T-red:Truffa dei semafori “troppo” intelligenti, verso rimborso delle multe sperando che ora il “giallo” non duri troppo

Da il 30 gennaio 2009

semaforo T red:Truffa dei semafori “troppo” intelligenti, verso rimborso delle multe sperando che ora il “giallo” non duri troppoIl “giallo” durava pochissimi secondi. Poi scattava il rosso e la telecamera registrava il passaggio “fuorilegge” dell’auto: multa di 140 euro e meno 6 punti sulla patente. Entusiasti i sindaci che avevano visto le casse comunali gonfiarsi di soldi, fino al 300% in più. Soddisfatti gli imprenditori delle aziende produttrici e dell’indotto del settore, dato che circa la metà delle multe finiva nei loro conti correnti. Sorridenti i comandanti delle polizie municipali di decine di Comuni, alcuni dei quali, grazie a questo innovativo sistema, avrebbero intascato denaro. Unici frustrati, le migliaia di automobilisti pizzicati dal famigerato T-red.

Ora le sorti si sono invertite. Ieri Stefano Arrighetti, 45 anni, milanese, amministratore della società che produce il macchinario, la Kria srl, è stato arrestato dai carabinieri di San Bonifacio (Verona) su disposizione della Procura scaligera che nel gennaio dello scorso anno aveva dato il via all’inchiesta. Nei guai anche 63 comandanti di polizia locale, 40 amministratori pubblici e sindaci di 24 province e 5 amministratori di società private. Le accuse sono, a vario titolo, truffa aggravata, falso, abuso d’ufficio e frode nelle pubbliche forniture. Visto che il T-red aveva ottenuto l’omologazione dal Ministero dei Trasporti, ma solo per la telecamera. E non per le apparecchiature hardware.

Ma cosa accadeva dopo la foto? Le infrazioni venivano accertate dalla Citiesse, un’altra azienda finita sotto inchiesta, che percepiva circa 50 euro a verbale più Iva. E solo in un secondo tempo le immagini venivano visionate dalla polizia locale. Infine i verbali venivano, in molti casi, redatti da altre società private (e non da pubblici ufficiali) che svolgevano anche la notifica per 5 euro a multa, apponendo una firma scannerizzata del pubblico ufficiale. Tutto clamorosamente illegale.

Già migliaia i ricorsi partiti. Molti i comitati spontanei nati per accomunare le pratiche legali. Anche se la giustizia per ora dà sentenze diverse. Chi ha già pagato, invece, potrà chiedere il rimborso, ma la strada è tutta in salita.

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