Scenari di mobilità 2018-2030 – NON UNA SERATA QUALUNQUE!

Da il 15 dicembre 2017
incontro mobilita cavalese

A Cavalese un incontro organizzato da Transdolomites

La serata di presentazione dello studio Qnex “ Scenari di mobilità 2018-2030 “ non è stata una serata qualsiasi.

Lo abbiamo compreso dalla presenza in forze della Provincia Autonoma di Trento accompagnata dai giornalisti dell’Ufficio Stampa della P.A.T.

Anche l’annunciata partecipazione dell’Ing. Stefano Ciurnelli della TPS di Perugia faceva intravvedere un salto di qualità del dibattito sul tema traffico e ipotetico scenario ferroviario per la valli dell’Avisio.
E così infatti è stato.

Nessuno si sarebbe aspettato un sì su due piedi alla ferrovia ma ciò che è stato riferito dall’Assessore Mauro Gilmozzi e come presenza tecnica dall’Ing. Ciurnelli è l’avvio di un percorso di accompagnamento dal pullman al ferrovia.

Un percorso di transizione che guarda al potenziamento del servizio di trasporto pubblico su gomma , al successivo salto di qualità che punta all’individuazione di percorsi stradali in corsia preferenziale in Fiemme e Fassa con l’intento di valutare l’introduzione del BRT , il Bus Rapid Transit con il quale arrivare ad offrire un servizio di TPL al alta capacità ed alta frequenza al fine di bypassare il traffico privato e dotare le valli di un servizio capillare.

In questo senso l’Assessore Gilmozzi ha annunciato in sala l’intenzione di affidare all’Ing. Ciurnelli l’incarico di procedere allo studio di questa operazione.

gilmozzi girardi Scenari di mobilità 2018 2030   NON UNA SERATA QUALUNQUE!

Ciurnelli è entrato poi nel merito del contesto del BRT raccontando l’esperienza che sta seguendo a Bolzano e l’Oltradige che si trova ad affrontare l’emergenza dovuta ai notevoli flussi di traffico di pendolari.

La realizzazione delle corsie preferenziale per il BRT detto anche Metrobus è in via di compimento ma già oggi la Provincia di Bolzano , comune di Bolzano assieme ai comuni dell’Oltradige è confermato che il passo successivo al Metrobus sarà la linea ferroviaria che verrà realizzata nella corsia preferenziale dell’ex Metrobus.

Questo è il percorso che l’Ing. Ciurnelli ha esposto come metodo per intanto per la valli di Fiemme e Fassa che dovrebbe a questo punto prendere spunto dall’espienza altoatesina .

Dunque , con il conferimento dell’incarico all’Ing. Ciurnelli , ingegnere ferroviario di esperienza, possiamo iniziare a guardare con ottimismo all’avvio di un percorso di transizione che dovrebbe accompagnare progressivamente le valli di Fiemme a Fassa dal trasporto su gomma al ferro.

Ma c’è di più.
Nell’intervento dell’Ing. Ciurnelli , ( che tra l’altro ha scartato l’efficacia di soluzioni funiviarie di fondovalle) Transdolomites ha visto la conferma del percorso programmatorio che da anni abbiamo avviato in vari convegni. Il completamento del collegamento ferroviario tra la Svizzera ed il Veneto passando per il Trentino. Concetto affrontato nella serata anche da Gilmozzi .

ciurnelli Scenari di mobilità 2018 2030   NON UNA SERATA QUALUNQUE!

Dunque nella visione dell’Ing. Ciurnelli la ferrovia delle Valli del Noce che è a scartamento ridotto come la Svizzera, la quale arriva a Mezzocorona e da lì a spostarsi sull’altro versante in scartamento ridotto verso le valli dell’Avisio per raggiungere Canazei. Da qui, Transdolomites guarda a raggiungere la Val Gardena per collegarsi al progetto di ferrovia delle Dolomiti altoatesino.

Questo orizzonte che non potrà certo essere concretizzato nel breve periodo dovrà essere costruito in collaborazione con Bolzano, in ambito Euregio e di Eusalp, sede quest’ultima dove si lavora all’orizzonte progettuale per la nuova rete di trasversali ferroviarie all’interno delle Alpi e Dolomiti.
La serata di Cavalese ha consacrato una serie di obiettivi divenuti comuni a vario titolo;

1) Il traffico automobilistico come nemico da combattere e la mobilità pubblica come vera soluzione e valore aggiunto per le valli dolomitiche
2) Creare una corsia preferenziale al TPL
3) Abbattimento delle barriere architettoniche per accedere ai mezzi pubblici
4) Capillarità del servizio
5) La trasversale ferroviaria nelle alpi e Dolomiti.

Oltre a ciò il lavoro di quadra per i finanziamento delle opere attraverso le Istituzioni dello Stato e i contributi europei.

Marco Danzi ha fatto una presentazione sintetica dello studio “ Scenari di mobilità “ commissionato da Transdolomites nel 2016 e autofinanziato tramite lotterie a sponsor privati locali. Studio che verrà fatto recapitare gratuitamente a tutti coloro che ne faranno richiesta a Transdolomites.

Massimo Girardi ha annunciato che il passo successivo di Transdolomites è quello di finanziare lo studio economico relativo alla ferrovia delle valli dell’Avisio.

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In data odierna è già stato attivato un primo colloquio telefonico con la Svizzera a tale proposito e nella primavera 2018 è previsto a Zurigo un primo incontro volto a definire la struttura dello studio in oggetto.

Sentite le impressioni dei partecipanti in sala , possiamo esprimere soddisfazione per quanto è emerso durante l’incontro , assieme al fatto che un percorso con una visione coraggiosa da realizzarsi con pragmatismo e passo dopo passo possa condurci in futuro a centrare l’obiettivo ferroviario.

