Gli studenti trentini non potranno scegliere la scuola superiore

Da il 3 novembre 2014
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Ragazze e ragazzi trentini, già dal prossimo anno scolastico (2015-2016) non potranno più scegliere a quale scuola superiore iscriversi, ma saranno obbligati a frequentare quella più vicino a casa.
Lo prevede una norma che il presidente e assessore all’istruzione, Ugo Rossi, ha annunciato giiovedì alle parti sociali e alla riunione di maggioranza nell’incontro per presentare i contenuti della manovra finanziaria per il 2015. È stato spiegato che saranno istituiti «bacini di utenza» con «l’obbligo di iscrizione per gli studenti nel proprio bacino d’utenza».

 

La misura serve, nelle intenzioni di Rossi, per ridurre il problema delle classi con pochi studenti nelle scuole superiori delle valli e nel contempo per «alleggerire gli istituti superiori nei centri cittadini», dunque a Trento e Bolzano. Insomma, se uno studente di Cles vuole frequentare il liceo scientifico non può iscriversi al Da Vinci o al Galilei di Trento ma deve per forza iscriversi al Russell. Lo stesso per uno studente di Tione, salvo ovviamente scegliere una scuola privata se non si è soddisfatti dell’offerta dell’istituto superiore al quale si è destinati, o cambiare residenza.

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Ma questa non è l’unica novità. Dall’anno scolastico 2016-2017 in tutti i livelli di istruzione – dalla scuola dell’infanzia alle superiori – verrà attuata una operazione di accorpamento e chiusura di scuole oggi frequentate da pochi scolari o studenti. «Non ha più senso – spiega il presidente Rossi – tenere aperte due scuole elementari a due chilometri di distanza. Penso a situazioni in val di Non, val di Sole e anche Valsugana dove è necessario intervenire per razionalizzare. Non parlo invece di Valfloriana o altre zone disagiate dove è vero che ci sono pochi ragazzi ma non c’è un’alternativa vicina». Il bilancio prevede per scuola e formazione una contrazione delle risorse dello 0,1% nel 2015, arrivando a  684.113.000  rispetto a quest’anno e un  -2,3%  (variazione 2017-2014).

Viene confermato il piano lingue con  7 milioni l’anno dal 2015 al 2017 finanziato dai fondi Ue, così come i  54 milioni di euro per il polo di specializzazione di Meccatronica a Rovereto. Calano in modo molto più consistente invece le risorse destinate all’ Università di Trento che sul  2015  si vede tagliare l’ 1,6%  sulla spesa corrente, scendendo a 42.345.000  euro e il  2,1%  sugli investimenti, che si riducono a 73.556.000. Per il diritto allo studio si punta a una razionalizzazione degli interventi (borse di studio) per favorire gli studenti residenti in Trentino rispetto a quelli, magari più meritevoli ma provenienti da altre regioni.

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