Predazzo elezioni: Ecco il programma della lista Predazzo Democratica

Da il 9 aprile 2010

 Candidato sindaco Marco Felicetti,

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Il 16 maggio: una scelta di onestà e trasparenza

Il 16 maggio 2010 saremo chiamati alle urne per eleggere il sindaco e il consiglio comunale di Predazzo. La prima cosa che auguriamo al nostro paese è che possa avere un consiglio di donne e di uomini onesti, che al momento di sedere sugli scranni consiliari abbiano a cuore solo ed esclusivamente il bene della collettività dei cittadini. Vi chiediamo quindi, prima di presentare le cose che noi vorremmo fare, di riflettere quando sceglierete il vostro voto.

 

Un’amministrazione dalla parte dei cittadini

Fare insieme è il nostro obiettivo. 

Cittadini, associazioni, gruppi  e organizzazioni dovranno essere sempre più coinvolti nelle scelte e negli scenari di sviluppo a medio e lungo termine.

Crediamo che, se qualcosa è mancato negli ultimi 6 anni di amministrazione, sia proprio la trasparenza delle scelte ed il confronto con i cittadini. Dagli uffici trasformati in bunker, all’assenza di qualsiasi confronto con i sui temi più caldi e controversi. Per questo riteniamo determinante che il Comune diventi un palazzo di vetro, che si abbattano le barriere fisiche e mentali, un Comune amichevole, in cui ogni cittadino trova risposte in quanto cittadino, non per le sue conoscenze o il suo potere.

Un vero sportello del cittadino, incontri periodici con la popolazione e, per i più giovani, l’apertura di un blog che consenta un confronto d’idee con gli amministratori anche sulla rete, crediamo siano delle buone idee e un buon passo in questa direzione.

Un progetto per Predazzo

Se c’è qualcosa che ha caratterizzato l’amministrazione comunale uscente, è l’evidente mancanza di progettualità e di programmazione. Basta scorrere i bilanci comunali per verificare quanto “non” sia stato fatto di ciò che era stato previsto; quanto è stato rimandato di anno in anno, di bilancio in bilancio; quante continue variazioni e spostamenti di fondi da un capitolo all’altro, segno evidente di una mancanza di programmazione. Ma ciò che è assente è soprattutto una “visione” del paese di Predazzo. Ciò che è stato fatto non risponde insomma ad un “progetto” di paese, ad una visione (magari non condivisibile, ma “visibile”) del paese di Predazzo. Commissioni e tavoli non hanno funzionato e laddove hanno dato qualche indicazione (vedi valorizzazione e chiusura del centro) sono state smentite dai fatti e dall’asfalto. Ma la progettualità è mancata non solo in campo urbanistico, nella programmazione dei Lavori Pubblici, ma anche nella cultura, nelle politiche giovanili e sociali, nel turismo.

Un paese da ripensare.

Predazzo ha bisogno di un disegno urbanistico chiaro in grado di rinnovare il paese rimuovendolo da un degrado urbano oggi molto evidente. Il quadro è piuttosto negativo e sotto gli occhi di tutti:

·         lo spazio urbano è fortemente degradato, privo di strade pedonali, privo di ciclabili, i parcheggi sono improvvisati, non vi sono aree verdi degne di questo nome.

·         Non c’è un “centro paese” in grado di attrarre persone, di un luogo commerciale degno di nota se non quello fuori dal paese, che compromette la vita sociale della comunità, negando uno spazio di aggregazione indispensabile alla qualità del vivere.

·         Non è riconoscibile una strategia turistico/alberghiera, se non quella di concentrare a Bellamonte alcune strutture con cubature esorbitanti e in aree protette, privilegiando la quantità a scapito della qualità.

·         Nel territorio vi è una frammentazione senza logica delle strutture sportive, sparpagliate lontane dall’abitato, raggiungibili solo con mezzi motorizzati, quindi poco appetibili ai giovani, con spese di gestione maggiori rispetto a luoghi dove tutto è concentrato

·         Non esiste un programma di lungo periodo per la realizzazione di abitazioni prime case per residenti alla luce delle nuove esigenze sociali: più piccoli nuclei familiari e altri di 4/5 persone, magari con persone anziane. La superficie minima degli appartamenti va quindi adeguata a queste diverse necessità.

