SONDAGGIO Viabilità: Metroland o Trenino dell’Avisio? Progetti a confronto.

Da il 23 aprile 2010

a metro tram SONDAGGIO Viabilità: Metroland o Trenino dell’Avisio? Progetti a confronto.
Il progetto Metroland Trentino

L’alternativa:
Il progetto del trenino dell’Avisio di Transdolomites  in versione pdf (7 mb)

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  • Dellai l’ha definito “il mio sogno”, ma per i trentini sarà un incubo. Il mega progetto dei metrò in ogni valle, con la spaventosa spesa di 5 miliardi di euro (quella ipotizzata, quella reale nessuno la conosce), fa a pugni non solo con la sostenibilità economica, sociale e ambientale, ma anche con la logica.
  • Questa follia viene giustificata, incredibilmente, col pretesto di voler evitare la “desertificazione” della valli: ma il metrò non risolve un bel nulla perché accorciare i tempi di percorrenza dalle valli verso il capoluogo significa semplicemente creare un esercito mostruoso di pendolari. Lo spopolamento delle valli si contrasta creando in loco nuove opportunità di sviluppo, nuovi posti di lavoro, decentralizzando gli uffici, non coi metrò. Per chi si reca saltuariamente a Trento, mezzora in più o in meno non fa gran differenza, mentre la fa per il pendolare che è costretto a viaggiare tutti i giorni. Ma pendolarizzare tutto il Trentino è una follia: specie se si considera che con gli stessi soldi, anzi con molto meno, si può migliorare la viabilità esitente, sostenere le economie locali, decentrare gli uffici, incentivare il telelavoro. Per esempio si spende la bellezza di 120 milioni di euro per la galleria di Martignano, 200 milioni di euro per una sola galleria (duecento!), quella di Mezzolombardo, e chissà quanti per fare l’incredibile doppione delle gallerie sotto il Doss Trent, ma con fatica e con ritardi inaccettabili appena 8 per portare la banda larga nelle valli non coperte (col wi-fi).
  • Se davvero si ha cuore un Trentino futuro “a misura d’uomo” bisogna pensare ad uno sviluppo diffuso nelle valli, non a quello dei pendolari: ma la Provincia con la sua pletora di uffici e migliaia di dipendenti è la principale responsabile di quell’accentramento che incentiva il pendolarismo e lo spopolamento delle valli. Il progetto di realizzare la follia di una metropolitana in ogni valle si spiega forse con “il sogno” di realizzare la più grande magnadora di tutti i tempi. Non a caso il progetto viene annunciato e rilanciato in vista delle elezoni. Ma per cosa? Per risparmiare meno di mezz’ora (in media) sui trasferimenti con il capoluogo? Ha senso tutto questo?
  • Il metrò oltretutto più di tanto non funziona, e questo è dimostrato dalla Trento-Malè: nonostante il treno, la viabilità della Val di Non in certe ore è un inferno con code chilometriche. E’ questo il Trentino che si vuole? Il Trentino delle tangenziali, delle rotatorie e degli svincoli colossali tipo Cadine, che hanno letteralmente distrutto il paesaggio?
  • Se questo progetto pazzesco dovesse prendere il via, il Trentino sarà definitivamente devastato dalla tremenda infrastrutturazione necessaria ad un progetto ciclopico come questo, con nuove strade, svincoli, ponti, rotatorie, cavalcavia, stazioni, parcheggi: i lavori dureranno decenni con un numero infinito di cantieri e una via vai ininterrotto di camion e ruspe in ogni dove. Basti pensare al disagio enorme provocato dai 2 km della sola “galleria dei Crozi”, qui invece si parla addirittura di 170 km complessivi di metrò (centosettanta!).
  • Le “gradi opere” oggi sembrano in realtà delle foglie di fico per nascondere, con la scusa dell’utilità pubblica, nuove e gigantesche speculazioni.

