Sesta puntata: “La Saga dei Pescignocco” di Daniela Bernardi.

Da il 19 maggio 2011

Saga Immagine 06 300x225  Sesta puntata: “La Saga dei Pescignocco” di Daniela Bernardi.Un bel giorno, qualche tempo dopo, la signora Elisa, una vicina di casa originaria del Molise, lo invita a pranzo: “è da un po’ che non ti vedo Marcello” gli dice incontrandolo nel cortile di casa “vieni a pranzo domenica, così parliamo un po’, ti preparerò una delle mie specialità che ti piacciono tanto, sarà una sorpresa!”.

Lui non se lo fa dire due volte e anche se non era un gran chiacchierone era però un gran mangione e il giorno fissato, mentre a piedi si dirigeva verso la casa, pensava a cosa gli avesse potuto cucinare… pomodori con riso o penne al fosso… rollé di maiale o insalata russa… insomma la signora Elisa gli avrebbe sicuramente cucinato qualcosa di buono! Ma non si sarebbe mai aspettato quella specialità: la signora Elisa era anziana e quel piatto richiedeva un gran lavoro ed era da tanto tempo che lei non li faceva più gli gnocchi forchettati con sugo rosso alle spuntature di maiale! Che goduria anche solo a vedere quei bei gnocchetti che fatti scivolare sulla forchetta acquistano un aspetto bizzarro e, come dice la signora Elisa, “tra i solchi lasciati dalla forchetta si insinua anche il sugo più refrattario!”.

Beh! quel giorno Marcello ha superato se stesso, mangiando così tanti gnocchi che la signora Elisa ad un certo punto l’ha guardato e gli ha chiesto: “Marcello caro, ma da quanto tempo non mangi…”. Vallo a spiegare che lui per gli gnocchi andava pazzo!

Dopo pranzo mentre la signora Elisa gli elencava i vari acciacchi della vecchiaia “…e poi devo fare le analisi per la pressione e quelle per la circolazione” diceva lei contenta di poter parlare di sé “e prendo la pasticca per il cuore e…” lui si è addormentato! Sì, non ce l’ha fatta ad ascoltare più di tanto e poi gli gnocchi a lui richiedono la cosiddetta pennica.

C’era silenzio lì in casa, anche la signora Elisa si era poi appisolata e Marcello ha cominciato a sognare luoghi sconosciuti, posti in riva al mare, gli sembrava come di volare, senza aereo, solo con se stesso, forse su un tappeto volante. Era accompagnato da un paio di noi pescetti simpatici conosciuti tempo prima, noi pescignocco, che gli stavano accanto. Nel sogno arrivavamo in un posto di montagna dove stava precipitando un grosso masso che avrebbe distrutto un paese… in un attimo Marcello Pescegnocco con la potenza delle sue mani ferma la caduta e risistema il masso in un posto più sicuro!

Si sveglia improvvisamente e lì per lì non capisce dove sta… gli sembra di avere le mani indolenzite… Povero Marcello sempre a caccia di prove a verifica della magia!… Anche stavolta c’è cascato: era un sogno, un bel sogno, ma niente magia. Si alza dalla poltrona, ringrazia e, avviandosi verso la porta, saluta la signora Elisa…

“Grazie signora Elisa, i suoi gnocchi erano fantastici, anzi magici”. Lei attenta lo guarda e gli dice: “Marcello, come mai hai i pantaloni e la camicia sporchi di… fango???”.

“Mah…”, dice lui mentre lei prova a pulirlo, “…cara signora Elisa, sarà la magia…” e chiude la porta sospirando.

IL FORZIERE E GLI SQUALI

Una mattina MENTUCCIA, finalmente libera dai suoi molti impegni, voleva dedicare del tempo a rovistare nel vecchio baule che noi pescignocco avevamo trovato nel mare molto tempo prima e dove nessuno veramente si era curato di cercare bene cosa contenesse, a parte due libri che pescegnocco BU si era portato nella tana.

L’acqua era calma quel giorno e il sole alto rischiarava quel pezzetto di fondale marino.

MENTUCCIA apre il baule e… -meraviglia!- quanti colori escono dal quel contenitore, c’è il giallo, il rosso, l’arancio, sono un poco sbiaditi ma sembrano un arcobaleno! Si avvicina e guarda meglio e scopre che sono delle collane di perline e altri oggetti forse persi dagli uomini durante le loro escursioni in mare, e poi ritrovati da noi pescignocco. Nel baule si trova anche qualche pezzetto di stoffa, un cappellino rosso, una ciabatta, tante cose simpatiche che potranno forse un giorno servire. C’è pure una bella cornice con una foto sbiadita… e poi ci sono dei libri, altre fotografie e oggetti diversi coperti da uno strato di mucillagine.

È lì intenta a curiosare divertita da tante insolite cose che quasi non si accorge che dietro di lei sono arrivati due grossi pesci dai denti sporgenti e con un po’ di bava! OI OI OI aiuto, sono i pescisqualo, brutta cosa, non si fanno mai vedere se non quando possono arraffare qualcosa, qualsiasi cosa, l’importante è dare fastidio.

Pescegnocco MENTUCCIA, dopo il primo attimo di smarrimento e di paura, cerca di parlarci, sono anche loro dei pesci, vuole sapere cosa vogliono.

“Cari amici, come mai da queste parti?” dice lei cercando di stare sul simpatico. Rispondono: “siamo qui perché abbiamo visto un luccicare di qualcosa, e dove luccica c’è sempre qualcosa per noi” e intanto sghignazzano digrignando i denti “quel baule è nostro, ce lo portiamo via”.

Lì intorno si era formata una certa folla di pescignocco, volevano aiutare MENTUCCIA, anche se capivano che lei era piena di coraggio. Quel giorno mancavamo BU, MIRTILLO e io perché eravamo andati a perlustrare una zona lì vicino che si diceva fosse pericolosa.

I due squali nel frattempo erano vicini al baule e mettevano i denti dappertutto, avidi di vedere che razza di tesori fossero quelli. MENTUCCIA, sapendo di avere alle spalle tutti i suoi amici pescignocco cerca di far comprendere ai due che sono cose di poco valore per loro due pescisqualo: “sono cose semplici, senza valore per voi, sono perline, sassolini, cose raccolte in giro per la cala, ricordi che per noi hanno un valore affettivo perché trovati e raccolti in posti diversi”.

Lei cercava di essere gentile, ma con i pescisqualo non c’è possibilità di farsi rispettare. Per loro la parola valore affettivo significava chissà che tesoro, loro non conoscevano il termine affettivo ma solo valore così che gli veniva la bava alla bocca solo all’idea di sgraffignare qualcosa a qualcuno.

Dopo inutili tentativi di dialogo MENTUCCIA decide di mollare il baule agli squali tanto era inutile insistere, quelli non volevano sentire ragione, si sentivano padroni di tutto.

Fine della sesta puntata

Le altre 17 puntate verranno pubblicate a cadenza settimanale nella giornata del mercoledì. L’intero racconto verrà aggiornato settimanalmente nella pagina dedicata: “La Saga dei Pescignocco” . Se vuoi ascoltare il racconto clicca sul tasto “Listen” in cima all’articolo.

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