Foto senza velo, nuove frustate per Sakineh, già condannata alla lapidazione

Da il 8 settembre 2010

Foto senza velo, nuove frustate per Sakineh, già condannata alla lapidazione
Fonti locali dicono che la condanna è stata eseguita oggi. La foto che mostra la donna senza velo e ritenuta falsa è stata pubblicata dal Times di Londra. Il Vaticano sottolinea il suo interesse in favore della donna e conferma un suo intervento per via diplomatica.

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Tehran (AsiaNews / Agenzie) – Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana condannata alla lapidazione per aver commesso adulterio, dovrà scontare anche il supplizio di 99 frustrate, ma secondo fonti locali la condanna è già stata eseguita oggi.  continua..

Il figlio della donna, Sajjiad Qaderzadeh, afferma che la nuova condanna è stata emessa dopo la pubblicazione di una foto apparsa sul giornale britannico Times, che ritrarrebbe la donna senza velo.

“La pubblicazione delle foto – afferma il figlio – ha dato al giudice un pretesto per condannare la mia povera madre a 99 frustate che ora è accusata di essersi fatta fotografare senza velo”.

La foto incriminata pubblicata dal Times, è stata scattata in carcere e mostra la donna senza velo. Per la sharia, le donne non possono mostrare il proprio volto in pubblico e tantomeno farsi fotografare, pena la fustigazione. Senza verificarne la reale identità e soprattutto le conseguenze, il Times ha associato il volto a quello di Sakineh. I dirigenti del quotidiano hanno subito provveduto a cancellare il nome della donna dalla didascalia, ammettendo l’errore.

Intanto, continuano nel mondo gli appelli della comunità internazionale per impedire la lapidazione della donna, prevista per il prossimo 10 settembre.

Ieri, p. Lombardi, portavoce della sala stampa  vaticana, ha affermato che il ”Vaticano sta seguendo con molta attenzione” la vicenda di Sakineh Mohammadi che la Chiesa è da sempre contraria alla pena di morte. Rispetto a una eventuale appello del Papa, egli ha sottolineato che l’intervento della Santa sede in merito a questioni di diritti umani che riguardano altri Stati avviene sempre per via diplomatica e non in forma pubblica.

AsiaNews

resized Sakineh Mohammadi Ashtiani Foto senza velo, nuove frustate per Sakineh, già condannata alla lapidazioneL’esecuzione della donna di 43 anni, condannata a lapidazione per adulterio, è stata sospesa. Il governo di Teheran ha così dato ascolto alle sempre più crescenti pressioni della Comunità Internazionale al per la sospensione della pena. Ma ancora non è chiaro se questa sospensione sarà definitiva.

Firmate queste petizioni,salviamo questa donna dalla lapidazione della follia fantica islamica
iraniana
http://freesakineh.org/es/
http://www.amnesty.it/pena_di_morte_Iran_lapidazione_adulterio

Sakine Mohammadí Ashtiani, la donna condannata a morte per adulterio, per il momento non sarà giustiziata. È di questa mattina la notizia della sospensione della lapidazione alla quale la donna, 43 anni e madre di due figli, era stata condannata in seguito al presunto rapporto sessuale avuto con l’assassino di suo marito. Ancora non è chiaro però se la sentenza sia stata definitivamente sospesa o solamente rinviata. Questa sospensione arriva dopo le forti pressioni internazionali alle quali è stato sottoposto il regime di Teheran, scaturite dopo la denuncia della Campagna Internazionale per i Diritti Umani in Iran che ha definito la sentenza “inumana”.


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DA FRUSTATA A LAPIDATA – La donna avrebbe dovuto essere prima interrata fino al petto e poi colpita da pietre non tanto grandi da poterla uccidere sul colpo, ma nemmeno tanto piccole da non causarle danni. Questo quanto prevede il codice penale iraniano in caso di adulterio femminile. Questo abominevole trattamento è entrato in vigore dopo la rivoluzione islamica del 1979 che trasformò il paese da monarchia a repubblica, In principio la donna era stata condannata a 99 frustate per relazione illecita, ma il caso fu riaperto in un altro tribunale che considerò la relazione già iniziata prima che il marito della condannata morisse, quindi cambio l’accusa in adulterio, pena per la quale è appunto prevista la morte per lapidazione. L’avvocato della donna ha dichiarato che la sua assistita non parla bene il persiano, ma solamente un dialetto azero, e per questo in principio non aveva compreso bene le accuse per le quali si era dichiarata colpevole. Subito dopo la sentenza di condanna a morte, la donna ha ritrattato la sua confessione e chiesto la clemenza
A seguito della mobilitazione internazionale delle ultime settimane contro la sua esecuzione della, l’Ambasciata iraniana a Londra ha rilasciato una dichiarazione l’8 luglio 2010, affermando che la condanna di Sakineh Mohammadi Ashtiani non sarebbe stata eseguita tramite lapidazione. Tuttavia, la sua posizione legale non è chiara, dal momento che  il suo avvocato non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sulla commutazione della sua condanna a morte.

Durante il processo, Sakineh Mohammadi Ashtiani ha ritrattato una “confessione” rilasciata sotto minaccia durante l’interrogatorio e ha negato l’accusa di adulterio. Due dei cinque giudici hanno ritenuto la donna non colpevole, facendo presente che era già stata sottoposta a fustigazione e aggiungendo di non aver trovato le necessarie prove di adulterio a suo carico. Tuttavia, i restanti tre giudici, tra cui il presidente del tribunale, l’hanno ritenuta colpevole sulla base della “conoscenza del giudice”, una disposizione della legge iraniana che consente ai giudici di esprimere il loro giudizio soggettivo e verosimilmente arbitrario di colpevolezza anche in assenza di prove certe e decisive. Giudicata colpevole dalla maggioranza dei cinque giudici, Sakineh Ashtiani Mohammadi è stata condannata alla lapidazione.

manda   anche  una  semplice

Leader della repubblica Islamica
Ayatollah Sayed ‘Ali Khamenei, The Office of the Supreme Leader
Islamic Republic Street – End of Shahid Keshvar Doust Street
Tehran, Islamic Republic of Iran
Email: info_leader@leader.ir;
via website: http://www.leader.ir/langs/en/index.php?p=letter (English);
http://www.leader.ir/langs/fa/index.php?p=letter ( Persian)

Eccellenza,

sono un simpatizzante di Amnesty International, l’Organizzazione internazionale che dal 1961 agisce in difesa dei diritti umani, ovunque nel mondo vengano violati.

La sollecito a non eseguire la condanna a morte di Sakineh Mohammadi Ashtiani per lapidazione o in qualsiasi altro modo.

Le chiedo di iniziare un riesame approfondito del caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani.

La sollecito a vietare la lapidazione,  emanando una legislazione che ponga fine alla pena di morte e proibendo l’uso della fustigazione.

La sollecito inoltre a depenalizzare l’adulterio.

La ringrazio per la sua attenzione.

Gesu’ di Nazaret e l’adultera

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