“Il Violino di Auschwitz” a Predazzo per non dimenticare

Da il 21 gennaio 2015
il violino di auschwitz predazzo

“La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.”

In occasione del Giorno della Memoria 2015, a 70 anni dall’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, la biblioteca di Predazzo in collaborazione con l’assessorato alla cultura, invita tutta la popolazione allo spettacolo “Il violino di Auschwitz”, del gruppo Barabàn

Anche ad Auschwitz, a Terezìn, Mauthausen si suonava, si cantava e si componeva musica. Di fronte alla sola prospettiva della morte i musicisti ebrei non rinunciavano alla loro passione, arrivando ad allestire orchestre, come ad Auschwitz, scrivendo note nelle condizioni più disperate, componendo ninna nanne da cantare ai bimbi ormai sulla porta della camera a gas, come la straordinaria Wiegala scritta da Ilse Weber morta, insieme al figlio Tommy, nell’ ottobre ‘ 44 ad Auschwitz.
Nei lager nazisti la musica ebbe un ruolo di esaltazione dell’orrore e annientamento della dignità umana. Eppure, per i detenuti fare musica significava ritrovare la dignità violata e, forse, sopravvivere.
Coerente con il proprio percorso musicale e di impegno civile, Barabàn ha allestito uno spettacolo di musiche, canzoni e immagini dedicato alla Shoàh. Il concerto si snoda attraverso un’emozionante sequenza di canti (Asma Asmaton, Wiegala) composti da deportati nei campi di concentramento nazisti, musiche per i matrimoni e danze della tradizione yiddish, canzoni contro la guerra (da La guerra di Piero di De André ad Auschwitz di Guccini), e contro
l’indifferenza e l’apatia (Yellow triangle). Le musiche sono accompagnata da drammatiche immagini dei lager nazisti, testimonianze di ex deportati e spezzoni di film.

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