Sono nato a Cavalese. Testimonianza del Dr. Giovanni Bucci

Da il 10 marzo 2017
sono nato

Sono nato a Cavalese. All’Ospedale di Cavalese. Quando ero piccolo mamma mi raccontava che erano passati appena pochi giorni dall’inaugurazione del nuovo reparto di ostetricia e ginecologia: “non avevano neanche ancora del tutto finito i lavori!”. Ma per lei, mi diceva, era stato importante trovarsi lì fra persone conosciute e con l’ostetrica che aveva avuto vicino per tutta la gravidanza…

Ho poi studiato medicina veterinaria, lontano da casa, in una grande città, ma poi qui sono tornato anche a fronte di chi mi diceva che col mio lavoro, fra i “montanari”, sarei morto di fame. E anche i miei figli sono nati all’Ospedale di Cavalese, anche se mezzi e conoscenze mi avrebbero permesso altre scelte e altri luoghi. Tutto questo perchè sono fermamente convinto che la nascita sia un evento che crea un legame unico ed indissolubile con il luogo dove avviene e io amo questa valle e questa terra che sono la mia casa.

Resto sbigottito nel vedere e sentire con quanta freddezza e calcolo vengono liquidate tante problematiche legate a questo ospedale e alla sanità delle aree montane. Resto amareggiato per come vengano volutamente taciute quelle tematiche che, seppur non strettamente economiche o sanitarie, hanno un loro importante peso. Quando tuo figlio sta per nascere o quando hai una persona cara in ospedale che sta male, ogni minuto, ogni secondo ti è prezioso. Uno stop o un semaforo troppo lungo sono già sufficienti ad aprire le porte dello sconforto e della paura. E che tristezza quando gli impegni di lavoro ti sottraggono anche solo pochi minuti alle visite a tua moglie, a tuo figlio appena nato, alla mamma, a… Come valutare l’importanza di una pacca sulla spalla di un amico che lascia un attimo il lavoro per venire a congratularsi con te e a farti sapere che per quanto tu sia preoccupato per il futuro lui ci sarà ?

Un ‘ora e mezzo in macchina per andare e altrettante per tornare sono ore sofferte, sottratte alla tua vita, agli affetti, al lavoro, a… Sono 3 ore di solitudine e di pensieri, di amici assenti, di spese in più da affrontare per il viaggio, per la babysitter che accudisce gli altri figli, per il sostituto al lavoro, per…

Ci sarebbero ancora tante cose da dire ma qui mi fermo perchè credo di aver spiegato a sufficienza ciò che sento e provo. Auguro a politici ed amministratori capacità e tempo per riflettere e capire a fondo quanto questo modo di gestire sanità e sentimenti sia insensato e socialmente ingiusto. Risparmiare e razionalizzare non deve essere motivo di disparità nell’accesso ai servizi che con le tasse di tutti noi vengono pagati… e il nostro vivere, sentire, lavorare, qui sui monti non ci rende meno importanti di chi vive in città.

Dr. Giovanni Bucci

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