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Gilmozzi, “Dalla cultura della viabilità ad un’idea nuova di mobilità”

“In Trentino lavoriamo per una mobilità che raggiunga gli standard europei, ribaltando il paradigma italiano, teso a privilegiare l’auto privata e non il mezzo pubblico. Dobbiamo modificare il modello trasportistico attuale, potenziandolo e cadenzandolo diversamente.
E’ questo il contesto in cui si inserisce la collaborazione con Transdolomites”, ha detto l’assessore Mauro Gilmozzi sollecitato ad intervenire dal presidente dell’Associazione Massimo Girardi. L’incontro l’altra sera a Cavalese è stata l’occasione anche con il dirigente del servizio trasporti pubblici Roberto Andreatta per illustrare, dati alla mano, la situazione attuale e i possibili scenari futuri. Presente in sala anche Davide Leonardi di Trentino Trasporti e Stefano Ciurnelli esperto di pianificazione dei trasporti

“Rispetto al corridoio TEN-T, il Trentino vuole essere punto di riferimento non solo per le città e i loro forti livelli di attrattività, ma guardando anche al lago di Garda ed alle Dolomiti come obiettivi di una mobilità ferroviaria integrata. In questo contesto può inserirsi anche la proposta di Transdolomites del treno dell’Avisio cercando però di trasformare questo sogno in un progetto che approfondisca la sostenibilità complessiva dell’intero disegno. Occuparsi di mobilità – ha continuato l’assessore – significa però occuparsi anche di strategie di breve termine che possano realizzarsi attraverso un miglioramento ed un potenziamento dell’attuale trasporto su gomma con modalità allo studio della Provincia che intende investire molto nelle potenzialità del trasporto pubblico”.

Roberto Andreatta è intervenuto illustrando la situazione trasportisca pubblica in Trentino e, in particolare, in Val di Fiemme e Val di Fassa. Le sperimentazionni in atto vanno verso il potenziamento del servizio, elemento sostanziale per l’aumento della domanda di servizio: allo studio ci sono un’unica tratta Ora-Penia con il superamento dell’attestamento a Cavalese l’eliminazione della rottura di carico e il gestore unico Trentino trasporti spa e un tram-treno su sede dedicata prioritaria.

Di questo ha parlato il consulente Stefano Ciurnelli. I bus rapid transit (BRT), una sorta di tranvia con corsia preferenziale e priorità semaforica, molto usata in Francia. Ciurnelli ha posto l’attenzione sul fatto che più della velocità sono la regolarità e la frequenza che rendono un sistema di trasporto pubblico competitivo. L’esperto ha suggerito alla platea di “non guardare mai ai sistemi di trasporto pubblico in contrapposizione” e ha posto un quesito, “E’ meglio un sistema ben organizzato, reticolare che funzioni perfettamente o una ferrovia costosissima a scartamento normale? La Val di Fiemme potrebbe essere fra i precursori per una nuova mobilità di montagna extraurbana con un trasporto pubblico di alta qualità”.

Marco Danzi ha presentato il risultato di uno studio/analisi (di salita utenza), sulla scorta dei dati forniti dalla Provincia autonoma, confermando la bontà delle azioni volte ad incrementare un modello cadenzato e frequente e descrivendo ipotesi di scenario ferroviario a medio e lungo termine. Lo studio è stato realizzato anche attraverso il ricavato di una lotteria.

Infine il presidente Massimo Girardi ha ricordato il punto di vista dell’Associazione Transdolomites con temi che trovano coincidenza con la Provincia, ribadendo che, in termini di valutazioni e spunti, l’Associazione vuole essere utile ai decisori politici.

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Un Commento

  1. G_P

    21 dicembre 2017 at 18:12

    FERROVIA VALLI DELL’AVISIO… UN PASSO AVANTI…

    Finalmente un passo in avanti, un passo importante, a nostro giudizio l’unico… abbiamo svegliato qualcuno… purtroppo non tutti, in Provincia! Che la mobilità in Provincia di Trento sia un problema è sotto gli occhi di tutti e che l’attualità dell’ argomento è all’ordine del giorno: le oltre 39000 visualizzazioni che ha ricevuto la pagina di PredazzoBlog contenente il resoconto della serata n’ è la prova concreta. Da questo punto di vista… non uno, ma due passi avanti anche perchè ora c’è la consapevolezza di molti che del problema chi ci governa da adesso se ne deve occupare. Dall’articolo del giornale però sembra che sia già tutto risolto. E’ bastato che l’Assessore alle infrastrutture, recandosi a Cavalese, dichiari il potenziamento dei Bus come soluzione temporanea, il mandato per lo Studio “di qua” a a supporto dello studio di fattibilità per la mobilità nelle Valli dell’Avisio (spesa, 42.815,66 euro), e un mandato (con un mentre… ) per lo studio “di la”, l’ approfondimento dello studio di fattibilità della ferrovia dell’Avisio, ecc, ecc, (spesa, 44.801,45 euro) per descrivere la positività innegabile e sottolineiamo positività, dell’incontro.
    Ben vengano gli studi… una domanda però… a sostegno di quale studio sulla mobilità valli dell’Avisio ci si riferisce visto che l’Assessore alle infrastrutture Mauro Gilmozzi non ha ancora ottemperato all’ impegno contenuto nella mozione N.38 del 12 giugno 2014 che deliberata dal Consiglio Provinciale all’unanimità impegna la Giunta ad avviare lo studio di fattibilità della ferrovia valli dell’Avisio, l’unico studio che dovrebbe essere fatto?

    E qui ribadiamo, che interesse c’è per perdere tempo e “continuar a menar el can per l’aia?”

    Il comitato “Per non perdere il Treno”

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