Predazzo, il saluto di suor Delia Guadagnini in partenza per il Congo

Da il 23 ottobre 2011

Predazzo, 23 ottobre 2011  %name Predazzo, il saluto di suor Delia Guadagnini in partenza per il Congo Oggi, Giornata Missionaria Mondiale, è una preziosa occasione per fermarci a riflettere se e come rispondiamo alla nostra vocazione missionaria.

Quest’anno avete avuto la presenza di vari missionari di Predazzo. Sono stati come un ponte per farvi incontrare realtà diverse, le ricchezze dei loro popoli , storie di gioia e di fatica quotidiana. Credo che ne siate stati tutti arricchiti e abbiate allargato gli orizzonti del vostro cuore.

Anch’io, stando in mezzo a voi, passando nei vari gruppi, incontrando ragazzi e giovani, ho potuto condividervi un po’ della mia vita e di come il Signore opera nelle persone. Vi ringrazio dei tanti gesti di attenzione, di accoglienza, di ascolto, di condivisione, di generosità che ho ricevuto e che mi hanno fatto molto bene.

Tra di voi, ho visto tanti esempi di donazione, di altruismo, di laboriosità, di perseveranza. Quanti di voi, nel silenzio, senza far rumore, fanno del bene, mossi da un’unica forza: Gesù Cristo. Sì, perché senza di Lui, ci si stanca presto a far del bene. La generosità si ferma in fretta, la dedizione si affievolisce.

Il terreno sociale ed ecclesiale dell’Italia è cambiato. Anche Predazzo è cambiata. Qui, è compito vostro far circolare il Vangelo. Annunciare e testimoniare Gesù qui è responsabilità vostra. Tener vivi in questo paese i valori cristiani, spetta in primo luogo a voi. A me è stato chiesto di partire, di annunciare il Vangelo a chi non lo conosce, aiutare a formare le comunità cristiane, crescere insieme nei valori della giustizia e della pace. Ci unisce la stessa missione anche se in posti diversi perchè la missione è opera del Signore.

Quando si parla di Africa, si pensa quasi esclusivamente a guerre, violenze, carestie, fame, malattie, rifugiati e ne vedete qualche volta delle immagini drammatiche. Ma ci sono anche valori, tradizioni, culture meravigliose. Ci sono sopratutto volti, storie, persone con le quali vivo e che ogni giorno mi insegnano qualcosa.

Il Vangelo, l’incontro personale con Cristo ha il potere di trasformare la vita e di questo ne sono testimone continuamente.

Ci sono persone che si alzano al mattino senza sapere se arriveranno a sera, se mangeranno, se troveranno lavoro, se potranno andare a scuola, se avranno le medicine per curarsi… eppure in questa precarietà di vita che a me, a noi, metterebbe angoscia, riescono a guardare con gioia il sole che spunta e scalda le giovani pianticelle di manioca, di riso, di fagioli e nel ringraziano il Creatore.

Persone che riescono a fare tanti chilometri a piedi per incontrarsi con altre nelle piccole comunità di base come loro per riflettere sulla Parola di Dio e cercare insieme come impegnarsi concretamente per i più poveri.

Persone che trovano il tempo di assistere malati soli all’ospedale  e che portano un pezzo di sapone a un prigioniero che non ha nessuno della sua famiglia.

Persone che trovano la forza a piedi nudi, nel fango, a venire a chiamarmi e mi accompagnano a trovare un malato che vuole incontrarsi col Signore.

C’è chi arriva a perdonare chi ha fatto del male a qualcuno della sua famiglia, chi ha distrutto l’avvenire di uno dei suoi figli.

Ci sono mamme che ogni mattina ancora al buio percorrono una lunga distanza per andare a coltivare il proprio campo e tornando a casa alla sera stanche morte hanno ancora la forza di cucinare qualcosa per il marito e i figli.

Ci sono anziani che con la loro saggezza e l’esperienza della vita sanno orientare e consigliare i più giovani nel tener vivi i valori della propria cultura.

Ci sono bambini che si prendono cura dei loro fratellini e sorelline più piccole e intanto cercano la legna per fare il fuoco, l’acqua da bere e per lavarsi e accudiscono anche i figli dei vicini.

Ci sono papà che senza guardare alla fatica sanno trasportare malati gravi all’ospedale più vicino dopo aver percorso a piedi, di notte, un lungo tratto di  foresta.

La forza dell’amore è sorprendente, ovunque. Ce l’abbiamo dentro tutti, se ogni giorno ne attingiamo le energie dal Vangelo, dalla preghiera, dai sacramenti, dalle  persone che ci vogliono bene.

La Parola di Dio di oggi è molto bella e esigente, ci par perfino impossibile arrivare a un livello così alto: amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e amare il nostro prossimo come noi stessi. Eppure questo “tutto” è fatto di piccole cose quotidiane, spesso ripetitive, che ci possono sfuggire se cerchiamo invece le grandi occasioni…

Abbiamo una grossa responsabilità, l’unica sulla quale saremo valutati alla sera della nostra vita, ma anche alla sera di ogni nostra giornata: “Hai amato? Sei passato facendo del bene? Là dove vivi, in famiglia, a scuola, sul lavoro, con gli amici, sei stato capace  di accoglienza, perdono, giustizia, onestà, pazienza, generosità?

Il segreto della santità di Guido Maria Conforti, Fondatore dei Missionari Saveriani che oggi il Papa proclamerà SANTO era questo: “Non fare cose straordinarie, perché non ne sarei capace, ma  fare straordinariamente bene le cose ordinarie”. Credo che questo sia alla portata di tutti noi, con la grazia di Dio.

Tra qualche giorno riparto per il Congo.  La vostra preghiera continua ad essere la benzina del mio andare. Il bene che mi volete e che volete a quanti  vivono con me ci farà forti e coraggiosi.

Rinnoviamo insieme oggi in questa Eucarestia la gioia di andare incontro alle persone  portando a tutti il tesoro più prezioso della nostra vita: Gesù Cristo. Vi porto con me! Grazie di tutto.

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Un Commento

  1. Mario ferrara

    9 febbraio 2014 at 20:35

    Gent.ma suor Delia, sono il fratello di Caterina Ferrara, con la quale ha avuto una corrispondenza risalente all’87-88, che ho recentemente trovato. La prego di contattarmi via mail per metterla al corrente della recente scomparsa di Caterina. Mario Ferrara

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