Predazzo, la storia di Battista Dellasega 1896-1990

Da il 13 ottobre 2012
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battista dellasega 1 predazzo blog Predazzo, la storia di Battista Dellasega 1896 1990Questa è la storia di vita vissuta di Giovanni Battista Dellasega da Predazzo nato nel 1896 e morto nel 1990 su scritti e ricordi della figlia Amalia .

Gia da ragazzo nella stagione estiva come si usava andare “Nei Tedeschi” tre mesi poi esistevano le vacanze, così si veniva mantenuti facendo i pastori e i lavori di campagna quasi sempre nella Bassa Altesina e per pagamento 1 pezzo di speck, un kg di burro o una cassetta di miele se andava bene e così si imaparava un po’ di Tedesco.

Nel 1914 scoppia la Prima Guerra Mondiale il Battista viene richiamato nel Marzo  del 1915. Viene arruolato nei Kaiserjager e spedito sul fronte in Galizia regione Polacca sui confini della sterminata Russia che per i Trentini più che un fronte fu un cimitero. È calcolato che almeno 8500 Trentini persero la vita in quella Regione.

Le statistiche parlano che nella sola Val di Fiemme in questa guerra ci furono 564 morti e 1440 feriti e invalidi.

%name Predazzo, la storia di Battista Dellasega 1896 1990Dopo grosse e sanguinose battaglie verso la metà di Novembre viene fatto prigioniero e come altri conterranei confinato in Siberia con tradotte e marce impossibili i più in salute arrivarono.

In primavera il Battista fu mandato in una grande fattoria. Partirono in nove e in questa vi erano 6 anziani e una ventina di donne, i maschi abili erano tutti in guerra.

Impiegarono circa 14 ore sempre a piedi. La guardia che ci consegnò a quegli anziani che erano i nostri responsabili che a dire il vero era buona gente alla buona.

Qui si lavorava molto all’alba fino a notte fonda e nella grande stalla anche qualche notte. %name Predazzo, la storia di Battista Dellasega 1896 1990In compenso eravamo fortunati in confronto dove eravamo prima qui c’era da mangiare a sufficienza. Verso fine anno una dei nostri fu ricoverato in ospedale e non lo vedemmo più.

Un fatto che si ricordava volentieri fu che uno dei suoi amici di prigionia un Boemo ebbe una storia con una ragazza Russa, che lavorava nella fattoria, rimase incinta e ci fu un matrimonio  dove tutti parteciparono, tutto fatto all’Ortodossa.

Nell’inverno del 1918-19 ci avvisarono della fine della guerra, ma dato che c’era un gran bisogno di braccia la rimanemmo per le semine e poi per il raccolto.

Partimmo in Ottobre del 1919 in una grande confusione e pericolo era ancora in corso la rivoluzione civile. Il Boemo rimase in Russia con la famiglia.

Nel ritorno  mi imbatto in 2 ex prigionieri Ungheresi che tentarono come me di ritornare a casa e rimaniamo insieme per una ventina di giorni, ci si capiva parlando il Tedesco dato che la loro lingua è piuttosto difficile. Uno di questi che aveva 42 anni quando gli dissi da dove ero sorrise e mi disse qualche parola di Italiano. Nel 1899 fece 6 mesi di servizio militare nella Caserma di Predazzo e mi nominava qualche persona e varie località. È da pensare che io in quel periodo avevo 3 anni.

Sul confine Ungherese ci salutammo e io prosegui per l’Austria e per il Tirolo del Sud e dopo tre mesi e mezzo arrivo a Predazzo.  Ero diventato Italiano.

Qui il lavoro era molto scarso, quasi miseria cosi decisi, mio fratello Giovanni classe 1887 dopo il servizio militare allora di ben 3 anni.
%name Predazzo, la storia di Battista Dellasega 1896 1990Nel 1912 emigro negli Stati Uniti d’America e precisamente a S. Francisco nella regione della California, scriveva che stava bene e che aveva un buon lavoro. In Settembre saluto la madre e parto. Però ha un problema non possiede tutti i denari per il viaggio. Alla partenza da Genova si mette in contatto con il capitano della nave per il pagamento del viaggio metà in denari  e l’altra a lavorare nel reparto macchine e  vari lavori. E così in questa maniera arrivò a New York.

Passata la visita medica obbligatoria non dovette fare la quarantena dato che aveva il contratto di lavoro. Con i denari nascosti per il trasferimento parto per S. Francisco, impiegai 5 giorni e dopo otto anni rivedetti  con commozione mio fratello che si era stabilito bene.

Lavorai nell’edilizia e prendevo una buona paga e qualche cosa mandavo  a casa da mia madre.

