Tesero, 20 anni di Admo festeggiati con gli Amici dell’Operetta

Da il 5 aprile 2010

%name Tesero, 20 anni di Admo festeggiati con gli Amici dell’Operetta Tesero L’Admo li ha celebrati in teatro con gli «Amici dell’Operetta». In sala testimonianze di «resurrezione»TESERO – Grande successo ha avuto nei giorni scorsi a Tesero, presso il teatro comunale, la rappresentazione teatrale promossa dall’Admo (Associazione donatori di midollo osseo), in occasione del ventennale della sua attività. Gli «Amici dell’Operetta» di Rovereto hanno interpretato «Lo scrigno magico», con il testo e le musiche di don Marco Deflorian , le basi musicali di Andrea Amplatz , la regia di Maria Bruna Tait e con Silvana Bandera direttrice del coro. Bravissimi gli interpreti, un centinaio di persone tra bambini ed adulti. Nel corso della serata, sono intervenuti il vicesindaco di Tesero Giovanni Zanon (anche lui donatore effettivo dell’Associazione), il parroco don Bruno Daprà , il presidente dell’Admo provinciale Ivana Lorenzini e Claudio Tait , da poco trapiantato di midollo osseo e che ha portato la sua commovente testimonianza. Al termine, Gabriella Deflorian , referente di Fiemme e Fassa dell’associazione, ha consegnato un riconoscimento agli ospiti roveretani ed un piccolo pensiero a Nicolas Calliope (14 anni) e Lorenzo Moratti (6 anni), guariti grazie alla generosità di un anonimo donatore. Nel ventennale dell’Admo, da segnalare la lettera di Paolo Moratti . «La testimonianza che ci regala Claudio» ha scritto «è un fiume in piena. Il percorso della sua malattia un’esplosione di ricordi ed emozioni che ha saputo trasmettere ai nostri cuori. La paura che diventa terrore, quel suo sentirsi perduto, l’incubo da cui non ci si riesce a svegliare e poi il dono, e con quel dono finalmente una speranza da coltivare, una seconda chanche che ti viene concessa, una luce all’inizio fioca e poi sempre più forte, fino a ritrovare la tua vita, quella normale, quella banale, quella di tutti i giorni. Anche Nicolas e Lorenzo, nella loro timidezza, solo con la loro presenza, pur senza parole ci dicono: eravamo bambini, bambini ammalati, bambini già perduti; anche noi abbiamo camminato sull’orlo del baratro, finché una mano ci ha trattenuto e riportato a casa dalle nostre famiglie. Una mano di chissà chi e venuta da chissà dove. Una mano che presto arriverà ad aiutare anche Raissa. Tanti auguri, Admo».       M. F.

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