Elezioni in Valle di Fiemme, i dubbi della vigilia

Da il 23 ottobre 2010

%name Elezioni in Valle di Fiemme, i dubbi della vigiliaVALLE DI FIEMME – Alla vigilia delle elezioni per la Comunità di valle, cresce l’attesa del voto ma cresce soprattutto la paura che gli elettori decidano di disertare le urne, da parte di molte persone che non hanno capito il significato di questa nuova istituzione (c’è da dire che nelle case di molte famiglie non è arrivata alcuna comunicazione al riguardo) e quindi la ritengono una inutile perdita di tempo ed uno spreco di risorse. Sull’argomento intervengono due amministratori pubblici della valle, entrambi del Comune di Castello/Molina di Fiemme, gli assessori Marco Tallandin i (giovane alla prima esperienza) e Daniela Zanon , quest’ultima anche nel ruolo di presidente dell’associazione Bambi. «I candidati sono tanti e così le idee, i progetti, la voglia di fare – scrive quest’ultima in una nota -. Mi auguro di cuore che, davanti a tutto ci sia sempre e comunque la gente, le persone con tanti problemi, i disagi, le malattie, la quotidianità. Credo che il settore più importante sia quello socio-sanitario. Aumentano sempre più le difficoltà, le problematiche delle famiglie, la solitudine, i problemi del lavoro. Bisogna investire di più, aumentare le risorse, dare più importanza a questo settore. Non servono megaprogetti. Tante riunioni, Metroland, gallerie, tangenziali, strade e strade, mobilità, strutture, eventi. Quante idee. Ma è necessaria la giusta misura, con delle priorità. Dobbiamo coprire le vere esigenze sociali. Usare il denaro pubblico per dare priorità al benessere di tutti, mettendo al centro chi combatte semplicemente per avere un futuro. Mi auguro davvero che la Comunità di valle inizi un cammino con la S maiuscola di sociale». Sulla cultura, sugli investimenti per i giovani, sul sociale e sull’associazionismo si sofferma anche Tallandini. «La Comunità di valle – dice – rappresenta anche l’occasione giusta per sviluppare in questo periodo di crisi la nostra valle, cominciando forse dalle infrastrutture. Non mi riferisco solamente alle grandi opere, destinate esclusivamente a sporadici eventi di portata nazionale, ma anche a istituti e perché no, centri di ricerca universitari che, a partire dalle nostre materie prime come il legno e la zootecnia, trovino le strade migliori per rendere più dinamiche le nostre imprese e nostri artigiani in modo da competere attivamente sui mercati nazionali e internazionali. Sono esempi che vanno sostenuti e valorizzati sempre più, visto che purtroppo i disagi sociali sono in costante crescita. Insomma Comunità di valle vuol dire futuro, futuro perché dovrà prevalere la partecipazione dei cittadini nelle scelte, ma nello stesso tempo i comuni hanno la possibilità di guardare ed operare in una dimensione più ampia della loro realtà».

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