·         L’area artigianale è stata completamente utilizzata, in maniera non sempre ottimale e sovradimensionata rispetto alle reali esigenze. Potevano essere utilizzati modelli costruttivi diversi per dare alla zona un senso di identità urbana.

·         Il “centro storico” e la piazza, vivono di pochi e sporadici eventi, che non danno una chiara connotazione a questi spazi.non esistono progetti viabilistici concreti per togliere le auto dal centro e renderlo pedonabile; gli edifici non compongono un nucleo identificabile come “centro”. Certe ristrutturazioni in corso destano peraltro molte più preoccupazioni anziché risolvere il problema traffico.

·         Non vi è alcun interesse per iniziative culturali di spessore. Il museo geologico è ancora inattivo; il cinema richiede una completa ristrutturazione; la biblioteca non ha spazi per espandersi e diventare così un centro vitale per la cultura, il teatro è stato abbandonato.

 

 

CHE FARE ?

 

LA VIABILITA’

·         Viabilità automobilistica: E’ ora assolutamente necessario occuparci di viabilità interna, privilegiando l’obiettivo di togliere auto dal centro: no a parcheggi in aree centrali come quello progettato sotto il piazzale della scuole elementari.

·         Viabilità ciclabile: non solo le pista per amatori lungo la valle, ma si devono favorire percorsi protetti per uso alternativo a quello delle auto per collegare luoghi strategici come scuole, edifici sportivi, commerciali e pubblici.

LE PRIME E LE SECONDE CASE

·         la proliferazione di seconde case ha portato ad avere moltissime abitazioni vuote, disabitate, con grandi costi di urbanizzazione e benefici che sono andati scemando. Questo tipo di “turismo” deve essere disincentivato introducendo nuove forme di edilizia abitativa “social housing”per l’acquisto della prima casa, tenendo presente che le esigenze delle famiglie sono sensibilmente cambiate (persone singole, coppie giovani senza figli, amici che vogliono avere la loro indipendenza, così come famiglie più numerose con figli e nonni a carico, ecc.)Obiettivo: utilizzare e riqualificare la grande cubatura nel centro, con attenzione alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico, che l’amministrazione comunale dovrà controllare e incentivare con tutti i mezzi possibili.

IL CENTRO STORICO

·         deve diventare la nuova scommessa urbanistica, recuperando e valorizzando l’esistente; non si tratta di congelare ciò che c’è, ma di trasformarlo con interventi adeguati caso per caso, mantenendo gli edifici d’interesse artistico e architettonico e ristrutturando ciò che non lo è, rendendo pedonabile e ciclabile le vie dove si dispongono le attività commerciali, uffici e attività professionali, luoghi di ritr
ovo,
e alcuni parcheggi di testata con facilità di accesso.

·         Rivitalizzazione del centro storico

·         è urgente intervenire per fermare l’aspetto avvilente che oggi lo caratterizza, mettendo in campo idee, risorse ed energie per costruire quel centro paese degno di essere vissuto pienamente, introducendo un concetto di mixité dove possano realizzarsi ed integrarsi attività commerciali, studi professionali, abitazioni residenziali, nuove attività turistiche e culturali. Quindi recupero degli spazi a uso commerciale e piccolo artigianato, semplificazione delle pratiche burocratiche, aiuto nella formazione dei piccoli imprenditori, dialogo con le Associazioni di categoria, agevolazioni tariffarie.

L’AMBIENTE

·         la sostenibilità ambientale è una priorità assoluta e un obbligo preservarla da ulteriore degrado. Le Dolomiti patrimonio dell’Umanità devono costituire uno stimolo per assumere comportamenti e stili di vita più rispettosi del nostro unico ambiente:  quindi meno automobili nelle strade, sviluppo e uso di strade ciclabili, nuovi modelli di turismo, incentivo all’efficienza energetica delle abitazioni, riqualificazione delle aree verdi, recupero delle passeggiate sull’Avisio e Travignolo puntando su un Parco fluviale,  collegamento con il Parco di Paneveggio.

