L’Università di Padova ricorda due illustri Predazzani

Da il 9 dicembre 2019
giuseppe morandini geografo predazzo

IN ONORE e nel nome anche di due ILLUSTRI PREDAZZANI

Il 3 dicembre u. s., nella sontuosa Aula Magna “G. Galilei” dello storico Palazzo Bo, sede centrale dell’Università di Padova, si è svolta la cerimonia ufficiale di inaugurazione del “Museo di Geografia”, facente capo al Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità (DiSSGeA).

L’evento è stato organizzato in maniera solenne dal prof. Mauro Varotto, direttore scientifico del Museo intitolato anche al nostro illustre, compianto concittadino prof. Giuseppe Morandini (Garneleti) (1907-69), proprio in coincidenza con il cinquantenario della sua morte, allo scopo di “valorizzare e mantenere unito il patrimonio accumulato in oltre 140 anni di ricerca e didattica a partire dalla prima cattedra italiana di Geografia istituita nel 1872” e ricoperta per alcuni anni (1867-1875) dal prof. Giuseppe Dalla Vedova.

Negli ambienti del piano nobile del prestigioso Palazzo Wollemborg è esposto “il patrimonio tangibile” costituito da “libri, atlanti, carte geografiche, plastici, globi, strumenti e fotografie”; vi è illustrato anche il “patrimonio intangibile” comprendente “pratiche di ricerca applicate con costanza e divenute caratteristiche della scuola padovana”: sono, quindi, visibili o consultabili in versione digitale 8 tra globi terrestri e celesti realizzati tra il 1630 e il 1910 e decine di atlanti pubblicati tra il XVIII e il XIX secolo, una collezione di plastici storici, circa 300 carte murali, 150 strumenti di misurazione, circa 20.000 tra stampe e lastre fotografiche.

Palazzo Wollemborg LUniversità di Padova ricorda due illustri Predazzani

Il direttore della Royal Geographical Society, Joe Smith, nel congratularsi per l’apertura delle sale espositive, afferma che probabilmente è il primo museo geografico universitario al mondo con riferimento alla geografia umana.
Questo Museo, interamente dedicato alla Geografia, è il primo nel suo genere in Italia e tra i primi in Europa, affiancando altri musei specifici istituiti nel corso degli ultimi anni ad opera del Centro di Ateneo di Padova per i Musei (per es. il Musme, Museo di Medicina, il Museo Botanico, il Museo di Storia della Fisica, quello dell’Educazione, di Geologia e Paleontologia, di Mineralogia, ecc.).

Questa struttura rende il dovuto merito a chi nel corso del ’900 ha portato in auge la cattedra di Geografia a Padova, primo fra tutti il prof. Giuseppe Morandini, più che degno erede dei suoi prestigiosi predecessori: dopo il Dalla Vedova, Roberto Almagià (1911-15) e Luigi De Marchi (1903-32). Egli ricoprì la cattedra e diresse l’Istituto di Geografia dal 1948 al 1969 (anno della sua morte), svolgendo anche i ruoli di Preside di Facoltà e di prorettore per vari anni; non possiamo dimenticare che poté contare sulla preziosa collaborazione di un altro nostro compianto concittadino, il prof. Dario Croce (docente negli anni 1963-2002; dal 1999 al 2001 ebbe modo di ricoprire l’incarico di direttore del Dipartimento), che sicuramente avrebbe potuto continuare a svolgere questo ruolo, se non fosse prematuramente scomparso.

giuseppe morandini geografo predazzo LUniversità di Padova ricorda due illustri Predazzani

Il prof. Morandini lasciò il segno promuovendo l’ ”integrazione didattica e scientifica tra i settori della geografia delle Facoltà Umanistiche e quello della geografia fisica della Facoltà di Scienze per un organismo dipartimentale interfacoltà per le discipline geografiche dell’Università”.
In questo Museo è custodito ed esposto anche molto materiale raccolto e conservato gelosamente dai suoi famigliari, frutto delle ricerche e delle spedizioni scientifiche da lui organizzate ed effettuate da protagonista in varie parti del mondo, fra cui quella nella Terra del Fuoco portata a termine nel 1955 (da poco è stato trovato per caso un baule contenente importanti materiali e reperti riferiti a questa spedizione, che andranno studiati e catalogati per far piena luce sui risultati raggiunti).

