America

 AmericaIl blog di Predazzo apre un nuovo spazio dedicato ai suoi predazzani che per qualsiasi motivo si trovano in giro per il mondo e vogliono raccontarci qualsiasi cosa della loro esperienza di vita.  La potrei definire “l’onda di ritorno” del lavoro che Predazzoblog svolge nel raccontare al mondo la vita del paese.  So che siete in tanti a seguirci dai punti più svariati della terra, ma da adesso, sappiate che altrettanti predazzani residenti sono molto attenti ed incuriositi  nel sentire un po’ come ve la passate lontani dal paesello di origine. Allora coraggio, siete già diventati  tutti degli inviati speciali !!

Predazzo – New York “L’Onda di Ritorno” -

 AmericaCiao a tutti,
finalmente trovo un po’ di tranquillità per raccontare a tutti i frequentatori del blog di Predazzo le mie prime giornate qui in America. La verità è che non è semplice abituarsi ai ritmi frenetici di una metropoli di8 milioni di abitanti, anche perchè non sono proprio qui in ferie e la mia giornata si svolge tra lezioni di inglese presso una scuola di Manhattan e lo studio per l’università. Il primo impatto è quello di una confusione tremenda e di tutto grande…gente che va gente che viene e a qualcuno potrebbe anche sembrare che siano un popolo di egoisti. Ma vivendo qui ( e non per i canonici 15 giorni di ferie ) e incominciando a scoprire pian piano come vanno le cose sono altre le sensazioni che uno può provare. Per primo sono molto patriotici se uno guarda con attenzione non solo sugli edifici pubblici ma anche nei negozi, nei ristoranti, nei luoghi turistici, fuori dalle case, in cima ai palazzi, sulle classiche bancarelle degli hot dogs, ecc. vi è una bandiera americana e credimi non è solo facciata anche perchè sono molto uniti non solo per le ben note vicende terroristiche ma in tutto l’arco della giornata ( scusami ma è un concetto molto difficile da spiegare). Altra cosa che si nota fin da subito è il mangiare ( mi manca la polenta icon smile America )))!!! )…ahi ahi ahi che nota dolente sono veramente zero…non solo per la scelta dei cibi ma anche per la qualità che si trova nei negozi ( te lo dice uno che ha lavorato in negozio per 11 anni )…anzi se si vuole mangiare veramente bene allora l’unico modo e quello di andare nei ristoranti ma quelli più famosi ( il mio primo piatto di pasta al ristorante sembrava una pappa da quanto era cotta ). Comunque a me piace questa città anche perchè ha i suoi lati positivi come ad esempio nel quartiere dove vivo io ho tutto sotto casa, come due supermercati aperti 24 ore, tre o quattro ristoranti, due pizzerie, una lavanderia anche aperta 24 ( non si sa mai che alle 3 di notte mi venga voglia di fare il bucato ), bancomat, ecc. Altra nota positiva sono i trasporti pubblici, con ben 20 linee di metropolitana che girano 24 ore su 24 e dei bus molto efficienti e per non parlare dei taxi la macchina e solo un problema.
 AmericaUnica nota stonata della metrò è la pulizia delle stazioni cioè quelle in centro sono anche discretamente pulite…ma nella periferia ahimè sono veramente sporche ( io ho sempre in mente la metropolitana di Tokio talmente pulite le stazioni che potevi mangiare per terra!! ). Altro punto a favore è la sicurezza ( a partire dagli aereoporti anche molto cordiali gli agenti della sicurezza ) c’è un sacco di polizia che gira e non solo nei luoghi turistici ma anche nelle stazioni della metrò e pure dentro i vagoni molto attenti e anche molto severi ma allo stesso tempo disponibili ad aiutare se si è in difficoltà. Solo un ultima cosa prima di lasciarti e concludere questo primo contributo, sono stato a Ground Zero ( o per meglio dire al World Trade Center ) beh credimi si respira un aria particolare, emozioni forti anche se ora è un cantiere; per chi arriva da Wall Street si trova davanti per primo un bel parco con un monumento fatto con le travi delle torri  Americagemelle che a me ha fatto quasi venire i brividi! Il mio pensiero è stato cercare con la mente di che cosa deve essere stato per la gente quel 11 settembre di ormai 10 anni fa…ma non è possibile! C’è un piccolo museo dove all’interno c’è il plastico di quello che sarà il nuovo WTC con un memoriale su tre piani…un parco…due nuove torri alte se non ho letto male 500 m…ma la cosa che mi ha sconvolto di più era una bacheca di vetro con dentro un casco di un pompiere morto quel giorno ancora tutto ammaccato e impolverato…nessun commento solo il silenzio e una preghiera per tutti i morti di quel giorno!
Spero che il mio contributo sia apprezzato e che stimoli a conoscere un po’ più in profondità un popolo e una nazione cosi distante da noi non solo in termini geografici.
Un caro saluto a te e a tutta Predazzo
Stefano [Show picture list]
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Don Bruno Morandini, la prima lettera  dalla sua nuova Missione di S. Gabriele in Brasile