BELLAMONTE

·         Bellamonte è stata finora salvata dagli attacchi al suo territorio, ma l’attenzione non deve calare. La frazione richiede un piano paesistico che ne salvaguardi e ne regoli lo sviluppo e la faccia diventare la porta del Parco di Paneveggio-Pale di S. Martino. Occorre quindi frenare la costruzione di nuove residenze turistiche (seconde case), sviluppare una rete di sentieri naturalistici, creare percorsi di valorizzazione dei biotopi. Va rivista e ripensata anche la destinazione della casa sociale.

 

 

ATTENZIONE ALLE “PICCOLE COSE”

 

La bellezza, la vitalità e l’organizzazione del paese è il frutto della sommatoria di tante piccole cose. L’arredo urbano, specie quello floreale è spesso scadente e poco curato; la stessa piazza, che dovrebbe essere il punto socializzante del paese, è un desolante deserto di pietra.   Le aiuole ecologiche sono sempre più immondezzai all’aperto, sporche e trascurate, anche dopo il prelievo.

I marciapiedi e gli angoli delle strade sono un biglietto da visita a volte mortificante. Nei mesi invernali mentre le strade vengono pulite e cosparse di sale, i marciapiedi sono a volte trascurati e la neve rimane per mesi con notevoli difficoltà deambulatorie e pericolo soprattutto per le persone più anziane.L’illuminazione pubblica, con la soppressione dei vecchi lampioni caratteristici, sostituiti dalle più moderne “padelle”, contribuisce anch’essa a impoverire l’ambiente. I pochi negozi alla sera hanno spesso la luce spenta contribuendo al degrado complessivo delle strade.Le fontane, da sempre elementi di pregio unico, sono del tutto trascurate, soffocate dalle auto e con addobbi spesso discutibili; occorrerebbe restaurarle e renderle ben visibili con appropriati divieti di parcheggio nelle immediate vicinanze.

                        

 

                                                                               L’ECONOMIA

IL TURISMO

·         Sole e montagna non bastano per catturar i turisti; oggi la concorrenza è globale, verso mete tropicali e/o luoghi prima impensabili. La qualità e la diversità dell’offerta è indispensabile per continuare a competere senza svendere il territorio con una politica della riduzione dei prezzi. Un progetto abbastanza nuovo è “l’albergo diffuso”, un modello flessibile che può crescere o diminuire nel tempo in base alle esigenze; un tipo di ricettività che si adatta al recupero di centri storici e di edifici di medie dimensioni, utilizzando spazi e luoghi di interesse che per il fatto di essere “unici” sono molto ricercati dal turista che li apprezza più del tradizionale hotel.

·         Va inoltre ripensata la dislocazione dei nuovi alberghi bloccando la trasformazione degli stessi alberghi in appartamenti.

·         Progetti turistici legati all’attività agricola e pastorale: vanno valorizzati in quanto specifici e legati al territorio stesso; l’offerta “agrituristica” deve fare da volano per un turismo in grado di allungare le stagioni e valorizzare di più l’ambiente che ci circonda. E’ da studiare anche un progetto di riqualificazione e miglior uso delle malghe e baite d’alta montagna.

L’AREA ARTIGIANALE

·         la zona attuale è stata consumata in breve tempo anche senza una effettiva necessità; in molti casi più per il bisogno di abitazione che non di un capannone.

Sono indispensabili nuovi modelli edilizi, sviluppando tipologie artigianali “condominiali” e impedendo la realizzazione di abitazioni non necessarie.Eventuali nuove necessità industriali e artigianali vanno considerate su un territorio più ampio, intercomunale.

·         Da rivedere anche la questione del capannone Croce.

L’ATTIVITA’ AGRICOLA

·         Identifica fortemente il territorio, per questo va valorizzata e incentivata, soprattutto per la capacità di produrre prodotti caratteristici a Km zero; l’attività agrituristica è un naturale proseguimento di quella principale e costituisce un valido e richiesto diversivo al turismo tradizionale.

