«Vogliono chiudere il vivaio forestale» della valle di Fiemme

Da il 28 dicembre 2008

 1906919 «Vogliono chiudere il vivaio forestale» della valle di FiemmeTESERO. È rimbalzata in questi giorni anche in valle di Fiemme la notizia che la Provincia sarebbe intenzionata a chiudere il vivaio forestale della valle di Fiemme, dislocato nella piana di Lago di Tesero. La notizia, qualora confermata, ha dell’incredibile, afferma il consigliere comunale di Cavalese Gigi Casanova, che ha diffuso una nota per dire che «è una «scelta inaccettabile e va respinta con una mobilitazione dell’intera valle a difesa di un patrimonio pubblico ormai quasi unico in Italia».
 «Noi dobbiamo difendere – attacca il consigliere ambientalista – la nostra tipicità, la nostra storia, il nostro orgoglio. Mi soffermo solo ad elencare gli aspetti che a mio avviso individuano nel vivaio di Lago il gioiello naturalistico e culturale delle valli dell’Avisio, la testimonianza della nostra identità. Fiemme è la valle delle foreste, di foreste che producono ricchezza, che producono sicurezza, che producono qualità ambientale, paesaggistica, di foreste che hanno prodotto cultura, poesia, musica e che ancora oggi trasmettono emozioni non solo a noi che viviamo la vallata, ma anche agli ospiti, al viaggiatore, al sognatore. Queste foreste sono state costruite, rafforzate, completate non solo su iniziativa della natura, ma anche dall’intervento dell’uomo». E prosegue Casanova: «Nel corso di un lungo secolo, quanto vi è stato bisogno intervenire in bosco con rimboschimenti, risarcimenti di piantine in seguito a calamità meteoriche, ad eventi alluvionali, abbiamo attinto alla produzione offerta dal vivaio forestale di Lago».
 Negli ultimi decenni, ricorda Casanova il vivaio ha assunto anche una funzione naturalistica che è e sarà sempre più importante nel futuro, grazie alla produzione di latifoglie, di larici, i Servizi Forestali provinciali stanno diversificando e quindi rafforzando la struttura delle foreste. A piccoli passi, in silenzio, con delicatezza i nostri boschi si stanno arricchendo. «Questo – aggiunge l’esponente ambientalista – porta anche ad un miglioramento paesaggistico dell’insieme di Fiemme, trasforma piccoli angoli di nostri boschi in tavolozze, si fornisce alla fauna selvatica maggiore, ma anche a quella minore, un implemento di biodiversità, si arriva, specie grazie alla diffusione del larice, a rendere più sicuri i nostri soprassuoli, ad incrementare la fertilità dei terreni, non solo questo, il vivaio ha contributo a migliorare anche l’arredo urbano di molte nostre municipalità, quindi ad arricchire il paesaggio».
 Il consigliere Casanova appena avuto la notizia della possibile chiusura del vivaio si è subito mobilitato ed ha predisposto una mozione da sottoporre al consiglio comunale di Cavalese nella prossima seduta. Per Casanova dunque questa decisione della Provincia è una scelta «gravemente lesiva anche dal punto di vista economico e occupazionale per tutta la valle di Fiemme» e pertanto, afferma, «è doveroso opporsi con ogni mezzo per far tornare il presidente Dellai sui suoi passi»

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