targa giuseppe morandini predazzo geografo 1024x679 LUniversità di Padova ricorda due illustri Predazzani

Le sezioni dell’allestimento – che rispecchiano il brand del Museo Esplora, Misura, Racconta – invitano a tre percorsi di conoscenza attraverso la misurazione dei cambiamenti climatici (Sala Clima, dedicata al prof. Luigi De Marchi), le esplorazioni di ieri e di oggi (Sala delle Esplorazioni, dedicata al prof. Giuseppe Morandini), e il racconto dei luoghi attraverso le metafore (Sala delle Metafore).
Particolare rilevanza all’interno del percorso viene data agli strumenti di misurazione utilizzati nelle ricerche sul clima e sui ghiacciai alpini nel corso degli ultimi 100 anni, al Plastico delle Alpi Svizzere che doveva far parte di un gigantesco globo a scala 1:100.000 nell’Esposizione Universale di Parigi del 1900, alla preziosa riproduzione settecentesca del Mappamondo borgiano del XV secolo. A questi pezzi storici si aggiunge il nuovo plastico della Marmolada, realizzato in California … con le ultime tecnologie di stampa 3D.

ritiro ghiacciaio marmolada storico 1024x636 LUniversità di Padova ricorda due illustri Predazzani

Si riportano di seguito le motivazioni che stanno alla base dell’idea di fondare a Padova il Museo di Geografia: secondo il prof. Mauro Varotto, Responsabile scientifico del Museo, questo istituto “è il primo in Italia e uno dei pochi al mondo nel suo genere: valorizza un patrimonio che risale a una delle prime cattedre di geografia in Italia e a 150 anni di ricerca e didattica universitaria. Ma non è un museo che si rivolge al passato – continua Varotto – è un progetto che guarda al futuro di una disciplina spesso bistrattata e insegnata male, ma utile a capire i grandi cambiamenti del mondo contemporaneo e il significato dei luoghi in cui viviamo.

La geografia non serve solo a mandare a memoria fiumi, monti e capitali anche se non guasta, ma a capire da dove proviene ciò che mangiamo a colazione, perché migliaia di persone fuggono dal lago Chad e arrivano nelle nostre periferie o quando probabilmente scomparirà il ghiacciaio della Marmolada. Le tre sale del Museo – conclude Varotto- dedicate alla misura del clima, all’esplorazione, al racconto dei luoghi, non esauriscono l’azione del Museo, che sarà promotore di iniziative di ricerca partecipata, laboratori didattici creativi e iniziative di sensibilizzazione pubblica su temi geografici di grande attualità”.

ritiro ghiacciaio marmolada storico predazzoblog 1024x600 LUniversità di Padova ricorda due illustri Predazzani

E’ importante sottolineare, in conclusione, che il prof. Mauro Varotto è molto legato al nostro paese, soprattutto per la grande amicizia e collaborazione in vari ambiti di ricerca con il compianto prof. Arturo Boninsegna: è appena il caso di ricordare che proprio al prof. M. Varotto, in qualità di esponente di spicco del Gruppo Terre Alte – Università di Padova, si deve la recente organizzazione di una manifestazione/convegno scientifico di studi intitolato “Uomini per le Terre Alte: ricordando Arturo Boninsegna (1944-2017)”, svoltosi nell’Aula Magna del Comune di Predazzo il sabato 31 agosto 2019 a cura del CAI – Comitato Scientifico Centrale, della SAT – Sez. di Predazzo, della Magnifica Comunità di Fiemme e del Comune di Predazzo . A cura di Boninsegna Michelangelo

dario croce predazzo LUniversità di Padova ricorda due illustri Predazzani

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