·         Si rende necessaria una regolamentazione ed una razionalizzazione degli spazi in zona agricola (campagna).

·         Occorre inoltre trovare forme e incentivi per favorire il totale sfalcio dei prati in tutte le zone vicine al paese, (e non solo) anche mediante convenzioni come in paesi limitrofi.

·         Gli allevatori vanno sostenuti nella realizzazione di impianti per la produzione di biogas/biometano. Ciò risolverebbe anche in buona parte il problema dei liquami sparsi sui prati e degli odori che provocano.

·         Foreste – Il bosco di Predazzo e di Fiemme è un’importante risorsa ambientale,  paesaggistica e produttiva (legno), di stabilità e sicurezza del territorio, salubrità e svago cui prestare grande attenzione, considerate le potenziali ricadute economiche ed occupazionali. Per un più razionale utilizzo di tali risorse vanno ricercate sinergie a livello valligiano e provinciale. In particolare per una più efficiente filiera del legno che crei un valore aggiunto alla materia prima legno.

 

 

 

L’ENERGIA

E’ stato un grave errore la decisione del Comune di disfarsi della Azienda elettrica Comunale per confluire nella ACSM di Primiero. E’ stata mantenuta la produzione con la proprietà delle centraline elettriche, ma la cessione della rete di distribuzione ci penalizza. Oltretutto l’accordo prevede anche la cessione della rete dell’acqua (grosso problema futuro).

Il Comune deve attivarsi per essere il più possibile autosufficiente, attraverso:

·         L’ampliamento della rete di teleriscaldamento, considerat

o che la centrale a biomasse produce ora più di quanto si consuma.

·         L’adozione di progetti di collaborazione tra pubblico e privato per l’installazione e la produzione di energia attraverso pannelli solari.

·         L’adozione di un sistema di illuminazione “a tempo”, che preveda l’abbassamento della luminosità delle lampade di illuminazione pubblica  nelle ore notturne.

·         La razionalizzazione del riscaldamento negli edifici pubblici

·         La produzione eolica che immessa nella rete a prezzi di mercato, assicurerebbe un notevole flusso di entrate per il Comune.

·         Il sostegno alla realizzazione di impianti di biogas

·         accorgimenti in materia di edilizia con l’adozione dei protocolli di casa clima”, adottando gli accorgimenti tecnici per consumare di meno e a cui il Comune può contribuire con lo snellimento delle pratiche edilizie, la revisione del Piano urbanistico e  l’adozione di norme per imporre la classe energetica minima B o A nelle nuove costruzioni e/o ristrutturazioni.

 

UN RILANCIO CULTURALE

·         Predazzo ha perso in questi ultimi anni quella “tensione culturale” che fa progredire una comunità, che sollecita e stimola la discussione e il confronto, che ci aiuta a crescere.  Più cultura non significa solo più eventi (pure assenti o frammentari negli ultimi anni). Vuol dire soprattutto creare maggiori occasioni d’incontro, significa dare un volto, riconoscibile anche all’esterno, al nostro paese, curare la scuola, sostenere i presìdi e le agenzie culturali, garantire spazi alle attività.

·         Il museo geologico

Le vicende del museo geologico dalle potenzialità ancora inespresse, meriterebbero qualche pagina di questo programma. Ci dispiace che dal 2004, a parte il risanamento non sia stato fatto nulla dal punto di vista gestionale, per attivare la convenzione con il Museo Tridentino di Scienze Naturali, unica possibilità per rilanciare il “Museo geologico delle Dolomiti”, attuando il progetto “Lanzinger” che con lungimiranza aveva capito la centralità che può avere il museo di Predazzo per quanto riguarda gli aspetti geologici delle “Dolomiti patrimonio dell’umanità”. Il museo deve essere comunque completato con il Piano espositivo e gli arredi, ed aperto “veramente” al pubblico come riferimento principale del turismo culturale di Predazzo, cui si aggiunge il patrimonio geologico sul territorio, come il sentiero geologico e la miniera della Bedovina che va ripristinata e valorizzata.

