Segheria della Magnifica Comunità di Fiemme, l’abete rosso si riflette sul bilancio.

Da il 6 febbraio 2009

comunita Segheria della Magnifica Comunità di Fiemme, l’abete rosso si riflette sul bilancio.La crisi colpisce anche il legno e il materiale lavorato ingombra i piazzali. Così la segheria dell’Azienda segagione legnami della Magnifica, oltre alle difficoltà dovute al passato, dovrà ora fare i conti con il mercato.

Romano Pojer, presidente della società di Ziano, ha confermato in una pubblica assemblea di Regola tenuta a Moena, le difficoltà finanziarie. Sono troppo onerosi gli investimenti destinati agli impianti negli ultimi anni, rispetto alle effettive possibilità dell’azienda: «Nel 2007 e nell’anno successivo – ha spiegato – la produzione si è assestata intorno ai 31 mila metri cubi. Ora la scelta aziendale è quella di ridurre la produzione». Si lavora a rilento anche dopo la pausa natalizia. In attesa dei dati ufficiali del bilancio 2008, la previsione dell’utile lordo è di circa 600 mila euro, insufficiente a far fronte ai costi fissi che si legano agli ammortamenti (valutati intorno a 500 mila euro), alle imposte e agli interessi bancari (circa 350 mila euro), all’affitto dello stabilimento, che ora è comunque diminuito da 300 mila a 200 mila euro, in seguito agli ultimi provvedimenti del consiglio dei regolani.

Il bilancio è quindi in rosso di almeno 300 mila euro che la Magnifica Comunità dovrà ripianare. Un problema risolvibile se non ci fosse di mezzo il concomitante restauro del palazzo di Cavalese. Non si sblocca nemmeno l’area artigianale al passo S. Lugano che doveva dare nuova linfa alle casse esauste. C’è la speranza di aumentare il quantitativo di legname lavorato, in modo da sfruttare al meglio le potenzialità (40 mila metri cubi) del nuovo impianto, ma l’auspicio è soprattutto che il mercato riprenda a tirare perché è inutile tagliare legname se il prodotto rimane fermo in magazzino. E’ assicurato il contributo di un milione e 270 mila euro da parte della Provincia spalmato in cinque anni.

La crisi era stata preannunciata lo scorso autunno con il primo sciopero delle maestranze. Al nuovo direttore della segheria Alberto Pagnacco, 30 anni, laureato in tecniche forestali e tecnologia del legno all’Università di Padova, il compito non facile di favorire il miglioramento delle potenzialità della segheria; dovrà ottimizzare la redditività dei prodotti commercializzati dalla segheria, seguire e interpretare l’andamento del mercato e instaurare un nuovo rapporto fiduciario con i clienti. La sfida è aperta, ma ci vorranno almeno due anni per uscire dal buio.

Gilberto Bonani

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