Aiuti anti-crisi delle Regioni bonus e sconti in bolletta per le famiglie.

Da il 20 febbraio 2009

famiglia Aiuti anti crisi delle Regioni bonus e sconti in bolletta per le famiglie. In ordine sparso per fronteggiare la crisi: accanto alla social card e al bonus famiglie varati dal governo, anche le Regioni – chi più, chi assai meno – si sono messe in moto per alleviare le difficoltà delle famiglie. Ecco una mappa delle misure assunte negli ultimi due mesi, Regione per Regione, partendo dal Nord, dove in genere gli aiuti sono più generosi, per arrivare alle isole.

La VAL D’AOSTA a metà gennaio ha approvato un pacchetto di misure che prevede la sospensione per due semestralità delle rate dei mutui senza aggravio di interessi, l’esenzione della tassa di raccolta rifiuti e delle tariffe per i servizi pubblici degli enti locali, un bonus di 300 euro per l’acquisto dei combustibili da riscaldamento e sconti del 30% sull’energia elettrica sia per il 2008 che per il 2009 e interventi assistenziali per i lavoratori sospesi dall’attività lavorativa. Il disegno di legge stanzia 76 milioni: 26 sono destinati alle famiglie in difficoltà e 47 alle imprese.

Il PIEMONTE ha puntato invece soprattutto a concentrare le risorse straordinarie sugli ammortizzatori sociali (25 milioni di euro fino ad aprile) e sul sostegno alle imprese attraverso il sistema creditizio. La LOMBARDIA invece punta dritto ai nuclei familiari, con il varo di un bonus straordinario da 1.500 euro a favore delle famiglie numerose, erogati in tre rate da 500 euro. L’aiuto è riservato ai nuclei, anche monogenitoriali, con almeno tre figli minorenni a carico, di cui almeno uno con età inferiore a 6 anni e in situazione di difficoltà, secondo un nuovo indice, chiamato Irs. Secondo le stime, ne beneficeranno 15mila famiglie.

Il pacchetto anticrisi della PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, che stanzia complessivamente 850 milioni di euro (pari al 5% del Pil locale), è stato approvato il 30 gennaio. Fra gli interventi, due avranno maggiori ricadute sulle famiglie: il reddito minimo di garanzia (per il quale si sono stanziati 18 milioni) e i voucher per le donne lavoratrici (5 milioni). Con il reddito minimo di garanzia a ogni nucleo familiare con un reddito insufficiente (calcolato secondo il sistema Icef), la Provincia garantirà il raggiungimento di una soglia minima fissata in 6.500 euro per il singolo e in 13 mila per una coppia con figlio minore. I voucher di servizio per le donne lavoratrici, quantificati in base alla condizione economica, mirano a sostenere i servizi di custodia della prima infanzia o di assistenza agli anziani.

Per la PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO gli interventi anticrisi a favore delle famiglie riguardano gli assegni famigliari, il diritto allo studio, l’edilizia abitativa e il reddito minimo. L’assegno famigliare, concesso a famiglie con reddito inferiore agli 80.000 euro e residenti in Alto Adige da almeno 5 anni, sale da 80 a 100 euro per ogni bambino fino al terzo anno di vita; il prestito in comodato dei libri di testo è stato esteso agli alunni delle scuole provinciali di ogni ordine e grado, nella riforma dell’edilizia abitativa sono previsti alcune misure a sostegno delle famiglie di ceto medio. La Giunta ha poi deciso di aumentare il reddito minimo di inserimento: per l’anno 2008 la quota massima assegnabile alla persona singola ammontava a 458,40 euro: ora una persona che vive da sola può ricevere fino a 559,25 euro, un nucleo composto da due persone 731,68 euro, tre persone 950,72 euro, quattro persone 1.146,45 euro.

Il VENETO ha introdotto nella Finanziaria 2009 alcune misure specifiche anticrisi: un “Paniere veneto di prodotti a prezzo giustificato”, il blocco dei prezzi di alcuni prodotti artigianali, un aumento dei contributi sui mutui a favore delle famiglie con figli minori e delle giovani coppie. Infine, è stato cofinanziato per 6 milioni di euro per il 2009 il fondo per i nuclei familiari in affitto che si somma al contributo statale di 14 milioni.

Il FRIULI VENEZIA GIULIA nella sua Finanziaria ha reintrodotto il bonus bebè vincolato al reddito, ha deciso l’integrazione della social card statale al 50 per cento (in pratica 20 euro al mese aggiuntivi) e infine ha introdotto sconti sulla bolletta elettrica, attraverso lo strumento della Carta famiglia, per tutte le famiglie, anche con un solo figlio, graduati in base al reddito.