·         Le strutture

E’ improcrastinabile la realizzazione di una “casa della cultura” che possa ospitare la biblioteca, sale riunioni (Università della Terza età), e migliorare l’utilizzo degli spazi necessari per attività culturali e di ritrovo, la ristrutturazione del cinema/teatro e un ripensamento dell’ampliamento dell’Istituto comprensivo, oltre al recupero delle proposte eco-museali lasciate tramontare.

·         Riorganizzare la cultura

E’ possibile farlo con un organismo “leggero” che comprenda i rappresentanti dei principali presidi culturali: scuola biblioteca, museo, teatro, associazioni di promozione culturale, per sviluppare una proposta ispirata al principio della sussidiarietà (ciò che fanno le associazioni non lo fa il Comune).

·         Programmare progetti di respiro valligiano con altri comuni e soggetti della valle per coordinare e sviluppare l’offerta culturale complessiva.

·         Ricucire il dialogo col mondo scolastico che è venuto meno in questi anni

·         Uscire dal “deserto” attuale

Per rilanciare la cultura è indispensabile elaborare dei progetti pluriennali, proposte che abbiano continuità e che non siano frammentarie, che diventino apprezzati e riconoscibili dai cittadini, dai turisti e dai valligiani.

·         elaborare scelte originali individuando focus tematici forti, aumentare l’offerta nelle stagioni non turistiche.

·         Recuperare la cultura materiale del territorio. Sostenere ed incrementare le iniziative del mondo associazionistico, in particolare quelle rivolte al mondo giovanile locale che deve trovare idee e maggiore spazio all’interno del Piano Giovani di Zona.

·         Maggiore attenzione ai temi quali la pace, la solidarietà, l’integrazione e l’ambiente

 

WELFARE E POLITICHE SOCIALI

·         un paese di oltre 4.500 abitanti deve saper esprimere la capacità di essere una comunità solidale, responsabile e capace di creare relazioni, partendo dai bisogni dei più deboli. La crisi economica si fa maggiormente sentire  proprio sulle categorie più esposte: disoccupati, lavoratori precari, gran parte dei pensionati, i soggetti in situazione di svantaggio sociale, i giovani in cerca di prima occupazione, con ricadute negative anche sulle situazioni familiari amplificando la situazione di forte disagio. E’ pertanto indispensabile garantire delle stabili ed organiche occasioni di incontro tra “amministratori  e cittadini interessati”, onde conoscere e capire quali sono i veri bisogni e predisporre eventuali possibili interventi.

Vanno poi utilizzate tutte le opportunità previste dagli interventi di Politica del Lavoro della Provincia di Trento finalizzate a creare possibilità occupazionali, formative e di recupero sociale.

·         Alcune proposte:

·         Colloquiare con le Associazioni, distinguendo quelle che hanno finalità sociali da quelle hobbistiche.

·         Prevedere un luogo di aggregazione per i giovani a loro riservato, promuovendo attività e formazione.

·         promuovere corsi di lingua, di gestione domestica, di educazione civica, diritti e doveri per i lavoratori stranieri, favorendo l’integrazione, lo scambio culturale e l’inserimento nella società.

·         Sostenere la formazione etico-sociale dei cittadini, coppie, genitori, giovani.

·         Assistere le famiglie nelle loro necessità: bisogno di asilo nido, servizio Tagesmutter, Banca del Tempo, mercato permanente del riuso.Sostegno effettivo all’Università della terza età e del Tempo disponibile

·         La salute: se sarà realizzata la casa della salute essa dovrà costituire un presidio sanitario che eviti il più possibile l’ospedalizzazione, che arricchisca i servizi sul territorio e che offra progetti di salute anche favorendo il cambiamento degli stili di vita. Va inoltre favorita l’istituzione del consultorio familiare di Fiemme e Fassa e la decentralizzazione dei servizi.

·         Vi è inoltre la necessità di spostare il circolo pensionati, valutando anche l’ipotesi della ex cassa rurale che deve comunque trovare una destinazione migliore dell’attuale.