A due anni e mezzo dall’annuncio del governatore Lorenzo Dellai della volontà politica di realizzare un mastodontico progetto di rete ferroviaria in galleria per collegare in modo rapido e competitivo rispetto alla strada tutte le valli del Trentino, ieri Metroland – così viene chiamato il progetto – ha mosso in giunta provinciale il suo primo passo concreto. Il vicepresidente e assessore ai lavori pubblici e trasporti, Alberto Pacher, ha infatti presentato una delibera che dà avvio alle procedure per l’approvazione del Piano provinciale della mobilità in cui sono contenute le prime «otto opere strategiche» tra cui appunto le 4 linee di Metroland. Quattro linee da 3.440 milioni. Nonostante già nella finanziaria 2010 la Provincia abbia deciso di dare priorità a due linee: la Rovereto-Arco-Ponte Arche-Tione (costo stimato 678,9 milioni di euro) e la Borgo-Cavalese (una galleria di 27,4 km per un costo di 690 milioni), che sono quelle dalle quali la Provincia intende cominciare, nella delibera approvata ieri la giunta provinciale ha deciso di sottoporre alle procedure di approvazione previste dalla legge – come la «valutazione strategica» – il progetto Metroland nella sua unitarietà, quindi comprendendo anche le altre due linee programmate che sono Borgo Valsugana-Trento (costo 549 milioni), che passerà a fianco dell’attuale linea della Valsugana con la differenza che sarà quasi tutta in tunnel e dunque più rapida e Mezzocorona-Malè (costo 573 milioni), anche questa una tratta che si aggiunge – in galleria – alla ferrovia Trento-Malé esistente. Proprio il fatto che sia in Valsugana che nelle valli di Non e Sole esiste già la presenza di una rete ferroviaria ha spinto il vicepresidente Alberto Pacher a dare priorità agli altri collegamenti, in particolare quello della Vallagarina e Giudicarie, che permetterà di andare da Rovereto a Tione in 25 minuti. Considerato infatti che i costi sono rilevantissimi così come i tempi e l’impatto ambientale è chiaro che nessuno sa dire oggi se Metroland riuscirà mai ad essere realizzato per intero. La linea della Valsugana prevede anche un tratto Borgo-Imer, per raggiungere il Primiero, che però è considerato il meno appetibile, visto che spendere 800 milioni di euro per collegare una valle semi-deserta appare davvero troppo, persino a chi pensa di destinare 3 miliardi e mezzo di euro per ferrovie in tunnel per una realtà di soli 500 mila abitanti, com’è il Trentino. Piano stralcio per l’intero progetto Metroland. Dunque i quattro collegamenti di Metroland saranno sottoposti insieme alla valutazione strategica e in maniera unitaria sarà valutata anche la conformità dal punto di vista urbanistico. L’intero progetto Metroland andrà a costituire un piano stralcio tematico del Piano provinciale della mobilità. Mobilità alternativa in valle. Accanto alle linee Metroland gli altri quattro progetti che costituiscono le otto opere strategiche del Piano della mobilità sono: il collegamento S. Martino di Castrozza-Rolle ; la mobilità della valle di Fiemme per i mondiali di sci nordico del 2013; la variante dei centri di Campitello di Fassa e Canazei : la metropolitana di Trento . A differenza di Metroland, sia i costi che i tempi di queste quattro opere sono molto più contenuti e per accelerare tutto sono previsti piani stralcio per ciascuna opera. Il collegamento S. Martino-Rolle costa 30 milioni di euro e i tempi di realizzazione sono stimati in circa due anni; per la mobilità in val di Fiemme naturalmente l’obiettivo è essere pronti per i mondiali di sci nordico che saranno nel 2013. Per quest’intervento si prevede una spesa di 40 milioni di euro, 20 per il completamento delle strade e 20 per il trenino di superficie. La variante dei centri abitati di Campitello e di Canazei costerà 60 milioni di euro e l’appalto dovrebbe essere aggiudicato entro quest’anno. Infine, l’opera più impegnativa delle quattro è la metropolitana di Trento per la quale si stima un impegno finanziario di 200 milioni di euro. Per questo intervento il vicepre
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te Pacher ritiene che sia utile costituire un gruppo inter-istituzionale tra la Provincia e il Comune di Trento per decidere i tracciati. Si punta a depositare il progetto alla Valutazione di impatto ambientale entro l’anno prossimo e ultimare i lavori anche entro il 2013. Riguardo alla discussione già aperta sul collegamento ferroviario delle valli di Fiemme e Fassa con Trento, ieri il presidente Lorenzo Dellai ha escluso che la giunta provinciale possa prendere in considerazione un’ipotesi alternativa a Metroland come una linea ferroviaria di superficie, anche a scopo turistico, che attraversi la val di Cembra di cui si sta parlando in valle. Gli assessori Pacher e Mauro Gilmozzi sono invece disponibili a discutere di tutte le ipotesi, visto per altro che sui tracciati di Metroland non c’è ancora alcuna completa valutazione sulla fattibilità.    Luisa Maria Patruno

  • Commento di un valligiano: Il sistema metroland prevede solo fermate nei centri più grossi del trentino, i residenti dei centri minori vedranno solo sfrecciare sul proprio territorio il treno e qunidi non avranno nessun beneficio. Il progetto “trenino dell’avisio” sviluppato dalla Qnex di bolzano committente “trsndolomites” prevede il passaggio del treno con fermate in quasi tutti i comuni. Tutta la popolazione residente ne avrà quindi beneficio. Non capisco perchè i politici provinciali escludano a priori il progetto di fattibilità della linea trento cembra cavalese alba di canazei, progetto a mio dire molto interessante e che porterà la valle di cembra fuori dalla marginalità secolare. Il progetto metroland la esclude completamente, siamo ancora considerati cittadini di serie b. Meglio spendere un sacco di soldi per bucare il manghen 600.000.000 di euro (27 km di galleria che non serve nessuno) che investirli in valle di cembra.

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