Predazzo, non convince il progetto della nuova caserma dei Carabinieri

Da il 14 marzo 2009

carabinieri Predazzo, non convince il progetto della nuova caserma dei Carabinieri PREDAZZO – Tutti d’accordo sull’urgenza di costruire un nuovo edificio, al posto di quello attuale, inadeguato e carente sotto tutti i punti di vista, ma una secca bocciatura del progetto preliminare, con una marea di perplessità dal punto di vista della tipologia edilizia e dell’inserimento urbanistico. Alla fine di un dibattito durato oltre un’ora, il consiglio comunale di Predazzo, giovedì sera, ha deciso, all’unanimità, di approvare il preliminare della nuova caserma dei Carabinieri, condividendone (seppure a fatica) anche la localizzazione (appena fuori paese, in un cuneo compreso tra le vie Rasmo e Degregorio, all’inizio della campagna) ma sollecitando opportuni adeguamenti progettuali nel momento in cui sarà predisposto il progetto definitivo. Di caserma dei Carabinieri si parla da oltre una decina di anni. Dapprima, era stata scelta l’area dell’ex pattinaggio, in località «Casòn», lungo via Marconi. Poi non se ne fece nulla, per diverse ragioni, arrivando quindi ad una nuova localizzalizzazione a sud dell’abitato, in un’area allo scopo individuata anche nel Piano regolatore. Il progetto preliminare, predisposto dal’architetto Alberto Dallio dello Studio Vanzetta di Predazzo e concordato, per quanto riguarda la distribuzione degli spazi, con il Comando Generale dell’Arma, prevede al piano interrato i garages, le cantine, l’archivio ed i locali tecnici, al piano terra la parte operativa, gli uffici, le camere di sicurezza, una sala ritrovo e la cucina, al primo piano un appartamento di 124 metri quadrati, oltre a due camere indipendenti con servizi per il personale, e al secondo piano un altro appartamto di 110 metri quadrati, con piccola palestra, lavanderia, docce e spogliatoi. In totale, circa 2.000 metri cubi di volume. Si prevedono inoltre muri perimetrali in cemento armato, vetri antiproiettile ed un adeguato sistema di allarme. Costo: oltre 3 milioni di euro, dei quali 2.297.000 per lavori e 768.000 per spese a disposizione. La proposta, dopo la prima approvazione in linea tecnica, era quella di promuovere una gara tra dieci professionisti per arrivare, partendo dal preliminare, al progetto definitivo, sul quale chiedere l’indispensabile finanziamento provinciale. Grossissime le perplessità, anche in seno alla maggioranza. Sono intervenuti Annamaria Cavada («Una zona non ideale e di notevole impatto ambientale»), Stefano Craffonara («Progetto da ripensare»), l’assessore Mauro Morandini («Bisogna rispettare le caratteristiche di abitazione di montagna»), Nino Tonini («La tipologia non è consona ed oltretutto mi sembra assurdo affidare a dei professionisti una progettazione che debba riferirsi ad un altro progetto»), Dino Degaudenz («Il progetto è inserito in un contesto impattante»), Maria Bosin («Il posto è infelice»), Fulvio Ceol («Una proposta orribile»). MARIO FELICETTI

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