Predazzo, il violino di Carmignola nel bosco che suona di Fiemme.

Da il 6 luglio 2009

nota bosco violini Predazzo, il violino di Carmignola nel bosco che suona di Fiemme.PREDAZZO – Due dei sessanta milioni di alberi distribuiti in val di Fiemme hanno da venerdì sera un nuovo padrone. Il violinista Giuliano Carmignola , uno dei migliori virtuosi italiani sia per il violino barocco che per quello moderno, ed i Sonatori della Gioiosa Marca di Treviso si sono aggiunti alla sempre più numerosa schiera di musicisti di fama nazionale ed internazionale ( Uto Ughi, Mario Brunello, Giovanni Allevi, Daniel Hope, Marco Rizzi, Danilo Rossi, Kioi Sinfonietta Tokyo, Ilya Grubert ) che sono diventati titolari a vita di un abete del «Bosco che Suona», questo spettacolare angolo di natura situato nei pressi di Valmaggiore di Predazzo. Continua così l’iniziativa avviata qualche anno fa, grazie ad una felice intuizione dell’Apt e della Magnifica Comunità di Fiemme, e che prevede l’intitolazione di un abete di risonanza ai protagonisti della musica del nostro tempo. Ad aprire la serie del 2009, è toccato appunto ai musicisti trevigiani, accolti ieri nel tardo pomeriggio dalle autorità locali e valligiane, nel clima ovattato, silenzioso ed accattivante di una foresta di straordinaria suggestione. «Stradivari diceva che il violino nasce nel bosco e suona come il suo albero» ha ricordato Marcello Mazzucchi , dirigente forestale di Cavalese, presentato dal direttore dell’Apt Bruno Felicetti come «l’uomo che sussurra agli alberi». Mazzucchi ha aggiunto anche una seconda citazione, riferita a Nicolò Paganini e alla sua celebre frase: «Stradivari sceglie solo gli alberi sui quali cantano i violini». Molta poesia dunque e grandi emozioni venerdì, quando Giuliano Carmignola è stato invitato a scegliere il «suo» albero. Una breve passeggiata nel «Bosco che suona», tra le targhe che documentano le assegnazioni degli anni precedenti, per fermarsi poi di fronte ad un abete, accarezzarlo e dire estasiato «è lui», mentre in lontananza un giovane capriolo scorazzava felice ed andava a perdersi nel verde cristallino di questa stagione. Un abete «rivolto alla luce» come ha spiegato Carmignola, che si è ritrovato nella sua essenza ed ha quasi aperto con lui un dialogo impregnato di emozioni. L’artista ha ricevuto i complimenti del sindaco di Predazzo Silvano Longo e, a nome di tutti i Vicini, il sigillo della Comunità di Fiemme dallo Scario Giuseppe Zorzi , accompagnato dal vicescario Marco Vanzo e dal regolano di Predazzo Piergiorgio Felicetti . «Lasciatemi solo per qualche attimo» ha poi chiesto il violinista trevigiano, che ha dedicato alcune note del suo preziosissimo Guarnieri 1733 alla nuova creatura, della quale Mazzucchi, dopo una delicata operazione di carotaggio, ha stabilito l’età, 230 anni. E mentre la musica di Carmignola, con alcuni brani di Bach, si espandeva nell’aria frizzante della sera ed il sole ritornava a fare capolino tra gli alberi dopo qualche spruzzo di pioggia, i Sonatori della Gioiosa Marca sceglievano a loro volta il loro abete, di 250 anni di età, attorniato da altri alberi che garantivano una fantastica immagine di gruppo, mentre sullo sfondo si potevano ammirare le guglie del gruppo dolomitico del Latemar. La cerimonia, alla quale hanno partecipato anche il presidente dell’Apt di Fiemme Piero Degodenz e Paolo Manfrini e Chiara Bassetti della Trentino Spa, si è chiuso con un brindisi beneaugurante, mentre ieri, sabato, Carmignola e la Gioiosa Marca hanno tenuto alle «Carigole» di Paneveggio il loro straordinario concerto, aprendo di fatto la nuova, emozionante stagione dei «Suoni delle Dolomiti». Prossimo appuntamento, giovedì 9 luglio con il pianista Stefano Bollani e l’Aiarp, protagonista in questi giorni a Cavalese dell’evento «Incontri con il pianoforte». M. F.

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