che raccontano il passato più che il presente di questa terra. Funzionava così un sistema che privilegiava in modo spudorato la classe dirigente. Nel 2008 i meccanismi sono stati modificati e certi eccessi sono stati ridimensionati. Ma chi aveva costituito la sua provvista in precedenza navigherà ancora con il metodo collaudato.

Così Rossi, stretto fra le polemiche, è costretto a mettere il dito nella piaga: «Mi riferisco al tema del trattamento pensionistico dei consiglieri regionali. Dovremo essere capaci di affrontarlo ancora in questa legislatura e in questa sede, perché, se si è fatto molto circa il futuro, i cittadini non comprendono perché per il passato siano previsti trattamenti come quelli che abbiamo visto in questi giorni». E allora Rossi prova a dichiarare guerra ai vitalizi senza tetto: «Dovremo ricercare le vie legali per affrontare il problema». Parole accolte con sorrisetti di scetticismo. È difficile mettere a dieta la casta. Figurarsi imporle tagli all’indietro nel tempo.

Il Giornale.it

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2 Commenti

  1. bruni fulvio

    27 febbraio 2014 at 18:51

    Ragazzi che schifo! Qui si tira a campare e questi dopo una legislatura hanno simili compensi??? Bah…

    • alessandra gabrielli

      28 febbraio 2014 at 11:49

      disgustoso veramente!

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