La conobbi un Italiano  che aveva lavorato a Detroit in una grossa casa automobilistica, ci voleva ritornare e così alla fine del 1921 saluto mio fratello e parto insieme a questo. Arriviamo e ci assumono in  questa grossa fabbrica.%name Predazzo, la storia di Battista Dellasega 1896 1990 In quel periodo per radio e sui giornali c’era un gran parlare della favolose Miniere,  molte di Oro, nella Regione “Alaska” in Canada e così mi decido di tentare la fortuna. Così dopo sette mesi mi licenzio saluto il mio amico Italiano, che si chiamava Giulio. Arrivo e venni subito assunto, ero su una catena Montuosa con molte Miniere di diversi metalli comprese di Oro, io fui assunto proprio in uno di questi. Da notarsi che in tutta quella zona ci saranno stati almeno duemila operai tra minatori e addetti. A dire il vero era una mezza Babilonia, circolavano certi personaggi, dei veri avventurieri. Presi alloggio in un grande caseggiato abbastanza decente in muratura e discretamente per fortuna riscaldato, giù in fondovalle. Ci si andava alla Miniere con una Cremagliera, ci si impiegava una quindicina di minuti, era piuttosto lento. Li ricordava delle temperature che assomigliavano a quelle ai tempi della prigionia in Siberia. Però diceva seppur lavorando duramente in quelle Miniere si guadagnava molto ma molto bene. Quando si usciva dalle Miniere dove si estraeva l’Oro si veniva perquisiti dai sorveglianti (non esageratamente).  Si ricordava che ci furono in tutte quelle vaste zone almeno una ventina di incidenti mortali, oltre a molti feriti  più o meno gravi, senza contare i molti congelamenti. Dopo 17 mesi di quel duro lavoro arrivò una lettera di sua madre da Predazzo che si sentiva alla fine della sua vita e che prima voleva abbracciarlo ancora una volta. Il Battista  che era legatissimo alla madre partì. In quei mesi in quelle miniere di Oro, questo lo raccontava volentieri qualche piccola Pepita e Pagliuzze d’Oro si riusciva a portarsele via e spesso diceva che con quel ricavato si pagò le spese di viaggio tanto in treno che in mare. Arrivò a Predazzo in tempo per rivedere e accudire sua madre che dopo un mese e mezzo morì. Qui il lavoro era molto scarso quasi miseria e si decise di  ripartire, prima con i risparmi riuscì a comperarsi un pezzo di terreno nella campagna.

Ritornò sempre in Alaska e per sua fortuna per un paio di volte spedì a Predazzo i suoi risparmi che gli investiva in terreni. E così arriva agli inizi del 1929 e inizia la grande Recessione a carattere Mondiale. Raccontava che ci rimise diversi risparmi e un paio di mesi di lavoro.

Fece ritorno a Predazzo con grande difficoltà con tutti  i disperati e malintenzionati che circolavano quasi ti aggredivano per un panino.

Arrivato a casa si mette a fare il contadino e nel 1931 si sposa con Bosin Maria nata nel 1898 morta nel 1973 ( soprannome  Zorzon). Nel 1933 nasce la figlia Amalia. predazzo storica predazzo blog Predazzo, la storia di Battista Dellasega 1896 1990Continua a fare il contadino e nella seconda Guerra Mondiale viene impiegato con la “Todt”  a Mezzavalle per la Miniera della Bedovina. Nel 1945 arrivarono a Predazzo gli Americani e il Battista fu impiegato molte volte come interprete, trovare una persona locale che parlasse l’Inglese era come trovare una mosca bianca.

Questa è la storia e le molte peripezie, e la vita di un uomo semplice che nella sua semplicità alla fine era diventato un Poliglotta, intratteneva conversazioni oltre con la sua lingua madre l’Italiano anche in Tedesco, in Russo e molto bene in Inglese.

Ora devo fare un grande ringraziamento alla figlia Amalia ( tra l’altro mia parente per via Materna) per i suoi ricordi e scritte che mi hanno permesso di scrivere queste poche righe per ricordare sua padre Battista nel suo girovagare, non per arricchirsi ma con la speranza di poter  avere un avvenire  migliore.

Ricerca: Beppino Bosin Mandolin Susana

Traduzione: Chantal Alaimo

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Un Commento

  1. Maura

    19 luglio 2013 at 09:48

    Ho letto con molto interesse questo articolo, un bellissimo ricordo e al contempo una testimonianza di quello che era la vita della gente semplice, umile e contadina, agli inizi del ’900.
    Anche se non sono di Predazzo ritrovo in questa testimonianza le vicissitudini, le sofferenze, le soddisfazioni (poche), dei miei antenati: la vita del soldato, la ricerca della fortuna nelle miniere, il lavoro nella fabbrica automobilistica, il legame profondo e intenso con gli affetti famigliari, la nostalgia, il ritorno nelle terre di origine e alle proprie radici, la ricerca del senso di appartenenza a quella società abbandonata per far fronte agli stenti e alle tribolazioni, e la costruzione di una nuova identità su cui fondare una nuova famiglia, un nuovo lavoro per guardare con fiducia ad un futuro più prospero.
    Sì, questo quadro si addice benissimo anche ai miei avi e proprio la ricerca della mie origini, della mia storia mi ha portato alla lettura di questo articolo. Sto infatti collegando gli anelli della catena della mia famiglia e uno di questi anelli mi collega ad un certo Dellasega Giovanni Battista di Predazzo, non credo sia il protagonista della testimonianza (1896), ma lui potrebbe essere il figlio di un Dellasega Giovanni Battista nato il 7 novembre 1865, magari se qualcuno che legge questo mio commento o la stessa signora Amalia che conosce così bene la storia della sua famiglia, potesse aiutarmi a confermare o a smentire le mie supposizioni, ne sarei molto felice. Maura

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