Predazzo Story: Anno 1945, In ricordo di una tradizione. Foto storiche.

Da il 23 giugno 2009

pietralba rico dal fol copia.thumbnail Predazzo Story: Anno 1945, In ricordo di una tradizione. Foto storiche.di  Bosin   Beppino    -    Susana     

Tutto merito del suo ideatore Enrico Brigadoi ( Mechz) e di madre Morandini (Sanata). Nato nel 1912  morto nel 2000.- ricordato e conosciuto come “ Rico dal Fol”, uomo di grande fede  amante della natura, agricoltore e con regolare permesso raccoglitore di Trementina in dialetto “ largà”. E in suo ricordo  l’infaticabile gruppo di Volontari ha intitolato a Lui L’associazione.
 “Gruppo Volontari Rico dal Fol”.

Da tradizione secolare a Predazzo come in Fiemme e Fassa era e è fare un pellegrinaggio a piedi sulla buona stagione  al Santuario di Pietralba (Weissenstein) in Tedesco un giorno all’andata e un giorno per il ritorno ai tempi andati con gli Stendardi delle Regole (dei Comuni).
Al buon e simpatico Rico gli venne l’idea di farne uno di ringraziamento l’ultimo dell’anno a cavallo di Capodanno, e così nel 1945- 46- nasce la prima trasferta, erano in sei.

predazzo storiche scritte1.thumbnail Predazzo Story: Anno 1945, In ricordo di una tradizione. Foto storiche.Io che ci sono andato nel 1959- racconto in breve il tragitto, eravamo in 12- sempre con alla testa el Rico.

Tutti alla S. Messa alle 5.30- (messa prima)

Poi partenza a piedi s’intende,sci,bastoncini, e una refa con il mangime e il bere, io avevo (e gli ho ancora)  un paio di sci “Sartorelli)  di legno lunghi mt.210 con attacchi da sci alpinismo quelli dell’epoca.

Neve ce n’era in abbondanza e anche il freddo era sufficiente a  meno 11°. Raccontava el Rico che nel 1948- era stato addirittura a meno 22° ed allora erano partiti in ben 19.

Fino vicino a Gardonè a piedi e dopo le pelli di foca fino al Passo Feudo, si toglievano le pelli, un po’ di riposo una preghiera e una foto  ricordo. Poi verso il “Ghemischer”, altro capitello una foto, e qui si devia e si gira la Pala di Santa verso Lavazè ci si orientava guardando lo montagne e i boschi, ma con montagne di neve e qualche pianta abbattuta ci si poteva sbagliare.
E ci siamo accorti che eravamo bassi di 80- 100 – metri e per riportarci in quota ci abbiamo messo una buona mezzora, è da calcolare che tutto il tragitto bisognava battersi la pista con 3- 4- metri di neve e qualche ostacolo era una faticaccia, ogni 50- 60-  metri bisognava darsi il cambio.

Fattostà che si arriva al Passo di Lavazè, ci si ristora e si parte per gli Oclini con il tempo sempre coperto e minaccioso e qui c’era una grossa baita con ristorante e tutti si mangiava una minestra che ci rimetteva veramente in sesto.

Subito partivamo verso Malga Ora e frà un capitombolo e l’altro arriviamo in vista di Pietralba verso le 16-. Rico fa la conta, ne mancano due si aspetta una mezzoretta, poi in quattro decidono di tornare sui suoi passi non senza una certa apprensione.

Sul più bello spuntano i due “dispersi” cantando in allegria. Cosa era successo, uno dei dispersi causa un capitombolo si ruppe un attacco dello sci tipo “ Kandar” e per fortuna senza farsi male.
Avevamo però bisogno di un po’ di fil di ferro, la nelle vicinanze c’era un grandi  maso, ci sono andati e ben volentieri, ci sono andati più che volentieri, gli hanno aiutati addirittura con diversi bicchierini di grappa e dopo hanno fatto il loro effetto.
E dato il posto che eravamo tutto finì in gloria.
foto storiche predazzo scritte.thumbnail Predazzo Story: Anno 1945, In ricordo di una tradizione. Foto storiche.Là mangiamo qualche cosa e alle 10 – di sera S. Messa nel Santuario, oltre a noi c’erano circa 25- 30-  persone dei masi vicini e una famiglia di Genova che veniva tutti gli anni per una Grazia alla figlia non in buona salute.
A mezzanotte un bel falò con brulè.
E dopo polenta e lucaniche con qualche abbondante bicchiere di vino. A un’ora incerta su suggerimento del Rico andiamo a dormire sotto il ristorante sembrava di dormire”si fa per dire” in un frigo.
Alla mattina dopo qualche ora tutti assieme a colazione, minestrone e ambleti a volontà, ambleti si intende alla tedesca ripieni di zucchero.
pietralba rico dal fol 1.thumbnail Predazzo Story: Anno 1945, In ricordo di una tradizione. Foto storiche.Poi tutti alla S. Messa per l’Anno Nuovo 1960- e in parte alla comunione. Fatta poi la rituale foto con il Priore del Santuario e la gentilissima famiglia di Genova si parte sci ai piedi verso S. Pietro- Redagno di Sotto  e di sotto fin giù ai Olmi, il ponte di Aldino non era ancora fatto e poi su su fino a Doladizza a  prendere il teno.
Tutti allegri e contenti fra canti in amicizia vera, arriviamo a Predazzo.
Era già notte e alla stazione di Predazzo el Rico aveva già  provveduto a tutto. A tutti ci diede una “ Kentena” una torcia fatta di un bastone e uno straccio imbevuto di Trementina “rasa” e dalla stazione con gli sci ai piedi e in mano la torcia accesa fino all’albergo Rosa”Rossat” e cantando ci sembrava di essere degli eroi.
Fissiamo tutte le torce accese in un mucchio di neve con accanto tutta la attrezzatura, tutti al bar con una buona bicchierata accompagnata da bellissime cantate e…con le lacrime agli occhi un buon arrivederci all’ultimo dell’anno.
A pensarci bene con poco allenamento era una fatica non indifferente, ci si impiegava calcolando un paio di fermate Lavazè e Oclini circa 10 –ore. L’ultima volta è stata nel 1967- 68.-
predazzo storiche scritte.thumbnail Predazzo Story: Anno 1945, In ricordo di una tradizione. Foto storiche.Nel 1970 incominciò lo sviluppo degli impianti sciistici del Latemar. E con lo sviluppo molte cose sono  cambiate, da una parte in meglio e dall’altra in peggio.

Questa breve storia è purtroppo andata persa compresa l’amicizia, l’armonia il buon senso ecc. ecc.

   
    Cari saluti     Bosin   Beppino    -    Susana  

disponibile alla pagina Story   

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