Predazzo, Elezioni Comunali 2015: l’assenza di “Predazzo Democratica”

Da il 13 aprile 2015
Predazzo elezioni: Ecco il programma della lista Predazzo Democratica

Di Fabio Bombardelli.

Certamente la responsabilità di non essere stati in grado di presentare una lista di opposizione da parte di Predazzo Democratica,  non si può  imputarla direttamente alla sindaco Maria Bosin.

Occorre approfondire le motivazioni per le quali si è manifestata una così forte disaffezione verso la partecipazione alla politica amministrativa del Comune:  perché non c’è solo la mancanza della lista di Predazzo Democratica, ma si registra anche l’assenza di quasi tutti gli altri  consiglieri di opposizione e dei loro raggruppamenti, ma anche il ritiro di parecchi  nomi della maggioranza … ;

 alcuni imputano fra le cause, la forte riduzione delle indennità a consiglieri e assessori, rispetto all’aumentato impegno richiesto;  per altri è la crisi generale che toglie entusiasmi e passione e impedisce la formulazione di programmi di lavoro e il loro raggiungimento; per altri è la constatazione che la politica fatta nei Comuni, ovvero la possibilità di decidere in autonomia cosa, come e quando fare è fortemente limitata e condizionata dalla Provincia che ha in mano la leva-principe per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo, cioè la liquidità, i soldi…

Ma, a parer mio, è soprattutto la sensazione o certezza che il tuo contributo di passione, di impegno e di idee, non contano nulla o pochissimo, poiché la legge elettorale assegna  maggioranza schiacciante alla coalizione vincente e relega l’opposizione ad una mera funzione di rappresentanza.

Se poi aggiungiamo, come nel caso di Predazzo, che a capo dell’amministrazione si trova una persona come l’attuale sindaca, certamente gradevole, gentile, apparentemente disponibile,  ma volitiva, senza tentennamenti,  piena di certezze , poco incline a quel tipo di dialogo  che consenta anche un cambiamento delle proprie idee o posizioni , -lo abbiamo visto in più di una occasione in Consiglio comunale- ecco allora, che la sensazione di non potere fare niente e di non essere tenuti in nessuna considerazione  porta alla disaffezione verso la politica.

E questo è grave, perché significa mancanza di democrazia,  perché è solo dal confronto di idee e visioni diverse che nascono le migliori proposte.

Fine di tutto quindi ?   Spero proprio di no !  A tutti quelli che credono nella democrazia e nella politica, intesa come mezzo per migliorare la qualità del nostro vivere insieme, spetta il compito di adoperare idee e comportamenti diversi da quelli finora adottati; speriamo in una amministrazione migliore e più attenta.

Grazie per l’attenzione

Fabio Bombardelli,  ex coordinatore della lista

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Un Commento

  1. MICHELANGELO

    17 aprile 2015 at 18:54

    Quindi le prossime elezioni amministrative di Predazzo vedranno un solo candidato sindaco! Quello che si paventava è ormai ufficiale, anche se fino all’ultimo si poteva sperare in un confronto di idee e di proposte, come in una campagna elettorale che si rispetti, tra vari candidati-sindaco. Dai cinque aspiranti, ognuno con il proprio programma elettorale, della tornata precedente si è passati all’unica candidatura della sindaca uscente! Ciò può significare molte cose, come emerge dalle riflessioni dell’esponente della lista “Predazzo Democratica”, il quale con onestà intellettuale e anche con un certo rammarico ha spiegato le difficoltà incontrate nel corso dell’esperienza fatta in questi cinque anni di partecipazione alla gestione della cosa pubblica dai banchi dell’opposizione. Sarebbe auspicabile che anche altri esponenti dell’opposizione intervenissero nel dibattito.
    Credo sia la prima volta che a Predazzo si presenta un solo, volenteroso, candidato disponibile a reggere le sorti del Comune più popoloso della valle. Come prima cosa viene in mente una domanda: e se nemmeno la Sindaca uscente avesse sentito lo stimolo a ripresentarsi? Com’è possibile che si sia arrivati a questo livello di disaffezione in un paese che negli anni ha visto aumentare il livello culturale, la preparazione e l’attaccamento al bene del territorio? Potrebbe trattarsi anche di un segno/conseguenza dei tempi che stiamo vivendo: la disaffezione alla politica può essere dovuta – a lungo andare – all’impossibilità di incidere sui problemi locali, o perché le risorse economiche sono diminuite in questi ultimi anni, oppure perché ogni problema con relativa proposta di soluzione, decisa in loco, va presentata e caldeggiata e portata a compimento in sedi più alte, dove si dispone dei finanziamenti che vengono erogati secondo altre logiche, ma potrebbe anche essere un segno che nelle nostre zone si è raggiunto un discreto livello di benessere generalizzato per cui molte necessità, specie nel settore delle opere pubbliche, sono risolte e quelle che restano da soddisfare non possono creare contrasti o visioni contrapposte (per es., si può “litigare” sulla nuova casa della salute? oppure – altro esempio – sulla necessità di migliorare l’offerta culturale dando più spazi alla biblioteca o sviluppando iniziative valide su argomenti di interesse generale?).
    Secondo me mancano i candidati-sindaco con relativi programmi perché vi è la difficoltà oggettiva di elaborare progetti e proposte che riflettano modi di vedere diversi, se non contrastanti tra di loro.
    Se a Predazzo fosse impellente il problema della disoccupazione, giovanile e non, forse emergerebbero idee e proposte per favorire delle adeguate soluzioni; se ci fossero nuove opere pubbliche da avviare o, per ipotesi, modifiche importanti da apportare al piano regolatore provinciale, non mancherebbero i motivi per suscitare in tanti l’impegno e la voglia di fare.
    Con gli anni sono state realizzate molte cose importanti, necessarie o anche semplicemente utili, e quindi solo se si intravedono iniziative ed esigenze fondamentali e inderogabili da realizzare o alle quali far fronte, sarà possibile che nuovi protagonisti della “politica” si facciano avanti.

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