 

LO SPORT

·         Lo sport dev’essere “sport per tutti”, nessuno escluso. Vanno quindi sostenute principalmente quelle attività che favoriscono l’aggregazione sportiva e la pratica non agonistica. Il Comune deve essere attento affinché non si perda la capacità di trasmettere ai giovani la passione per lo sport. Predazzo inoltre non deve “subire” gli ev

enti proposti da altri, ma anticiparli, pensando a progetti autonomi che nascano all’interno del Paese.

·         Attività ed impianti sportivi

·         E’ opportuno collocare eventuali nuovi impianti sportivi in zone ben definite: p.es. presso i trampolini e il campo sportivo, facilitando lo spostamento dei ragazzi e delle famiglie e con notevoli risparmi di gestione.

·         La gestione dei trampolini: il costo per il Comune è ingente, oltre 250.000 euro l’anno. Un costo che aumenterà con le nuove strutture dei Mondiali 2013. Tutti gli enti interessati (Provincia, Comuni, Comunità di Valle, Comitato Mondiali, FISI) devono essere coinvolti nella gestione di impianti che servono all’intera valle per manifestazioni di respiro valligiano, senza caricare le spese solo sul nostro Comune.

 

 

                                                                         UNO SGUARDO SULLA VALLE

 

LA COMUNITA’ di VALLE

·         La Comunità territoriale della valle di Fiemme è appena nata, ma in autunno sarà rinnovata con i nuovi amministratori. E’ un momento importante per la valle di Fiemme e in cui Predazzo deve giocare il ruolo che gli compete quale Comune di Fiemme più grande ed esteso.  Dovrà quindi rafforzare la sua presenza anche all’interno degli organismi di valle: Comunità, Comitato Mondiali, Organismi scolastici e culturali. Ma dovrà farlo in accordo e armonia con gli altri Comuni della valle.

 

LA MOBILITA’

·         Sarà uno dei temi da affrontare a livello valligiano tenendo conto della necessità, ormai condivisa da tutti, di cambiare rotta. La direzione è quella della “mobilità dolce”, rispettosa dell’ambiente.  Il passaggio alla rotaia per la mobilità in uscita dalla valle sarà inevitabile, che la soluzione sia “Metroland” sotto il Lagorai o “il treno dell’Avisio” lungo la val di Cembra. Quest’ultimo garantirebbe anche il trasporto intervallivo su rotaia, integrato da minibus (magari a biometano) per i collegamenti laterali. Il progetto Metroland presuppone invece una mobilità intervalliva tutta su gomma pur con la possibilità di soluzioni dolci (bus elettrici, idrogeno, biometano) che, ancorché anticipate nel progetto stralcio della mobilità per il 2013,  sembrano piuttosto avveniristiche. La direzione comunque dev’essere questa, dicendo No a nuove strade, No all’asfalto sulle strade forestali, Sì ad ogni iniziativa che favorisca il trasporto pubblico e forme di mobilità alternativa (piedibus, jungo) che non risolveranno subito i gravi problemi di inquinamento, ma che aiutano a creare una coscienza ed una consapevolezza nei cittadini. Questi grandi progetti provinciali devono nascere dal confronto con il territorio (Comuni, Comunità, associazioni), previa un’adeguata informazione. No quindi a soluzioni imposte dall’alto.

 

clip image002 Predazzo elezioni: Ecco il programma della lista Predazzo DemocraticaIl gruppo di PREDAZZO DEMOCRATICA

 

Marco Felicetti,   candidato sindaco

Annicchiarico Francesco, Antico Alessandro, Antoniazzi Dolores, Bernardi Ivana, Bombardelli Fabio, Bosin Bruno, Croci Francesca, De Chiusole Alberto, Dellagiacoma Lina, Dellantonio Chiara, Donazzolo Luca, Gabrielli Ezio, Lochmann Livio, Pedrotti Cecilia, Pezzo Claudia, Serena Gianni, Trotter Monica, Vinante Ernesto, Volpetti Francesca.

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