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Troppe cronache nere oscurano continuamente le nostre giornate. Fermiamoci un attimo per contemplare quanto avvenuto in questi giorni alla miniera di Sao Jose in Cile. La vita ha trionfato sfidando le viscere della terra in un’esemplare gara di solidarietà. Perforiamo anche noi la roccia del nostro egoismo e facciamo riemergere l’essenza della vita. Non dimentichiamo troppo in fretta il “miracolo” di San Jose.  (Foto prese dal web)  Mauro Morandini – www.predazzoblog.it

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Don Bruno Morandini, seconda lettera dalla missione in Amazzonia 28 ottobre 2010

Cari/e amici/che, mi rifaccio vivo dopo piú di due mesi: sono a S. Gabriel, dove si é tenuta l’assemblea diocesana di pastorale, ed ora sto facendo una setimana intensiva di linguistica indigena. Nella zona dove lavoro si parla tukano, e anche se quasi tutti capiscono il portoghese, é molto opportuno tentare di imparare la loro lingua madre.
In questi primi mesi ho visitato quasi tutte le 15 comunitá della parrocchia e sto cominciando a tracciare le coordinate geografiche e demografiche: la superficie é molto grande per pochi abitanti. Il centro di Taracuá non supera le 500 anime, e altrettanti sono quelli sparpagliati lungo i fiumi Uaupés, Tiquié e in alcuni affluenti minori (igarapés). Una comunitá con 12 famiglie (ca. 80 ab.) qui é considerata “grande”: ció rispecchia l’antica organizzazione in clan, motivata anche dalla scarsezza del terreno coltivabile (per povertá del suolo e per gli allagamenti stagionali). Lo stesso paesino di Taracuá é diviso in 4 rioni e non esercita molta attrazione se non per la scuola superiore e il piccolo ospedale. In questo mese la centralina termoelettrica si é fusa, e cosí mancano anche le 3 ore serali di luce che c’erano. Siamo nella stagione meno piovosa e non puó funzionare la centralina idroelettrica importata dai salesiani. Io ho ripristinato un vecchio frigo a gas, perché il generatore della missione consuma molto diesel; nel mio “castello” c’é pure un impianto fotovoltaico, che mantiene l’energia di 12 volt delle batterie. Siamo in periodo elettorale e ci sono promesse per il 2011 di luce e internet per tutti…
L’essenziale non manca: adesso che il fiume si abbassa aumenta la pesca e anche la frutta: banane, ananas, açaí… Ho abbastanza tempo per pregare, studiare e visitare.
Gli echi del viaggio del vescovo dom Edson in Italia e l’arrivo di don Mario Filippi hanno portato una ventata di entusiasmo: quello che ci vuole per finire bene il mese missionario e vivere con questo spirito tutti gli altri! Come sono sicuro che pure voi state facendo.
Grazie per la vostra preghiera e vicinanza e… BUON NATALE! (almeno stavolta mi prendo in anticipo, perché non so se ci sará un’altra occasione di aprire internet fino al 2011!)
Sani e allegri nel figlio di Maria di Nazaret!
Alla prossima, p. Bruno

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48654 1468065406 713 n AmericaCiao a tutti, come va in quel di Predazzo? Grazie alle web cam ho potuto vedere la neve sul campanile di Predazzo…comunque oggi vi volevo scrivere qualche riflessione su Halloween, ho preso lo spunto da un articolo postato sul blog di Predazzo qualche giorno fa. Dovete sapere che a New York si svolge la più grande parata di Halloween degli Stati Uniti sulla 6th avenue parte Spring Street fino ad arrivare alla 16th strada, diciamo più o meno tre ore ( al freddo…). Da come l’aveva descritta il mio professore di inglese sembrava una cosa mastodontica e da non perdere per nessun motivo. Partiamo dal fatto che se non si arriva li presto ( almeno due ore prima ) non si vede niente, io mi aspettavo carri allegorici giganti pieni di gente con costumi spaventosi, urla, scherzi, ecc. Beh niente di tutto questo!!!
 AmericaAllora carri pochi e solo di musica tecno ( stile street parade ) trainati da jeep enormi che non hanno neanche avuto la premura di travestirle un po’ ( addirittura ve ne era uno trainato da un camion a noleggio…), maschere molte che non centrano niente con Halloween ( chi ha paura di un uomo con il dindl? oppure di Bianacaneve e i sette nani? )….vi erano poi degli scheletri fatti alla ” carlona ” e tante altre cose che sinceramente mi hanno lasciato perplesso!
Detto questo per un novizio della cosa mi è anche piaciuta soprattutto alcune scuole di danza ” samba ” che erano veramente belle da vedere e ti prendevano con il loro ritmo allegro ( chi ha paura delle ballerine di samba? ) e le orchestre stile New Orleans con la loro musica triste ma bella allo stesso tempo, ed anche alcune maschere erano fatte bene e spaventose!!!!
La cosa che mi fa riflettere ancora è questa…ma cosa c’èntra questa festa con la nostra tradizione cattolica? E come se l’11 novembre andassimo in giro per Time square con i campanacci!!!
Io dico ( ma è il mio parere ) che ad ognuno le sue feste e ricorrenze e che Halloween in Italia è solo un pretesto commerciale… ora ai lettori del blog di Predazzo l’ardua sentenza!
Un caro saluto da New York a te la linea

Stefano Savin

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