La campagna di Predazzo a rischio

Da il 12 gennaio 2015
campagna predazzo

Ci siamo già occupati in passato di un argomento assai delicato per il nostro territorio e l’ecosistema che lo compone.

La scomparsa dei fiori nei prati trattati con liquami, centrale a biogas e morìa delle api, due elementi apparentemente distinti ma molto interconnesi tra loro. Pubblichiamo un’osservazione di un giovane di Predazzo, che dallo scorso anno si dedica all’apicoltura, e, visto lo scarso successo, si chiede dove siano finiti i fiori..

di Roberto Gabrielli:

UNA MONTAGNA DI STERCO

É ormai noto a molti il fenomeno degli spargimenti di liquami e sterco nei prati di Predazzo e zone limitrofe.

I nostri prati non sono piú quelli di una volta; liquami e sterco stanno ditstruggendo un ecostistema. Un ambiente che dovrebbe fungere da sostentamento ai paesani, anno dopo anno, si trova sempre piú impoverito.
Vorrei inoltre ricollegarmi all’ articolo apparso ultimamente sul quotidiano l’Adige, scritto dal mio collega, amico e maestro di apicoltura Vincenzo Guadagnini “Anche le api muoiono di fame ” e tutti, volendo spendere pochi minuti del proprio tempo,potranno appurare la veridicità di quanto scritto semplicemente con una bella camminata in campagna.
Insetti e volatili sono sempre piú rari, come biasimarli ?
Non sono in molti coloro che gradirebbero vivere sommersi dallo sterco, in quantità tali da impaurire lo “stercorario ” in primis.
É chiaro che non si tratta piú dello sterco di qualche decennio fa; dove sono finite le classiche “torte”o dette alla paesana “boace”, dove penso tutti almeno una volta nella vita, vi hanno fatto una bella scivolata durante una camminata nelle nostre praterie di montagna ?
Ebbene si, la campagna sta diventando un luogo desolato e, mi chiedo quanto possa valere anche il piú bel prato verde di questo mondo senza la presenza di esseri vivaci e di compagnia come insetti e pennuti.

farfalla a predazzo La campagna di Predazzo a rischio
Vorrei ricordare una frase pronunciata in passato : “Se le api dovessero scomparire, all’ uomo resterebbero soltanto 4 anni di vita” – Albert Einstein – ed io aggiungo che anche la piú piccola ed insignificante creatura (ai nostri occhi ) su questo pianeta ha un ben preciso ruolo, e non spetta a noi giudicarla o bandirla dal proprio habitat solo per la nostra ingordigia.
Proviamo a fare un calcolo: una vacca produce piú o meno 20kg di letame al giorno,per una media di 50 capi di bestiame per stalla diventano 1000kg al giorno;a Predazzo ci sono 8 o 10 stalle. Risultato: circa 10.000kg di sterco in un solo giorno. Volendo non pensare a quel che riguarda lo scarto liquido.

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Detto questo voglio sperare che, chi di dovere, faccia l’impossibile se necessario, per far si che la centrale a biogas venga adeguatamente costruita e attivata, riducendo non di poco questo danno all’ambiente e, per dimostrare che la parola RISPETTO esiste ancora. Rispetto per la natura, l’ecosistema, della vita in generale ed infine per il rispetto verso noi paesani che per riprenderci da una lunga settimana di lavoro, andiamo spesso a passeggiare in campagna con la speranza di non vedere solo sterco, di non annusare quel nauseabondo odore di liquami.

Ma con la voglia estrema di rivedere i nostri amati fiori ormai scomparsi che alla luce del sole donavano vita ai prati con i loro colori sfavillanti e con i loro profumi ci incantavano i sensi,con gli insetti a ronzarci intorno e i simpatici pennuti a tenerci compagnia con i loro cinguettii.

Roberto Gabrielli

prato fiorito La campagna di Predazzo a rischio

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giglio rosso montagna La campagna di Predazzo a rischio

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