Nella legge di bilancio 2009 della LIGURIA si intravedono diverse misure per sostenere le fasce deboli, in particolare la riduzione delle imposte addizionali per i redditi fino a 25 mila euro (la soglia era 20 mila nel 2008) e interventi a favore del diritto allo studio per le famiglie a basso reddito.

Prezzi bloccati per gli alimenti di uso quotidiano (pane, carne, ortofrutta) e voucher per abbattere il costo delle rette nei nidi; questi alcuni dei provvedimenti adottati invece della Regione EMILIA ROMAGNA, che, con il contributo del Fondo sociale europeo, ha inoltre stanziato 3 milioni di euro per finanziare buoni di un valore massimo di 250 euro da erogare alle famiglie che utilizzano i nidi d’infanzia privati.

Bollette dell’acqua più leggere per le famiglie toscane con almeno quattro figli, con un risparmio che può arrivare a 350 euro. Regione, Cispel Confservizi TOSCANA, Anci Toscana e Associazione nazionale famiglie numerose hanno siglato il 14 gennaio un protocollo d’intesa finanziato con oltre 4 milioni in due anni.

Il contrasto alla crisi in UMBRIA è ancora tutto da definire. Nel Documento annuale di programmazione della Regione, appena approvato, è stato istituito un Fondo regionale per il contributo alle famiglie che hanno bambini negli asili nido pubblici o privati. Per le politiche sociali sono in programma misure di «contrasto al rischio di impoverimento delle famiglie» attraverso la riorganizzazione di misure diversificate quali «servizi, azioni sociali, prestazioni, detrazioni fiscali», da definire «in concertazione con le istituzioni competenti». Previsto anche un Fondo regionale per l’affitto (2,5 milioni di euro).

Nelle MARCHE la Regione e i rappresentanti sindacali il 2 febbraio hanno firmato un accordo sulla ripartizione del Fondo di solidarietà sociale di dieci milioni di euro, previsto dal bilancio 2009. Alle famiglie dei lavoratori disoccupati saranno destinati 4,5 milioni di euro, che si tradurranno in un contributo diretto annuale di 200 euro al mese. Si prevede che saranno almeno 2 mila le famiglie marchigiane che potranno godere di questo contributo. Altri 3 milioni di euro saranno destinati dalla Regione ai “contratti di solidarietà”, mentre 2,5 milioni saranno impiegati per incrementare il Fondo unico per le politiche sociali dei Comuni, colpiti dai tagli a livello nazionale.

Dal LAZIO arrivano due Fondi di solidarietà per famiglie in situazione di sovraindebitamento e per l’acquisto, la costruzione o il recupero della prima casa. Previsto anche un Fondo di sostegno all’occupazione.

Niente di specifico dalla CAMPANIA, dove vengono riproposte le consuete azioni di politica sociale e di sostegno alla famiglia.

La Regione MOLISE non ha ancora approntato una voce specifica di bilancio ma ha riproposto le misure dell’anno scorso, erogate attraverso i Comuni: dall’assistenza economica continuativa (350 euro al mese per la durata di un anno) a quella straordinaria fino a un massimo di 5.000 euro.

La Regione ABRUZZO, dal canto suo, è in ritardo “giustificato”. Dopo il voto anticipato di metà dicembre, Consiglio e Giunta si sono insediato da poche settimane.

La Regione BASILICATA nell’ultima Finanziaria ha confermato uno sconto sulla bolletta del gas a tutte le famiglie; la riduzione sarà graduale e raggiungerà il 30% per le famiglie indigenti. Per questa misura sono stati stanziati 23 milioni di euro. La seconda decisione, che prevede una spesa di circa 8 milioni di euro, riguarda il reddito di cittadinanza per le famiglie povere. Inoltre, la Regione ha deciso di integrare con circa 8 milioni di euro la quota destinata agli operai in Cassa integrazione.

La CALABRIA ha approntato un Piano a sostegno delle situazioni di povertà (con finanziamenti misti e ancora un po’ incerti).

La SARDEGNA, dal canto suo, nella Finanziaria per il 2009 ha previsto un fondo per il sostegno delle coppie con figli, mentre la SICILIA al momento non ha ancora approvato nulla di specifico. Restando al Sud, infine, la PUGLIA ha varato un pacchetto anticrisi che aumenta i finanziamenti ai Comuni, in tutto oltre 50 milioni di euro per 5 mila famiglie, soprattutto quelle con a carico 4 o più figli e a basso reddito.

(Alla stesura della mappa hanno contribuito i collaboratori locali)
Antonella Mariani (Avvenire)

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